Puzze e profumi

Tra le tante cose che ci permettono di vivere c’è anche l’atmosfera terrestre. Questa, come sappiamo tutti, è composta principalmente di azoto e ossigeno, poi di altri gas presenti in misura minore. Questi gas atmosferici sono perlopiù inodori (per noi), ovvero, non attivano i recettori posti nel nostro apparato olfattivo e, di conseguenza, non ci fanno percepire nulla a livello di naso. Questa affermazione non è vera in tutti i casi. Ciascuno di noi è più o meno sensibile agli odori (gradevoli o sgradevoli) sia a livello di funzionamento dell’apparto olfattivo sia a livello psichico. Alcuni odori hanno influenze diverse sulla mente e di conseguenza possono evocare sensazioni opposte: disgusto o piacere. Che c’entra tutto questo con la chimica? Innanzi tutto puzze e profumi (ovvero odori gradevoli o sgradevoli) vengono generati da sostanze chimiche gassose che si diffondono attraverso l’atmosfera, come qualsiasi altro gas in un ambiente gassoso, infilandosi nelle nostre narici e quindi entrando in contatto con i recettori nervosi predisposti a tal fine, i quali a loro volta trasmettono un segnale al cervello. A seconda delle sostanze chimiche, cambiano gli odori. Iniziamo da quelli gradevoli. Gli esteri (sostanze organiche che vengono prodotte nella reazione tra un acido organico e un alcool) con una catena corta (fino a dieci atomi di carbonio) generano un gradevole profumo fruttato: infatti vengono detti comunemente “esteri di frutta” e l’odore di molti frutti commestibili è dovuto proprio a queste sostanze. Gli stessi alcooli non sono inodori, anche se il loro odore non è forte come quello degli esteri, e non è sempre gradito a tutti: qui si entra, come detto sopra, nel campo della psicologia degli odori. Molti oli essenziali che vengono estratti da piante aromatiche, come menta o eucalipto, sono profumati: il loro profumo, di solito forte e penetrante, dipende da sostanze chimiche che, evidentemente, attivano in maniera significativa i centri nervosi: nei casi citati si tratta di mentolo ed eucaliptolo. Ma ad avere odori forti sono anche sostanze chimiche relativamente semplici: l’acido cloridrico, per esempio, ha un odore penetrante e non troppo gradevole, che mette subito in guardia gli studenti di chimica alle prime armi; l’acido acetico ha l’odore che ben conosciamo. Esiste poi una classe di composti chimici organici, gli aromatici, che – se dal punto di vista chimico è caratterizzata dalla presenza di un anello di sei atomi di carbonio legati tra di loro con doppi legami – deve il proprio nome al fatto che il capostipite (il benzene) e i suoi derivati hanno un odore caratteristico, un po’ dolciastro, spesso ben riconoscibile quando facciamo partire a freddo la nostra automobile a benzina verde: il benzene ne è un componente importante e a freddo non viene decomposto dal catalizzatore della marmitta.

Le puzze più tipiche invece (dobbiamo specificarla? Quella che si fa in bagno!) vengono generate da composti organici semplici gassosi (idrocarburi leggeri); la puzza di piedi è quella dell’acido butirrico, derivato acido del butano. Esitono poi classi di composti chimici (un esempio tipico è quello dei carbonitrili) che hanno odori terrificanti e disgustosissimi senza peraltro somigliare a nessun odore comunemente conosciuto in natura. Insomma puzze terribili ma artificiali. Il mondo degli odori è in grado di espandersi anche al di là del conosciuto.

[Ugo Finardi – Chimico, ricercatore CNR]

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