Mamma alla quinta, di tre gemelli più due: intervista a Veronica Calilli

da | 13 Giu, 2024 | Lifestyle, Persone

Una bimba, tre gemelli e un quinto arrivo inaspettato: “mamma alla quinta” in meno di quattro anni, Veronica Calilli ci racconta come gestisce la quotidianità con cinque piccoli a seguito

Torinese di origine, ma cresciuta in montagna, Veronica Calilli ha consacrato la sua vita allo sport: studi in scienze motorie, una giovinezza sulle piste da sci per poi scoprire, a causa di un incidente che l’ha obbligata ad abbandonare la neve, un’incredibile passione per l’acqua, che la porta a diventare istruttrice subacquea in giro per il mondo.

L’incontro con il suo attuale compagno la convince a tornare in Italia dove inizia la ricerca, non semplice, di un figlio. La bimba arriva e, nel giro di pochi anni, i figli diventano addirittura cinque.

Tra i commenti delle persone estranee e gli sguardi increduli, mamma Veronica ci racconta come organizza la giornata, i viaggi e quali strategie mette in atto quotidianamente nella nuova dimensione di famiglia numerosa.

Dopo 5 anni di attesa arriva Sol

Tutto ha inizio a Sharm el Sheikh dove Veronica lavorava come istruttrice subacquea: durante una visita ai genitori che vivono in montagna, conosce Juan, uruguayano che, come lei, ha fatto dello sport la sua professione.

“Dopo diversi anni di relazione a distanza, ho capito che era l’amore della mia vita, ho lasciato l’Egitto e sono tornata in Italia per stare con lui, dove si era trasferito per lavoro.

I primi anni abbiamo cambiato spesso città per via del suo lavoro, io improvvisavo cercando nuovi impieghi e lavorando saltuariamente come istruttrice e come modella.

Nel frattempo eravamo convinti da tempo di voler creare una nostra famiglia e avere dei figli. Purtroppo però, nonostante la mia età, 28 anni avevo ricevuto la diagnosi di infertilità dovuta a una scarsa riserva ovarica e rischio di menopausa precoce. Infatti, il tempo passava veloce e il bimbo o bimba tanto atteso non arrivava.

Ci siamo così rivolti a una clinica per affrontare la PMA e, finalmente, dopo diversi tentativi falliti, nel 2019 la piccola Sol è arrivata tra le nostre braccia!”.

veronica calilli

Sopresa: i Trixi !

Dopo un anno e mezzo dopo la nascita di Sol, Veronica e Juan desiderano una sorellina o un fratellino per la piccola e, viste le difficoltà già affrontate, si rivolgono nuovamente alla clinica.

I primi tentativi sono, nuovamente, deludenti.

“Dopo diverse fecondazioni con esisto negativo ho avuto una gravidanza gemellare che è terminata con un aborto: è stato per me durissimo, in quanto non è avvenuto in simultanea. Mesi e mesi dopo, quando abbiamo deciso di ritentare con l’impianto di due blastocisti in un centro all’estero, ho subito detto di sì: nonostante la brutta esperienza, in quel periodo continuavo a vedere tutto doppio, inclusa una mia possibile gravidanza”.

Le cose sono andate diversamente dal previsto: una delle due blastocisti si “sdoppia” dando origine a due embrioni.

“Si tratta di un’eventualità molto rara” spiega Veronica “ma è successo. Un embrione ha generato due gemellini omozigoti, maschietti, e il secondo, una femminuccia, ha continuato a vivere.

Siamo rimasti increduli! Ciò che accadeva sembrava per noi un miracolo. Nonostante avessi in pancia tre bambini, all’inizio ho trascorso una gravidanza meravigliosa. Sul finale, però, ho avuto la colestasi gravidica e mi hanno fatto partorire a 7 mesi con cesareo. Sono nati nell’agosto del 2022, ovviamente piccolini, ma in salute. Il più piccolo, Miguel, pesava solo 1.800 grammi ed è quello che dei tre è rimasto in terapia intensiva un po’ di più.

Abbiamo così avuto modo di abituarci e prendere il ritmo della nuova famiglia allargata con gli altri due gemelli, Elvis e Celeste.

