Piccole isole, grandi vacanze: Procida, Capraia e Tremiti

Esperienze suggestive, un contatto speciale con la natura e, soprattutto, perfette per una vacanza di famiglia

Quest’estate mettete, tra voi e la costa della penisola italiana, una bella porzione di mare, da una a tre ore di traghetto da Napoli, Livorno o Termoli.

Ficcate in valigia o nello zaino costume da bagno, protezione 50, ottimi libri, scarponcini da trekking. Non scordate: maschera e boccaglio, le pinne, fogli bianchi, matite o acquarelli e tanta voglia di “isolitudine”.

Che cos’è l’isolitudine? Se cerchi questa parola sul dizionario non la trovi, ma se la cerchi al largo, nel blu, puoi riconoscerla e soddisfarla. È la voglia di isole. Voglia di vivere qualche giorno lontano dalla terraferma, su porzioni di terra emersa, dove tendenzialmente circolano pochissimo le quattro ruote.

Procida, al largo delle coste napoletane; le Isole Tremiti, in faccia al Gargano, in Puglia, e Capraia, che fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano sono meravigliose e soprattutto adatte a una vacanza di famiglia, con bambini di tutte le età.

Procida, tra limoni e colori

Procida ti accoglie per le vacanze con i bambini come se il tempo si fosse cristallizzato, con le sue stradine immerse nella natura, percorribili a piedi, in bici o in passeggino tra i giardini, un’architettura di case basse, colorate, belle spiagge e scogli, piccoli campeggi, alberghi nascosti nel verde, case vacanza, una libreria. E, tutt’intorno, il mare con le sue sfumature di verde, blu e trasparenze brillanti.

“A Procida ho trascorso ogni estate della mia infanzia dai 4 anni in poi” racconta Manuela che ha 40 anni. “Mia madre lavorava tutto il giorno a Napoli, prendeva il traghetto da Procida la mattina e tornava da me la sera. Di giorno io stavo sempre in acqua, sotto lo sguardo attento dell’amica di famiglia alla quale ero affidata. Di Procida ricordo con meraviglia infinita i limoni dolci mangiati con la buccia (ci sono ancora), il giardino di casa, che allora ci sembrava gigantesco, dove giocavamo a Harry Potter e mangiavamo le giuggiole direttamente dall’albero e poi i gatti!

Sull’isola c’erano e ci sono tantissimi gatti, alcuni sono cresciuti con me. Inoltre, ovunque, aleggia la storia di Elsa Morante e della sua Isola di Arturo. Io da piccola non avevo letto il romanzo, non conoscevo quasi la storia, ma c’era una signora sull’isola che sosteneva di avere un dialogo con l’autrice defunta e mi invitava alle sedute spiritiche, che caricarono di ulteriore magia le estati a Procida.

Dei mesi estivi più tranquilli (ad agosto tutto diventava e diventa un po’ più caotico anche qui) ricordo l’immenso senso di libertà e sicurezza: i genitori ci lasciavano girare da soli, in bicicletta, mentre gli abitanti dell’isola buttavano un occhio e noi eravamo in un certo senso figli di tutta l’isola e di ciò che ci offriva per diventare un po’ più grandi, un po’ più liberi, con le trasgressioni adolescenziali come quella di superare i cancelli che chiudono il passaggio al ponte di Vivara.

Vivara è un’isoletta disabitata e selvaggia collegata a Procida tramite un ponte pedonale sul mare. Da lì, intorno ai 10-11 anni, la sfida, il brivido, il divieto ci chiamavano: di notte, andare a tuffarsi dal ponte, era un rito di passaggio quasi obbligato”.

Le Tremiti, tra pini d’Aleppo e fondali arcobaleno

Alle Tremiti si arriva in traghetto, ma, volendo, anche in elicottero da Foggia o Vieste e a prezzi davvero interessanti per le famiglie, https://alidaunia.it, Qui si vive il mare, non la spiaggia con solo paletta e secchiello. Ci sono due spiaggette di sabbia, molte calette e le scarpe da scoglio sono fondamentali.

Qui i bambini imparano davvero dal mare e a conoscerlo: hanno la mente più aperta, apprendono il nome dei venti, dei pesci, pescano i calamari dagli scogli la sera”, conclude Samantha.

A differenza delle isole di altri arcipelaghi, le Tremiti sono molto vicine tra loro: San Domino, San Nicola, Pianosa, Caprara, Cretaccio distano pochi minuti una dall’altra e sono un unico, molteplice, essere vivente.

Roberto, pubblicitario che si è innamorato delle isole e ha messo le proprie competenze a servizio di una migliore comunicazione di ciò che sono e offrono ai viaggiatori e alle famiglie (www.infotremiti.com) racconta. “La luce. È la luce che c’è qui ad avermi catturato. Ho visitato tante isole, ma queste mi tengono avvinto e ogni anno mi fermo un po’ di più”.

Sì, perché le Tremiti colpiscono i sensi come una rinascita, come se uno vedesse il mondo per la prima volta, emergendo e immergendosi in fondali che offrono mille colori e movimenti sottomarini.

Capraia, la lentezza e l’arte di osservare

Capraia fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è l’isola più distante dalle coste toscane, a circa due ore e mezza da Livorno.

L’apparizione di Capraia, in alcuni casi accompagnata dall’improvviso, allegro balzare dei delfini sulla scia del traghetto, è lenta. Lentezza forse è la parola magica fin dal momento in cui l’isola compare nel campo visivo, mentre la salsedine e il vento marino iniziano a impregnare i vestiti sul ponte della nave e a penetrare nella pelle.

L’isola appare prima come un morbido drappo di terra emersa, un’onda più scura sul mare, poi, ecco delinearsi il profilo delle case colorate del porto. Il gruppetto di case del paese alto, il forte San Giorgio, il faro, un po’ più su.

E poi a destra, sparse per la collina, gli edifici dell’ex colonia penale. Dove tanti carcerati hanno vissuto un’esperienza di reclusione, ora molte persone vivono una grandissima sensazione di libertà e di pace.

Pubblicità
Pubblicità

I più letti

I più letti

100 cose da fare con i bambini

Si chiama “toddler bucket list” e serve tantissimo quando c’è tempo libero e manca l’ispirazione. Una lista di cose da fare con i bambini a casa e all’aperto