Il glifosato è cancerogeno?

Il glifosato è il diserbante più venduto al mondo. Spruzzato sulle foglie viene assorbito sulla pianta e la uccide, con un’efficacia non paragonabile ad altri erbicidi. Nel marzo 2015 l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro lo aveva classificato come “probabilmente cancerogeno”; pochi mesi dopo l’Autorità europea per la sicurezza lo ha classificato con segno contrario: “probabilmente non cancerogeno”. Un centinaio di scienziati indipendenti si è opposto. Tra poche settimane, a giugno 2016, la licenza europea per la produzione del glifosato scadrà. La Commissione europea vorrebbe ottenere il via libera per l’utilizzo da parte degli esperti prima di questa scadenza, apparentemente ignorando i pareri che lo definiscono cancerogeno. Molti si oppongono al rinnovo dell’autorizzazione, per esempio l’italiano Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e il Ministro francese dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’energia, Ségolène Royal. Alcuni produttori di diserbanti a base di glifosato hanno deciso di sospendere le vendite dei prodotti per i quali sussistono dubbi circa la pericolosità sulla sua sicurezza per la salute umana.

Prima di rinnovare i permessi, sarebbe saggio attendere il prossimo anno, quando la European Chemical Agency (Echa) esprimerà il proprio parere sul glifosato, stabilendo una classificazione ufficiale dell’Unione europea. L’Echa dirà se il glifosato può provocare il cancro, danneggiare il sistema ormonale e riproduttivo solo a fine 2017. Fino a quel momento, sarebbe prudente e apprezzabile tenere il glifosato lontano dai campi e dagli orti, dai giardini e dai parchi.

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