All’inizio, non lo nego, è stata durissima anche perché Sol era ancora piccola e chiedeva molte attenzioni. Tiravo il latte per i gemelli e desideravo allattare tutti e tre a tutti i costi. Per me era fondamentale e mi sono anche rivolta a degli specialisti per riuscirci ma alla fine mi sono rassegnata. La gestione di quattro bambini è estremamente impegnativa e ho optato per l’allattamento artificiale”.

Trovarsi in casa con tre neonati deve essere bellissimo ma può allo stesso essere molto faticoso, in particolare se si pensa alle notti insonni. “In realtà l’impegno triplo non è stato così terribile. Durante le prime settimane in terapia intensiva abbiamo iniziato a seguire da subito una routine oraria quasi fissa. E quando siamo tornati a casa abbiamo cercato di mantenere sempre la stessa, per quanto riguarda la pappa e la nanna.

Oggi i Trixi, come li chiamiamo noi, hanno gli stessi orari per tutto, mangiano e si addormentano insieme. Cerco di cambiarli tutti anche allo stesso orario. Ovviamente piangono anche tutti e tre insieme, ma quella è un’altra storia!”.

veronica calilli

Fiamma: il terzo colpo di scena

Quattro mesi dopo la nascita dei gemelli, e dopo circa 10 anni di tentativi per concepire un figlio naturalmente, Veronica scopre, incredula, di essere incinta. Un miracolo o forse i residui ormonali lasciati dalla gravidanza trigemellare, secondo i medici.

“Non riuscivo a crederci, neppure questa volta, sembrava impossibile! Ci siamo subito chiesti: e ora che si fa? Mio marito mi ha fatto forza rassicurandomi: ‘Tranquilla, ce la faremo!’ Lui vede le cose in un’ottica diversa: viene da un paese in cui di bimbi ce ne sono ancora tanti e laggiù ha ben cinque fratelli”.

E così arriva la quinta figlia, Fiamma, una meraviglia nata a 39 settimane di gravidanza con parto cesareo, vista la vicinanza con la nascita dei gemelli.

“Durante la mia permanenza in ospedale e appena sono tornata a casa mia mamma è venuta ad aiutare Juan con gli altri quattro bimbi. Forse questa volta è stata ancora più complicata che con i tre gemelli. Ho scelto di allattare Fiamma: lei è ancora adesso molto dipendente da me e mi ero dimenticata di quanto tempo esclusivo richieda l’allattamento, che può essere un problema quando hai altri bimbi.

Nel frattempo Sol ha iniziato la scuola dell’infanzia e i tre gemelli, anche se ancora piccoli (quando è nata Fiamma avevano appena iniziato a camminare!) sono molto indipendenti e giocano spesso tra loro in autonomia”.

veronica calilli

Essere mamma alla quinta

Uscire con tre gemelli e altre due bambine non è certo facile:  ci vuole tanta organizzazione. Veronica a Juan si muovono con un carrello porta bebè per i trixi e un passeggino gemellare per Sol e Fiamma. Hanno venduto la macchina e acquistato un furgone per spostarsi tutti insieme.

“Ormai siamo rodati nell’organizzazione, spesso ci sentiamo gli occhi addosso da parte delle persone che ti fissano incredule.  Alcune persone fanno commenti a volte fuori luogo, altre ti fanno tante domande. Io sorrido, mio marito a volte si arrabbia in silenzio. Le esclamazioni più frequenti sono: ‘Poverini!’, come se si trattasse di una tragedia, o ‘Vedo voi e non mi lamento!’, come se con un figlio solo fosse vietato lamentarsi. Oppure, ‘Ma hai tempo per tutti?’: io rispondo ‘Faccio quello che posso!’. Ovviamente questi sono gli anni più faticosi, sono ancora tutti molto piccoli e non è tutto rosa e fiori. La sera sono distrutta, e capitano anche a me i momenti di crollo, in particolare quando ho la sensazione di non avere neanche un secondo libero per andare in bagno.

Nonostante questo io e mio marito, grazie a risparmi messi da parte, abbiamo deciso di prenderci un anno di stand by da qualsiasi impegno lavorativo per stare con i bambini. Li abbiamo cercati tanto e trascorrere questo periodo con loro ci rende felici: in più devo ammettere che se lui non fosse sempre presente essere mamma da sola con cinque piccoli sarebbe ancora più dura”.

Viaggiare con cinque? Si può!

