La ninna nanna è il miglior antistress (per grandi e piccini)

“Mamma, mi canti la ninna nanna degli animaletti?”. La richiesta arriva da un ragazzone di 12 anni, 165 centimetri di altezza per 60 chili di peso, due spalle da toro e l’attitudine al movimento di un cinghiale. Un bestione.

Eppure la ninna nanna che gli cantavo quando era piccolo è rimasta nel suo limbo profondamente, così profondamente che si vergogna di tutto tranne che di chiedermi – inaspettato e nostalgico – di cantarla ancora una volta.

La ninna nanna è un calmante naturale 

C’è qualcosa di ancestrale nella ninna nanna. Alla nascita di entrambi i miei figli, le parole delle canzoni che avevo ascoltato da bambina mi traboccavano letteralmente dal cuore. “Fate la nanna coscette di pollo” è rimasto per me un bizzarro mistero, finché non ho visto le coscette dei neonati e ne ho colto l’assoluta e perfetta analogia. Ma non è solo una questione di dolcezza.

La correlazione tra canto della ninna nanna e sviluppo del linguaggio del bambini è provata da numerosi studi. I bambini più esposti alle ninne nanne sembrano sviluppare migliori abilità linguistiche. Non solo: gli studi sui bambini nati prematuri e ricoverati nei reparti di terapia intensiva neonatale mostrano che anche ascoltando le ninne nanne registrate dai genitori, la frequenza cardiaca rallenta mentre migliora l’alimentazione e la qualità del sonno.

Se a cantare è il genitore in persona, ancora meglio: è maggiore l’impatto sulla frequenza cardiaca. Insomma, la voce di mamma calma e lenisce la mente del bambino.

Ninna nanna anche prima di nascere

Altri studi hanno esaminato la reazione dei bambini “in utero”. E’ risaputo che già nella pancia il bebè è in grado di ascoltare la madre e persino rispondere alo stimolo della sua voce. Anche prima della nascita la frequenza cardiaca del bambino rallenta in risposta alla voce della madre, mentre dopo la nascita il neonato sa riconoscere la voce e la preferisce a quelle di altre donne.

Cantare o suonare musica al bambino durante la gravidanza calma il bambino. Esistono canti specifici, come il canto carnatico (che deriva dall’antichissima tradizione musicale indiana) che da tempo sono usati nel parto naturale per mantenere la concentrazione e controllare il dolore. 

 

Rumore bianco dopo la nascita

Nella pancia della mamma i bambini sentono la voce, ma soprattutto vivono cullati e circondati dai suoni ritmati e modellati creati dal corpo: il battito del cuore, il flusso del sangue, lo sciabordare del liquido amniotico.

Dopo la nascita i piccolissimi tendono a preferire lo stesso tipo di suoni: un trucco infallibile dei giovani genitori è utilizzare il rumore bianco del phon, dell’aspirapolvere o della lavatrice come calmante del bambino, possibilmente in associazione a un movimento ritmato, come l’oscillazione ritmica tipica del cullare o del portare in fascia.

 

Cantare fa bene a noi e loro

Non serve essere intonati o saper cantare: quello che il bambino desidera è ascoltare la voce di mamma o di papà. La ninna nanna è un ottimo legame tra genitori e bambino: lo calma, lo fa sentire confortevole e sicuro e fa bene anche ai genitori. In primo luogo perché cantare fa bene al corpo e alla mente. La musica e il canto sono dei potenti antistress. In secondo luogo perché la ninna nanna richiede un’atmosfera calma e  rilassante, che fa bene anche a noi. E probabilmente, quando saranno un po’ più grandi, vi sorprenderanno cantando e ricordando benissimo le parole piene d’amore che gli avete dedicato nella loro primissima infanzia.

Iscriviti alla newsletter

X