Come proteggere i bambini dallo smog

Lo sappiamo, arriva col freddo. La nebbia grigia carica di smog che copre la città, ritorna puntuale ogni inverno, quando l’aria fredda intrappola le polveri sottili e ne impedisce la dispersione lontano, in alto nell’atmosfera. E noi, in basso, a respirare quest’aria mefitica, a tossire, a raspare con la gola, a starnutire. Con una preoccupazione in più: è vero che i bambini sono più sensibili alla cattiva qualità dell’aria? La risposta purtroppo è sì.

I bambini sono più sensibili allo smog

I bambini sono più vulnerabili. I loro polmoni non sono sviluppati (non lo saranno fino alla tarda adolescenza) e rispetto a un adulto “consumano” maggiori quantità di aria per ogni chilo di peso. Sono più piccini e l’altezza ridotta, così come il circolare in passeggino o in carrozzina, li espone maggiormente agli scarichi delle automobili. Infine, il loro sistema immunitario non è maturo; le polvere sottili causano una sorta di infiammazione cronica che rende più facile la proliferazione di virus e batteri, con conseguente maggiore diffusione delle malattie respiratorie.

Purtroppo, se l’aria della città è cattiva, “andare al mare” non è una risposta valida, perlomeno per la maggior parte di noi, anche se fa molto bene programmare il maggior numero possibile di escursioni in aree dall’aria salubre.

Il tempismo è tutto

Quali sono le regole di base per evitare una sovraesposizione all’inquinamento? Per prima cosa, bisogna essere consapevoli che ci sono giorni giorni buoni e giorni cattivi. Abbiamo preso l’abitudine a consultare le previsioni del tempo, impariamo anche a consultare lo stato dell’inquinamento prima di uscire.

Le giornate più pericolose sono quelle invernali con alta pressione e senza vento, ma sono molto inquinate anche le giornate estive particolarmente calde.

Ci sono molte app che informano sulla qualità dell’aria, oppure si possono consultare i siti dell’Arpa (Agenzia regionale per la Protezione Ambientale) o i quotidiani locali.

No passeggino, no parco (solo per oggi)

Nelle giornate più critiche, è meglio tenere a casa i bambini piccoli ed evitare le uscite non necessarie. Va prestata particolare attenzione ai bambini che soffrono di asma, una malattia infiammatoria dei bronchi che in Italia colpisce il 10% dei bambini sopra i sei anni.

Per gli spostamenti sono preferibili gli itinerari poco trafficati, possibilmente fuori dalle ore di punta. Piuttosto che il passeggino, è meglio usare la fascia, il marsupio o portare i bambini in braccio.

Banditi, per pochi giorni, i giochi al parco. L’attività all’aria aperta è sempre importante e il verde non va mai negato, ma quando c’è l’inquinamento, anche l’aria dei parchi ne risente.

Mascherine, filtri e sciarpe sul naso

Non servono. Non esistono, purtroppo, rimedi meccanici efficaci per evitare di respirare lo smog. Coprire la bocca con le mascherine o con la sciarpa è solo un fastidio, soprattutto per i più piccoli. Meglio restare a casa.

Finestre chiuse e check-in domestico

Chi abita ai piani più bassi è più esposto all’inquinamento: conviene evitare di aprire le finestre che si affacciano sulle strade trafficate e usare le finestre “interno cortile” per cambiare l’aria.

Se ci si sente poco sicuri di quel che si respira in casa, in commercio si trovano apparecchi che fanno un check-up completo, non solo delle polveri sottili, ma anche dell’anidride carbonica, del monossido di carbonio, della formaldeide, del gas metano, del radon e della radioattività (senza contare l’inquinamento elettromagnetico, quello acustico e la qualità dell’acqua).

Aspirapolvere e scarpe

Oltre a una calibrata apertura delle finestre, è utile usare un aspirapolvere dotato del filtro Hepa, limitare l’uso di detergenti chimici, preferire mobili trattati con sostanze naturali e, nel caso, installare un depuratore d’aria con il filtro Hepa (che va regolarmente controllato e rinnovato).

Un suggerimento importante arriva dal Giappone: le scarpe si tolgono prima di entrare in casa. La suola, oltre che sporcizia, raccoglie batteri e sostanze tossiche e lascia tutto sul pavimento. Sì agli zerbini, sì alle pantofole, subito, anche per gli ospiti e gli amichetti.

Niente fumo: peggiora la situazione

A costo di ripetere il già ampiamente ripetuto, il fumo passivo è uno dei nemici più insidiosi per la salute dei piccoli. Vietato fumare in loro presenza, consapevoli che inquinamento e fumo di sigaretta formano una miscela particolarmente dannosa.

No anche alle candele, agli incensi e ai deodoranti ambientali aggressivi. Aspiratore acceso quando si cucina e infine, per un tocco davvero green, riempiamo la casa di piante: ficus, edera e aloe vera sono considerate autentici disinquinanti verdi.

Attiviamoci

La qualità dell’aria dipende anche da noi. E non solo “passivamente”, quando cerchiamo di inquinare il meno possibile. Attivamente possiamo entrare a far parte di circuiti attivi per sensibilizzare gli amministratori locali a controllare la qualità dell’aria e far rispettare i limiti quando necessari. Una tra le associazioni più attive è quella dei Genitori AntismogNe abbiamo parlato qui. Se nella nostra città sono presenti, uniamoci. Se non ci sono, facciamoli nascere!

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