I primogeniti? Sono i più intelligenti!

Tutti i genitori assistono prima o poi alla discussione: “io sono più intelligente di te!” detta da un fratello all’altro. Spesso sono i primogeniti che, in virtù del loro “essere più grandi”, parlano così ai piccoli. Da oggi una ricerca sembra dar loro ragione.

Il Q.I. scende per ogni nuovo nato
Uno studio dell’Università di Leipzig in Germania sembra andare in questa direzione. Infatti stando ai loro studi ogni fratello avrebbe un Q.I. inferiore di 1,5 punti rispetto al maggiore. Per ottenere questi dati è stato analizzato un campione di circa 20.000 persone provenienti da Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania. Le cause di questa diversità di quoziente intellettivo non sono ancora ben chiare, per ora quello che si può fare sono solo ipotesi. I fratelli maggiori per un tempo più o meno breve, possono contare sull’incondizionata attenzione dei genitori, ricevono dunque più stimoli e c’è maggior partecipazione intorno al loro sviluppo cognitivo. Anche con l’arrivo dei secondogeniti il quantitativo di tempo dedicato ai figli più grandi sembra essere maggiore, un po’ per timore di scatti di gelosia, un po’ per abitudine, i genitori pare che trascorrano quotidianamente dai 20 ai 30 minuti in più con i primogeniti. Non è però solo una questione di attenzioni, pare infatti che i primogeniti vengano investiti della funzione di “tutor” per i più piccoli. Questo sembrerebbe stimolare i grandi a provare a dare il meglio di sé, invogliandoli a scoprire e imparare cose nuove da insegnare ai fratellini. La loro intelligenza è quindi portata a svilupparsi maggiormente per “far bella figura”.

Tante ricerche, stessi risultati!
Oltre alla ricerca dell’Università di Leipzing, altri enti hanno commissionato ricerche analoghe. Secondo l’Università dell’Illinois i primogeniti possono contare su 1 punto in più di q.i. valori comunque bassi per avere effetti concreti nella vita di tutti i giorni. L’Università dell’Essex invece dimostra come, su 1.500 coppie di fratelli/sorelle analizzate, i primogeniti abbiano il 16% di possibilità in più di concludere studi universitari rispetto ai secondogeniti. Anche qui si fanno solo ipotesi, probabilmente il maggior carico di attenzioni, le maggiori aspettative dei genitori hanno qualche influenza. I secondogeniti sono lasciati invece più liberi di sperimentare e trovare la propria strada senza eccessive ingerenze.

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