L’app di “contact tracing” per controllare il contagio arriverà a maggio

Sta per arrivare un’app che avvisa le persone potenzialmente entrate in contatto con il Coronavirus

Immaginate l’equivalente di Google Maps per il Coronavirus, un’app che vi avvisa se siete entrato in contatto con qualcuno che è risultato positivo all’infezione. Esiste: Apple e Google la stanno sviluppando e l’arrivo è previsto per maggio 2020. Si installerà inizialmente su base volontaria. Una cosa è certa: oltre a combattere l’epidemia, il nuovo sistema riempirà le pagine dei giornali, con problemi etici e legali non da poco.

“All’inizio vi sarà richiesto di installare una app, poi il software sarà integrato nel sistema operativo. Il vostro smartphone si connetterà a quelli delle persone che incontrate. Se e quando sarete vicini abbastanza a lungo, i dispositivi si scambieranno anonimamente un cenno d’intesa senza che ve ne accorgiate”. A scriverlo è Fabio Sabatini, economista e professore aggregato di Scienza delle finanze all’Università Sapienza di Roma. Sabatini spiega molto bene gli scenari futuri.

 

Il contact tracing

Il contact tracing è uno strumento utile su due fronti: aiuta le autorità sanitarie a monitorare la diffusione della malattia e permette alle singole di sapere se sono state esposte al virus. Ovviamente da solo non è sufficiente: una volta venute a conoscenza del rischio di aver contratto il COVID19, le persone potenzialmente infette devono auto-isolarsi, ricevere il tampone e le cure necessarie.

Apple e Google insieme

Il sistema sarà disponibile sui dispositivi iOS e Android, il che rappresenta la quasi totalità dei telefoni presenti sul mercato e inizialmente sarà un’app da scaricare e attivare. Una seconda fase prevede l’integrazione dell’app direttamente nel sistema operativo, con la possibilità di attivazione su base volontaria (opt-in).

In Cina e in Corea del sud, strumenti simili sono stati utilizzati e sono risultati efficaci. Il loro uso in Europa è più controverso, perché la normativa sulla privacy è più stringente.

E’ possibile approfondire il funzionamento della nuova app sulla rivista TechCrunch, mentre il sitoDDay.it  ha pubblicato un fumetto che può essere utile far leggere agli adolescenti.

Uno strumento che useremo a lungo

“Passato lo tsunami di casi, sarà fondamentale controllare la circolazione del virus, almeno sino a quando non sarà disponibile un vaccino” scrive la Fondazione Veronesi. La velocità è importante perché la propagazione del virus è facile, mentre è difficile e impreciso ricostruire la catena di contagio basandosi solo sui ricordi degli individui positivi. “In sostanza è una lotta impari: il virus corre più veloce di chi gli dà la caccia. Attenzione però a cadere nell’errore che la battaglia al coronavirus sia solo una questione tecnologica. Le app sono uno strumento a supporto della strategia indicata dall’OMS. Da sole, senza una necessaria integrazione con i test diagnostici e il trattamento dei positivi, non possono risolvere il problema”.

 

Iscriviti alla newsletter

X