Risparmiare investendo sull’allattamento al seno: ecco i conti

I dati sono stati lanciati durante la Settimana Mondiale dell’Allattamento 2017, ma il rischio è che non ci siano grandi miglioramenti per la prossima edizione del 1-6 ottobre 2018: nessuno Stato al mondo ha raggiunto gli standard raccomandanti da Unicef e OMS sull’allattamento al seno. Eppure ci guadagneremo tutti.

Il rapporto

Il rapporto diffuso nell’agosto del 2017 da UNICEF e OMS in collaborazione con il Global Breastfeeding Collective, la nuova iniziativa internazionale che mira ad ampliare i tassi globali di allattamento, ha analizzato i dati di 194 Stati e ha evidenziato che solo il 40% dei bambini tra 0 e 6 mesi viene allattato esclusivamente con latte materno – come raccomandato – e in appena 23 Stati il tasso di allattamento al seno supera il 60%.

I benefici del latte materno

“L’allattamento rappresenta per i bambini il miglior modo possibile per iniziare la vita” aveva dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore dell’OMS. “Il latte materno è il primo vaccino per i bambini: li protegge da malattie potenzialmente mortali e garantisce loro tutto il nutrimento di cui hanno bisogno per sopravvivere e crescere bene”. Sono ormai dimostrati i benefici dell’allattamento materno, sia per il bambino a livello di salute (nei primi 6 mesi di vita del bambino, questa pratica contribuisce a prevenire diarrea e polmonite, le due principali cause di mortalità neonatale) e cognitivo (l’allattamento migliora il QI, le capacità e la frequenza scolastiche), che per le madri, poiché le donne che allattano vedono una riduzione del rischio di tumore alle ovaie e al seno, a loro volta due tra i principali fattori di mortalità fra le donne adulte.
Secondo le dichiarazioni Unicef, se tutti i bambini fossero allattati nei primi due anni di vita, si stima che ogni anno potrebbe essere evitata la morte di ben 820.000 bambini sotto i 5 anni, con particolare riferimento ai Paesi in stato di povertà economico e igienico.

Allattamento, investimenti e risparmi

Un recente studio di Unicef e OMS ha fatto qualche calcolo sul denaro che ruota attorno all’allattamento al seno. Secondo lo studio, “incrementare del 50% il tasso globale di allattamento tra i bambini sotto i 6 mesi di qui al 2025 richiederebbe un investimento annuo di soli 4,70 dollari a bambino”. Di contro, tale investimento consentirebbe di salvare la vita di migliaia di bambini, e di guadagnare circa 300 miliardi di dollari nell’arco di 10 anni, tra i risparmi dell’assistenza sanitaria e l’incremento della produttività.
L’allattamento è uno degli investimenti più efficaci ed economicamente vantaggiosi che una nazione possa fare per la salute dei suoi membri più giovani e il futuro delle loro economie e delle società– aveva commentato Anthony Lake, Direttore dell’UNICEF alla presentazione della ricerca.

Le cattive politiche

Sempre secondo lo studio sugli interventi a favore dell’allattamento materno, “si stima che in cinque tra le maggiori economie emergenti al mondo (Cina, India, Indonesia, Messico eNigeria), la carenza di investimenti nell’allattamento materno provochi la morte di circa 236.000 bambini l’anno e perdite economiche per 119 miliardi di dollari. A livello globale, gli investimenti nell’allattamento sono troppo esigui. Ogni anno, i governi dei Paesi a basso e medio reddito spendono circa 250 milioni di dollari in programmi per l’allattamento, somma a cui i donatori internazionali aggiungono appena altri 85 milioni di dollari”.

Gli obiettivi e le richieste

Secondo i principali attori che lavorano per la promozione dell’allattamento materno, questa pratica risulta importante per il raggiungimento di diversi fra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (2016-2030) individuati dalle Nazioni Unite: “contribuisce a migliorare la nutrizione (Obiettivo 2), a prevenire la mortalità infantile e il rischio di malattie non trasmissibili (Obiettivo 3), favorisce lo sviluppo cognitivo e l’istruzione (Obiettivo 4), e contribuisce indirettamente a contrastare la povertà, a promuovere la crescita economica e a ridurre le disuguaglianze sociali”.
Per aumentare le percentuali di bambini allattai al seno nel mondo, il Global Breastfeeding Collective chiede ai governi di aumentare lo stanziamento di fondi a questo scopo; applicare pienamente il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno; promuovere tutte le forme di congedo familiare e le altre misure di conciliazione allattamento-lavoro; facilitare il contatto tra neomamme e personale qualificato per l’allattamento sia in ospedale che sul territorio; formare adeguatamente il personale ospedaliero e aggiornare in quest’ottica i protocolli ospedalieri.

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