Motori a scoppio 2

Abbiamo già affrontato quanto rendono i motori nell’articolo “Motori a scoppio”. Proviamo ora a pensare a un altro problema, quello che ci ha obbligati in passato a tante domeniche a piedi, che ci fa diventare tutti un po’ più grigi e che probabilmente ci fa anche morire un po’ più giovani: l’inquinamento. La fonte di inquinamento meno evidente, e proprio per questo più subdola, è l’inquinamento termico. Gran parte dell’energia che forniamo al nostro motore a scoppio se ne va in calore. Questo calore non serve a nulla, perché – almeno allo stato attuale delle cose – non è possibile recuperarlo. Il calore è una forma di energia che i chimici e i fisici definiscono “degradata”: insomma è un po’ l’ultima spiaggia, dal calore è molto difficile risalire a forme di energia più efficaci, per cui viene “sputato fuori” da tubo di scappamento, radiatore e blocco motore. Cosa fa? Sparisce? No, naturalmente! Riscalda l’atmosfera e dà un contributo sostanziale all’ormai arcinoto “riscaldamento globale”, quel fenomeno sulla cui esistenza i climatologi sono sostanzialmente tutti d’accordo, a causa del quale gli strati bassi dell’atmosfera si stanno riscaldando oltre misura, col rischio di provocare in un futuro non troppo lontano sfracelli meteorologici. Oltre al riscaldamento termico, i motori a scoppio causano quello che è noto ai più come “l’inquinamento” e cioè emettono gas di scarico. A questo proposito può essere interessante fare due rapidi calcoli: i numeri sono potentissimi e riescono a dare l’idea delle cose molto meglio di tanti discorsi.
Un rapido conto, fatto con un foglio e una calcolatrice, mi dice che un chilo di benzina produce un po’ più di due chili di biossido di carbonio. Teniamoci bassi e diciamo due chili: se supponiamo che la nostra auto ha un serbatoio da 60 litri, ogni pieno vuol dire la produzione di 120 chili di CO2. Moltiplichiamo per il numero di pieni: teniamoci bassi anche qui, immaginiamo pochi spostamenti e facciamo tre pieni ogni due mesi (vi piacerebbe, vero?). Per ciascuna delle nostre auto a benzina, produciamo un po’ più di due tonnellate di CO2 all’anno. Secondo uno studio fatto dall’Automobile Club Italiano (l’ACI) a fine 2011 c’erano in Piemonte circa 2.800.000 auto. Facciamo finta che solo la metà di essa sia sfruttata e ipotizziamo 6 pieni all’anno: in totale fanno 4.032.000.000 chilogrammi di CO2, cioè un po’ più di quattro milioni di tonnellate all’anno di anidride carbonica prodotta in Piemonte, facendo un conto abbastanza al ribasso. Questi conti sono stati fatti immaginando che tutta la benzina venga bruciata e che la combustione sia completa; naturalmente il biossido di carbonio non è l’unico prodotto della combustione del motore a benzina: l’idrogeno si combina con l’ossigeno per dare acqua (che forma il “fumo” bianco che esce dallo scappamento nelle fredde mattine d’inverno).
Di nuovo lo scopo non è fare terrorismo psicologico, ma invitare a pensare il più possibile a quel che succede quando siamo alla guida. Non sarà questa la stagione giusta per cominciare ad andare in bicicletta, ma certo vale la pena procurarsi la tessere del bike sharing e riflettere su un altro numero interessante: chi circola in bici perde in un anno – in media – 7 chilogrammi di grasso.

[Ugo Finardi – Chimico, ricercatore CNR]

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