Matrimoni omosessuali

È del febbraio 2013 la legge che sulle unioni omosessuali, in Francia, recita all’articolo 1: “Il matrimonio è contratto tra due per- sone di sesso differente o di stesso sesso”. Un provvedimento che ha visto la luce dopo mesi di interminabili dibattiti in aula e rumorose manifestazioni in piazza; alla fine il Ministro della Giustizia ha esultato affermando: “Siamo felici e fieri di giungere a questa prima tappa: vogliamo stabilire per ognuno di noi la libertà di poter scegliere la propria o il proprio partner per costruire un avvenire in comune”. Da noi la notizia ha suscitato grande clamore, ma l’apripista, in realtà, furono i Paesi Bassi nel 2001: primo paese non solo in Europa ma addirittura nel mondo a riconoscere le unioni civili tra coppie omosessuali. Seguirono il Belgio nel 2003 – all’inizio solo per i residenti, in seguito anche per le coppie in cui almeno uno dei due fosse residente da non meno di tre mesi -, la Norvegia, con il benestare della Chiesa di Norvegia e la Svezia, appoggiata dalla Chiesa Luterana Svedese, nel 2008.
Stessa strada ha intrapreso la Spagna nel 2005: l’allora opposizione al governo presentò però ricorso alla Corte Costituzionale che si è pronunciata respingendolo; quindi si può dire che anche la Spagna adesso riconosce ufficialmente le nozze gay. Il 2010 è stato l’anno del Portogallo e, quindi, dell’Islanda, forse anche grazie al fatto che il premier, donna, è dichiaratamente omosessuale. Nel 2012 la Danimarca ha approvato una legge che cancella la necessarietà del requisito di essere uomo e donna per poter contrarre matrimonio: la Chiesa Danese ha prestato il proprio consenso purché si prevedesse la facoltà per il singolo sacerdote di rifiutarsi di officiare il rito. In Germania il Parlamento ha previsto i cosiddetti “contratti di vita comune”: non sono dei veri e propri matrimoni, ma consentono comunque alle coppie omosessuali di registrarsi in Comune. Da ultimo, anche la Gran Bretagna quest’anno ha dato il via libera al progetto di legge che autorizza il matrimonio tra coppie gay. In Olanda, Belgio, Norvegia, Svezia e Germania le coppie omosessuali possono anche accedere alle adozioni.
Nel frattempo, in Italia il Cardinal Bagnasco ha detto: “Siamo vicini al baratro: l’Europa ha dimenticato le proprie radici cristiane,
le radici della propria cultura”. L’Ilga-Europe (la Regione Europea dell’Ilga – International Lesbian & Gay Association) ci ha messo al penultimo posto nell’Unione Europea, al pari di Malta e Lettonia, dietro Cipro, per l’apertura ai diritti degli omosessuali.
L’11 gennaio 2013, però, la Corte di Cassazione (con riferimento a una famiglia di religione musulmana residente a Brescia) ha statuito: “La crescita guidata da una coppia omosessuale non può in alcun modo compromettere la stabilità emotiva del bambino, a patto che la stessa coppia sia in grado di offrire al minore un’esistenza incentrata sulla serenità, nonché sulla stabilità”. Decisamente una dichiarazione istituzionale priva di precedenti.

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