La rivalità tra fratelli non è per forza negativa. Anzi, aiuta a crescere

La rivalità tra fratelli è un sentimento naturale, utile e necessario, che aiuta a costruire la personalità del bambino

In una certa fase della crescita, fratelli e sorelle possono sperimentare un sentimento di rivalità. Spesso il loro modo di comportarsi viene scambiato per gelosia: non appena si dice qualcosa di buono a uno, l’altro insorge pensando di non aver ricevuto uguali attenzione. 

La differenza tra gelosia e rivalità tra fratelli

La gelosia è l’emozione che esprime la minaccia di perdere un legame privilegiato, per esempio con i genitori. Pensiamo alla nascita di un fratellino o all’arrivo del cuginetto.

Quando il legame tra fratelli è già consolidato, il conflitto che può nascere si chiama rivalità, un sentimento che serve alla crescita e aiuta i bambini a costruire la propria personalità. E’ un sentimento naturale, utile e necessario.

La fase evolutiva spinge i bambini verso nuovi obiettivi da raggiungere. Se in famiglia non mancano l’affetto e la comprensione, non è un problema se in un determinato periodo viene meno la solidarietà e l’affetto nel legame fraterno.

Per ritrovare l’armonia

Generalmente la fase della rivalità tra fratelli passa, anche se può metterci un anno o più. Come può comportarsi il genitore? Prima di tutto fornendo sempre affetto e comprensione a entrambi.

E’ poi possibile invitare i fratelli o le sorelle a fare qualcosa insieme, purché sia qualche attività che piace a entrambi ed è fonte di gratificazione e non di stress.

Se sono piccoli, l’affiatamento si può stimolare attraverso giochi di cooperazione, come il teatrino delle marionette, per  esempio, o altri giochi che aiutano a fare squadra.

Riscoprire il rapporto tra pari aiuta a ritrovare un nuovo equilibrio.

E durante i litigi?

Capita che la rivalità tra fratelli porti a qualche litigio. Durante le liti o le discussioni, meglio non intervenire e lasciare che i figli imparino a gestire la rabbia.

Un buon genitore aiuta a trovare il momento giusto in cui fare pace, più che fermare il litigio. In questo modo i figli imparano a fare il classico “passo indietro” che sarà indispensabile per tessere relazioni di amicizie future.

Iscriviti alla newsletter

X