Cosa succederebbe se tutte le specie viventi avessero voce? Lo scopriamo al Parlamento della Biodiversità al MUSE

Un’esposizione da non perdere per nessun motivo: il nuovo allestimento immersivo, partecipativo e originalissimo al Museo delle Scienze di Trento fino al 6 giugno 2027

Dare voce a tutte le forme di vita che abitano la Terra per discutere il futuro del pianeta: un cambio di prospettiva sorprendente e importante che prende forma e che si può visitare al MUSE di Trento. Cosa succederebbe se non fossero solo gli esseri umani ad avere voce? Come cambierebbero le decisioni prese sul nostro pianeta se un albero, un pesce della barriera corallina o una pianta del deserto avessero lo stesso peso politico di quella di un capo di Governo? Proviamo a capirlo insieme: fino al 6 giugno 2027 lo spazio Agorà del museo si trasforma in un'assemblea plenaria dove le specie diventano delegati politici dell’ambiente che abitano. Un cambio di prospettiva per ripensare il nostro futuro.



Un dialogo tra le specie

“Il Parlamento della Biodiversità” è un allestimento immersivo e partecipativo che invita a immaginare nuove forme di rappresentanza per tutte le specie. Nell’esposizione, lo spazio si trasforma in un’aula parlamentare dove i tradizionali confini politici cedono il passo ai biomi: le grandi regioni ecologiche della Terra.

In questo parlamento speciale i visitatori prendono posto direttamente tra i banchi dell'assemblea, fianco a fianco con le delegazioni dei viventi. L'allestimento è formato da 93 postazioni e 186 specie (rappresentate da tassidermie, sagome e illustrazioni) suddivise in 9 grandi biomi: dal mare aperto ai poli, dalle foreste pluviali alle alte montagne. A queste si affiancano tre rappresentanze trasversali: organismi migratori, specie estinte e Homo sapiens, ossia noi.


I delegati più curiosi

Tra i "delegati" viene esposto per la prima volta al MUSE un Okapi, grande mammifero delle foreste tropicali dell'Africa centrale, un narvalo e un tricheco, che con la sua possente mole darà il benvenuto nell'atrio del museo. Tra i "delegati" più curiosi anche il mostro di Gila, grosso sauro americano dal potente veleno, preziosissimo per la produzione di farmaci per il diabete, e il cocco di mare, palma endemica delle Seychelles, presente con il suo enorme seme che può arrivare a pesare 20 kg. Dalle collezioni MUSE provengono l’appariscente gru coronata, coloratissimi scarabei delle foreste tropicali, come lo scarabeo golia orientale, e la farfalla Urania ripheus. Non mancano i rappresentanti dei funghi, con splendide riproduzioni di specie provenienti da tutto il mondo e delle piante: dai deserti con la millenaria Welwitschia mirabilis agli ambienti tropicali con le mangrovie fino ad ascoltare la voce delle piante erbacee d'alta quota come il carice alpino.

A rappresentare tutte le specie scomparse, è esposta una riproduzione di tilacino, un mammifero marsupiale il cui ultimo individuo morì nel 1936. Nei prossimi mesi le "delegazioni" si arricchiranno dell'arrivo di altre specie, tra le quali una rara tassidermia di leopardo delle nevi, il "fantasma" delle montagne.



Uno spazio partecipato: tutte le specie prendono la parola

All’interno del Parlamento della Biodiversità, piante, animali, microrganismi e funghi prendono la parola attraverso un LED wall centrale e una mappa interattiva del Parlamento, presentando mozioni, denunce e proposte. Il Parlamento affronta così le cause della perdita di biodiversità, ricordandoci che è ancora possibile invertire la rotta e arrestare la crisi attuale.

Per visitatrici e visitatori, il Parlamento della Biodiversità non è soltanto un’assemblea da visitare e ascoltare, ma uno spazio in cui entrare nel dibattito. Prendere posto tra le delegazioni dei viventi significa provare ad assumere punti di vista diversi dal nostro e interrogarsi sul peso che attribuiamo alle altre forme di vita nelle decisioni che riguardano il futuro comune. E il confronto non si esaurisce nella visita: durante i mesi di apertura, il Parlamento continuerà ad animarsi attraverso incontri, attività e iniziative rivolte al pubblico, per approfondire i temi emersi dall’assemblea, mettere in dialogo prospettive diverse e alimentare il confronto. Un invito a tornare e a restare connessi: perché questo Parlamento continuerà a prendere parola.

«Con il Parlamento della Biodiversità proponiamo di sperimentare un campo di rappresentanza allargato, riconoscendo a tutte le specie il diritto di entrare nella discussione sulle scelte che riguardano il mondo che condividiamo. Il Parlamento nasce dunque come uno spazio di diplomazia nel quale la ricerca scientifica ci aiuta a conoscere e interpretare le esigenze di tutti i viventi e il dialogo tra cittadinanza e istituzioni ci permette di tradurre questa conoscenza in responsabilità e azioni collettive»

Massimo Bernardi, direttore MUSE
Pubblicità
Pubblicità

I più letti

I più letti

100 cose da fare con i bambini

Si chiama “toddler bucket list” e serve tantissimo quando c’è tempo libero e manca l’ispirazione. Una lista di cose da fare con i bambini a casa e all’aperto