A febbraio Juan e Veronica partono per un primo lungo viaggio tutti insieme: direzione Uruguay. Un paio di mesi da trascorrere con la famiglia di Juan che non ha mai conosciuto né Fiamma né i tre gemellini. L’Uruguay è lontano e si preparano ad affrontare un viaggio intercontinentale con cinque piccolissimi. Sicuramente un’impresa non banale.

“Abbiamo scelto come compagnia Air Europa perché ci consentiva di partire con due bimbi fascia 0-2 a testa: in altre compagnie è previsto solo un neonato per ogni adulto. Il viaggio però è stato lunghissimo: 25 ore in tutto! A posteriori, una follia. Ma avevamo già viaggiato in giro per l’Italia e alla fine ce la siamo cavata perchè per noi qualsiasi spostamento prevede un’accurata preparazione”.

Eppure ci sono famiglie che con uno o due figli piccoli affrontano i viaggi in aereo con difficoltà.

“Quello che consiglio a tutti è di non trovarsi impreparati. Portare solo l’essenziale, non caricarsi di cose inutili, ma non dimenticare mai a casa cibo e ovviamente acqua. Può capitare che il cibo dell’aereo non piaccia oppure che abbiano fame in orari differenti.

Un biscotto a portata di mano può risolvere un momento di piccola crisi e organizzare piccoli pasti aiuta a trascorrere il tempo. E poi, senza esagerare, un paio di gadget da viaggio possono rivelarsi molto utili, come i “poggia piedi” gonfiabili che permettono di dormire. Infine, è meglio non cambiare abitudini poco prima del viaggio, come l’abbandono del ciuccio.

Aereo a parte, un consiglio che mi sento di dare a tutti coloro che intraprendono un viaggio intercontinentale è quello di stipulare l’assicurazione. In Uruguay, Celeste ha avuto un’infezione e ci siamo rivolti a un ospedale: lì la sanità è prevalentemente privata e ci sarebbe costato una bella cifra.

A parte questo episodio, la nostra vacanza uruguaiana è stata super: mia suocera ha avuto cinque figli e ha oggi tantissimi nipoti. Trovarsi la casa invasa da cinque nipotini non è stato per nulla un problema per lei, anzi!”.

veronica calilli

Consigli da plurimamma

Dopo l’Uruguay, l’estate è in arrivo e Veronica non vuole certo restare a casa.

“Abbiamo deciso di spostarci per circa un mese al mare in un campeggio per permettere loro di vivere all’aria aperta: ho da poco acquistato la tenda, ovviamente una grande a due stanze. Abbiamo anche un camper, un van dell’83 che ci sta aspettando per tante avventure.

Il campeggio scelto è in Toscana, vicino a casa: da quando sono nati i bambini Veronica e Juan hanno scelto Pistoia come luogo per vivere, per il momento. Si sposteranno anche in Puglia, a Gallipoli, ospiti di un magnifico campeggio.

“In futuro non so cosa faremo. Ci siamo fermati in Toscana perchè ci sono, a mio parere, buoni servizi per le famiglie numerose, come la nostra. A settembre i gemelli inizieranno il nido, per un po’ staremo qui. Ma poi ci piacerebbe spostarci, non so ancora dove”.

Nel frattempo Veronica racconta alcune delle sue strategie giornaliere sul suo profilo IG _veronicalilli_

“L’idea di aprire un profilo Instagram è nata durante il periodo dei tentativi di PMA e la nascita dei tre gemelli. Volevo condividere questa esperienza, che spesso è trattata come un tabù, come aiuto o supporto alle donne che, come me, devono o hanno dovuto fare ricorso alla PMA e non sanno con chi condividere paure e dubbi.

I genitori che affrontano l’infertilità cercano di fare rete il più possibile sul web. Oggi continuo a rispondere a domande sul tema, anche se ormai racconto prevalentemente la mia vita di mamma alla quinta. Mi piace diffondere l’idea che si può essere mamme con più ‘leggerezza’: ad esempio, chiudendo un occhio o tutti e due quando si sporcano, senza cambiarli di continuo. O non allarmarsi se cadono, ma lasciare loro la possibilità di sperimentare in autonomia. In fondo, per me, è l’unico modo per vivere questo periodo il più serenamente possibile”.

veronica calilli

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