EMDR: perché può essere utile alle neomamme

Un metodo psicoterapeutico che aiuta a superare i ricordi traumatici, utile anche a chi ha vissuto un parto difficile.  

EMDR sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing – desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari: si tratta di una tecnica psicoterapeutica nata e molto diffusa negli Stati Uniti, inizialmente nata per il trattamento dei disturbi post-traumatici da stress, ma oggi utilizzata più diffusamente per aiutare a superare problemi legati a esperienze traumatiche o stressanti.

Ilaria Mirenghi, psicologa e psicoterapeuta, ci spiega cos’è:  “L’EMDR è un metodo utile a riorganizzare un evento doloroso, scaricandolo della parte emotiva. Il ricordo resta, ma lo si vive in modo più distaccato. Proprio per questo questa tecnica può essere utile anche a quelle mamme che hanno vissuto un parto difficile, traumatico”, racconta Ilaria Mirenghi, psicologa psicoterapeuta che lavora presso il centro Mammaandthecity a Torino.

La sofferenza legata a un ricordo traumatico

“Quando si vive un evento traumatico, spesso la paura provata si congela nel ricordo e quando ci si ripensa questo provoca sofferenza, amarezza, dispiacere, disagio.

Il malessere che si prova dopo lo choc può essere dilagante e trasformarsi col tempo in disturbi persistenti come ansia o depressione. Le informazioni rimangono racchiuse in memoria nel modo in cui sono state provate al momento dell’esperienza, con le stesse componenti emotive, sensoriali, cognitive e fisiche.

Per ‘scongelare’ il vissuto lo psicoterapeuta si fa raccontare dal paziente l’evento, lo aiuta nella rielaborazione applicando la tecnica che parte dai movimenti oculari o da una stimolazione bilaterale.

In questo modo resta il ricordo dell’evento, ma liberato dalla cristallizzazione del trauma. Sciolto dalla sensazione fisica di paura che lo accompagnava, slegato dalle sensazioni brutte, il ricordo si riposiziona”.

Quante sessioni servono perché il metodo sia efficace?

“Solitamente sono sufficienti due o tre sedute”. A chi è consigliato? “A tutti coloro che hanno vissuto un’esperienza traumatica, un evento doloroso difficile da superare. Nello specifico, a quelle donne che durante il parto hanno provato forte disagio, paura, frustrazione, impotenza e solitudine, soprattutto quando il ricordo è a distanza ancora forte o invalidante.

Può essere di grande aiuto per affrontare una nuova gravidanza, per tornare al lavoro, ma anche, più semplicemente, per vivere serenamente il presente e la maternità”.

Leggi anche –> La tristezza dopo il parto. Ecco come reagire 

Iscriviti alla newsletter

X