Vaccinazione antinfluenzale per i bambini, sì o no?

La vaccinazione contro l’influenza quest’anno è raccomandata per i bambini da 6 mesi a 6 anni. Perché è importante farla

La buona notizia è che quest’anno i bambini si ammaleranno meno, grazie alle nuove misure igieniche che oltre a proteggere dal coronavirus fanno da barriera contro le altre infezioni. La cattiva notizia è che, nella fase iniziale, i sintomi della COVID-19 sono simili a quelli di un’influenza, per cui anche un malessere banale ci porta nella trafila di isolamento e tamponi.

Meglio quindi non ammalarsi. Per questo motivo, il vaccino antinfluenzale è raccomandato e talvolta gratuito per una grande parte della popolazione, compresi i bambini da 6 mesi a 6 anni, le donne in stato di gravidanza e le persone con più di 60 anni. 

Sintomi da influenza o Covid-19?

L’indicazione al vaccino è motivata dall’emergenza pandemica. A livello personale, una persona vaccinata che presenta sintomi influenzali, ha più probabilità di veder riconosciuta precocemente la malattia causata dal coronavirus. Riceverà quindi cure più veloci ed efficaci.

A livello di salute pubblica, evitare che le persone fragili si ammalino significa evitare la concomitanza dei sintomi influenzali con quelli da Covid e quindi non intasare i Pronto soccorso e i servizi sanitari.

Da segnalare che il vaccino offre un’alta protezione, ma comunque non totale e che per avere efficacia, una campagna vaccinale deve coprire tra il 75% e il 95% delle persone fragili. 

Vaccinazione antinfluenzale per i bambini 

I bambini da 6 mesi a 6 anni di età sono considerati una categoria di popolazione fragile e le Regioni sono invitate a offrirla gratuitamente. Lo stesso vale per i malati cronici e le persone over-65, con la raccomandazione di mantenere la gratuità a partire dai 60 anni di età.

La vaccinazione è consigliata, ma non obbligatoria. Va richiesta al medico di famiglia o al pediatra e viene effettuata negli stessi studi medici.

In alcune Regioni è necessario procurarsi il vaccino in farmacia, ma c’è un problema di scarsità di dosi iniziali.  

Mamme, future mamme, papà

Anche per le donne in gravidanza il Ministero della Salute spinge per l’offerta gratuita, in accordo con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della sanità. Lo stesso vale per chi esercita professioni sanitarie.

Per quanto riguarda la “popolazione attiva” (cioè tutte le persone tra i 6 e i 60 anni che non rientrano nelle fasce protette) la vaccinazione è consigliata ma non è gratuita.

C’è abbastanza vaccino?

Chi desidera vaccinarsi e non appartiene alle fasce protette, può acquistare il vaccino in farmacia, previa la prescrizione del medico di famiglia. Nelle fasi iniziali della stagione vaccinale è prevista una scarsità di dosi e quindi per qualcuno sarà necessario fare diversi tentativi. 

Secondo i calcoli della Fondazione GIMBE, negli ultimi mesi le Regioni si sono aggiudicate scorte di vaccino sufficienti, considerato che in una campagna vaccinale non si presentano mai tutti gli individui a rischio.

Nella popolazione anziana con più di 65 anni, per la quale il vaccino è gratuito, nella scorsa stagione (2019-2020) si è vaccinato il 54,6 per cento.

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