I certificati per lo sport

Molti i bambini che si avvicinano allo sport, diverse le modalità per farlo. A volte si segue la passione dei genitori, a volte si va con gli amici o ci si iscrive per passaparola. Gli avvii sono sempre, per loro natura, giocosi, ma col tempo si può cominciare ad appassionarsi e dimostrare talento. In questo caso è facile passare dal puro divertimento al “lavoro di campo” inteso come impegno costante, negli allenamenti e nella pratica. Quando si supera lo scoglio dell’agonismo, ci si addentra in normative specifiche che richiedono alcuni passaggi burocratici. Uno di questi è avere il certificato di idoneità per la pratica agonistica.

Ci aiuta a far chiarezza sul tema il dottor Giuseppe Parodi, responsabile del Servizio Pubblico di Medicina dello Sport di Torino: “Il certificato di idoneità allo sport agonistico segue la normativa del Decreto Ministeriale 18/2/1982 e viene richiesto dalle società sportive quando si comincia a svolgere un’attività che richiede impegno fisico rilevante e sistematico, in un contesto caratterizzato da una serie di obblighi ai quali si aderisce: allenamenti, competizioni calendarizzate, eventuali provvedimenti disciplinari. Dal punto di vista pratico, la definizione di atleta agonista viene affidata alle federazioni sportive che hanno scelto come criterio quello dell’età per cui, a seconda della tipologia di sport, si può diventare agonisti a 8, a 10, a 12 anni”.

Dove ci si rivolge per fare la visita? “Sono tre le opzioni. Si può fare presso i servizi pubblici di Medicina dello Sport oppure presso i centri privati provvisti di autorizzazione regionale o ancora presso i singoli specialisti in Medicina dello Sport che possono svolgere tale attività in studi adeguatamente attrezzati. La visita, per gli atleti minorenni e per gli atleti disabili, è gratuita presso i servizi pubblici: esistono dei moduli di richiesta, di solito già in possesso delle società sportive e reperibili sui siti Internet delle Asl, che devono essere compilati dalle società stesse per dichiarare l’effettiva pratica sportiva agonistica dell’atleta e richiedere la visita. Questi moduli vanno presentati al momento della prenotazione. Per gli atleti maggiorenni la visita è a pagamento e può essere effettuata presso tutte le sedi succitate”.

Anche se non si pratica attività sportiva agonistica, in molti casi viene ugualmente richiesto un certificato di idoneità alla pratica sportiva. “Si tratta – prosegue il dottor Parodi – del certificato di idoneità ad attività sportive non agonistiche. In questo caso la normativa di riferimento è il Decreto Ministeriale del 28/2/1983. È previsto in tre casi: per gli alunni che svolgono attività sportive parascolastiche, per gli alunni che partecipano ai Giochi Sportivi Studenteschi nelle fasi antecedenti quella nazionale e per tutti coloro che, iscritti a una società sportiva, svolgono attività organizzate senza arrivare a livelli agonistici. Questo certificato viene rilasciato dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta, sulla base della conoscenza del paziente, fermo restando che questi può richiedere approfondimenti clinici in caso di necessità. Il certificato in questione può essere chiesto anche allo specialista in Medicina dello Sport”.

Molti genitori lamentano l’inutilità di questo secondo certificato. Perché è richiesto? “Le visite di idoneità medico-sportiva rappresentano anche una situazione di prevenzione sanitaria nei confronti della popolazione giovanile, in particolare degli adolescenti. Al di là della certificazione richiesta dalla legge, c’è l’occasione per cogliere situazioni cliniche, anche non determinanti ai fini dell’idoneità, che possono accompagnare al meglio il processo di crescita del ragazzo-atleta. Tanto più considerando la progressiva riduzione delle attività di medicina scolastica e l’abolizione della visita di idoneità al servizio militare per la popolazione giovanile generale”.

[Marco Bertellino]

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