Parità nella separazione: ecco le nuove proposte per l’accudimento dei figli

assegno di mantenimento

La separazione, da genitori, è affare complicato. Oltre alla gestione dei conflitti e dei dolori di coppia è necessario proteggere e rassicurare i più piccoli. C’è poi tutta la riorganizzazione pratica e materiale che a volte confonde e affatica più dello Tsunami emotivo. Mettersi d’accordo sull’accudimento dei figli è spesso fonte di grandi tensioni e quasi mai la soluzione suggerita dai legali soddisfa entrambe le parti. Il Governo ha così deciso di provare a ritoccare l’attuale legge che norma l’affidamento dei minori in caso di separazione.

Via l’assegno di mantenimento

Sarà ridiscussa a settembre la proposta di legge del senatore Pillon che intende rivedere la distribuzione di compiti e le responsabilità tra genitori separati. Tra le principali novità:

  • via l’assegno di mantenimento;
  • introdotta la doppia residenza per i minori;
  • l’obbligo di trascorrere tempi paritetici con mamma e papà.

“Non ci sarà più l’obbligo di versare soldi all’altro genitore – ha spiegato Pillon a Il Messaggero – perché il mantenimento dei figli sarà un onere di entrambi che provvederanno in maniera diretta, come accade nelle coppie conviventi”. 

Parità di tempo insieme

Mamma e papà dovrebbero garantire ai figli la propria presenza in egual misura. “Non meno di 12 giorni al mese, compresi i pernottamenti, presso il padre e presso la madre” – ha anticipato il senatore- “sempre che non esistano motivi reali di pericolo per la salute psico-fisica del figlio”. In caso di difficoltà insuperabile o di spazi inadeguati a casa di uno dei due, saranno previsti “meccanismi di recupero durante i periodi di vacanza”. Inoltre, tutte le comunicazioni ufficiali relative al figlio saranno spedite al doppio indirizzo. L’obiettivo della proposta è chiaro: i figli hanno “il diritto di trascorrere con ciascuno dei genitori tempi paritetici ed equipollenti”. Ma chi glielo spiega in quel turbinio di valige e pianti che ogni due settimane devono anche lasciare la cara amata cameretta?

La mediazione familiare

Secondo le nuove norme, le coppie che decidono di separarsi dovranno obbligatoriamente rivolgersi a un mediatore familiare.  La speranza forse è di rendere meno spigolosi gli allontanamenti e le riorganizzazioni familiari. Il problema, già sollevato da più parti, è che l’intero costo del percorso di mediazione sarebbe totalmente a carico della famiglia. Questo farebbe lievitare i costi della separazione rischiando di farla diventare una possibilità per pochi. E se uno dei due decide di interrompere gli incontri con il professionista? E’ una scelta possibile, che però il giudice potrebbe non apprezzare diventando così particolarmente severo verso chi non accetta di  mediare.

Le critiche

Le nuove regole saranno derogabili se c’è un accordo nella coppia. Ma sono già tante le critiche sollevate da parte di genitori e professionisti che si occupano di diritto di famiglia. L’eliminazione dell’assegno di mantenimento è “una vera conquista populista” – scrive Alessandro Simeone, avvocato, su la Repubblica.it. Tuttavia non tiene conto di  chi non ha un lavoro o magari vi ha rinunciato. Inoltre l’art. 11 del progetto di legge prevede che chi non ha la possibilità di ospitare il figlio in spazi adeguati non ha il diritto di tenerlo con sé secondo tempi “paritetici”. Il corto circuito normativo è evidente. Il genitore più povero rischia di perdere anche la possibilità di vedere il figlio”, continua Simeone.

 

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