Merenda e smog

Colazione, pranzo e cena, bimbi sovrappeso, cibo spazzatura sempre in agguato: brioche, merendine, biscotti e crostatine. La merenda serve davvero? Non potremmo abolirla? Nadia

È una domanda che ricevo spesso da molti genitori. Lo spuntino di metà pomeriggio è proprio necessario? Fermo restando che questo è un campo dove prevale il buon senso e dove la scienza medica può fornire solo risposte “a margine”, alla luce dei recenti studi nutrizionali la risposta è sì, la merenda è un pasto importante che serve a evitare i cali di zuccheri durante la giornata e dà equilibrio all’alimentazione complessiva, evitando pericolosi spiluccamenti fuori orario, magari davanti alla tv. Teniamo presenti che molti bimbi, soprattutto i piccolissimi, mangiano alla mensa scolastica e non sappiamo con precisione quanto (e talvolta neppure cosa) hanno mangiato. Un piccolo pasto preparato in casa permette di arrivare all’ora di cena con il giusto appetito. Sì dunque alla merenda, purché sana: magari un dolce fatto in casa e cotto al forno, senza eccessivi zuccheri e grassi. Meglio di tutto un po’ di frutta, una bella macedonia o pezzi di frutta colorata infilati negli spiedini, ma va bene anche il classico panino. L’ora ideale per la merenda coincide con l’uscita da scuola, tra le 16 e le 17. Attenzione però, se il bimbo cena presto, la merenda deve essere più leggera.

 
Anche se dicono che a Torino l’inquinamento è meno pesante dell’anno scorso, sono molto preoccupata per polveri sottili e particolato. Come posso proteggere i miei bimbi di 4 e 6 anni? Stella

Le polveri sottili (“particolato” è il loro nome scientifico) sono prodotte dai gas di scarico delle auto che a contatto con l’aria fredda si condensano e restano sospesi nell’aria. Anche l’usura dei pneumatici e i sistemi di riscaldamento contribuiscono alla loro formazione. La concentrazione è maggiore lungo le strade: l’unica maniera per evitarle è limitare l’esposizione, scegliendo percorsi poco trafficati e privilegiando gli spazi per lo sport e i giochi all’aperto nelle aree verdi. Nei giorni in cui l’inquinamento supera i livelli di rischio, è meglio non portare fuori casa i neonati e i bimbi più piccoli. Ma le polveri si combattono anche con un’alimentazione mediterranea e in particolare con una dieta ricca di verdura e povera di grassi animali. Lo ha dimostrato uno studio presentato al Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (Simi). Gli agenti inquinanti riducono i livelli di vitamina E nel sangue di più del 50%, incrementando in parallelo il livello di una proteina legata allo stress ossidativo delle cellule. Un mix che accelera l’invecchiamento, danneggia il Dna e rende più vulnerabili a patologie cardiovascolari e al cancro. Una dieta ricca di antiossidanti contrasta i danni. Aumentiamo il consumo di olio di oliva, pesce e verdura.

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