La febbre del bambino non deve far paura. I consigli del pediatra

La febbre è il sistema che l’organismo usa per difendersi dalle infezioni. Non deve far paura, ma bisogna sapere come affrontarla Febbre del bambino

Che sia di bambino o di adulto, la febbre non deve fare paura. E’ il sistema che l’organismo usa per difendersi contro le infezioni da virus e batteri.

L’aumento della temperatura accelera i meccanismi di difesa del corpo e distrugge gli agenti infettivi, eliminandoli.

Nessun timore, dunque, ad affrontare la febbre del bambino. Ecco le giuste misure consigliate dai pediatri.

Gestire bene la febbre del bambino

La prima regola importante quando il bambino ha la febbre è tenerlo poco coperto. L’aspetto più importante è il comfort: basta un pigiamino leggero, semplice e comodo, di cotone morbido, eventualmente con il pannolino se l’età lo chiede.

Le coperte del letto vanno alleggerite. Se il bambino ha l’età per decidere, lasciate che sia lui a dire come preferisce riposare. Se, anche in pieno inverno, vuole stare solo col lenzuolo o scoperto, non preoccupatevi, va benissimo! Solo quando la febbre sale e vengono i brividi si può aggiungere una coperta o un piumino leggero.

Come si misura la febbre

Il termometro più adatto per misurare la febbre è quello elettronico che si mette sotto l’ascella, come prescritto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

La temperatura inguinale, quella frontale o quella dell’orecchio non sono attendibili quanto quella presa sotto l’ascella.

La temperatura orale (con il termometro in bocca, come si vede nelle fiction) o quella rettale sono sconsigliate per diversi motivi: sono invasive, possono causare lacerazioni delle mucose e sono a rischio di rottura del termometro.  

Se il termometro segna 37,5 °C (o meno) il bambino non ha la febbre.

Fra 37,6 °C e 38 ha uno stato subfebbrile: significa che la temperatura non è nella norma, ma non è ancora febbre vera e propria.

Da 38 °C fino a 38,5 °C il bambino ha la febbre: conviene controllarla due volte, a distanza di 10 minuti, perché se si è mosso, ha pianto tanto o è stato troppo coperto, la temperatura può variare anche di mezzo grado.

Dai 38,5 °C è necessario consultare il medico.

Febbre bambino

Bere molto e niente obbligo di stare a letto

Quando si ha la febbre è importante bere molto. Acqua naturale, prima di tutto, a temperatura ambiente. Un succo di frutta, un centrifugato, una spremuta. Anche una bevanda gassata di quelle che non dovremmo concedere mai mai mai. L’importante è bere di più. 

Il bimbo ammalato non va forzato a mangiare. Può consumare qualsiasi cibo, ma deve essere lui a chiederlo. 

Nessun problema ad alzarsi dal letto: il piccolo può accucciarsi sul divano, guardare la tv, stare in cucina vicino ai grandi che preparano la cena. Se sta bene e vuole giocare, che giochi! Sarà lui stesso a fermarsi e tornare a letto se il malessere peggiora.

Non ci sono problemi neanche a fare il bagno o la doccia. Anzi, l’acqua fa bene, “lava via” la stanchezza ed evita che il sudore irriti la pelle e causi la formazione di puntini rossi dovuti alla sudamina.

La cura delle febbre del bambino

No alla borsa del ghiaccio: è solo un fastidio e non abbassa la febbre. No a spugnature di acqua fredda, no a bagni freddi e men che meno a spugne imbevute d’alcool: abbassano la temperatura per poco tempo, con il fastidio aggiuntivo che non appena si alza di nuovo tornano i brividi e aumenta il malessere.

Sì al paracetamolo, il farmaco più usato e al momento l’unico adatto alla cura della febbre del bambino

Il paracetamolo si dà solo quando la febbre supera i 38 °C, senza intervalli fissi. Questo tipo di farmaco è efficace anche contro il dolore. L’intervallo consigliato è ogni 4 ore: non dovrebbe essere dato prima.

Quanto paracetamolo

La quantità di paracetamolo da assumere è di 10 milligrammi (mg) ogni chilogrammo (kg) di peso del bambino.

Le differenti dosi sono ben spiegate nel bugiardino che accompagna il farmaco e che non andrebbe mai buttato. Per esempio, un bambino che pesa 15 Kg dovrà assumere 150 mg di paracetamolo per via orale, cioè per bocca. 

Nei bambini piccoli il fegato è meno efficiente, quindi è bene non superare le dosi massime consigliate. E’ comunque consigliato di non superare mai i 100 milligrammi per chilogrammo nell’arco delle 24 ore.

Il paracetamolo non ha controindicazioni all’uso fin dai primi mesi di vita, secondo le linee guida sulla febbre della Società Italiana di Pediatria

Meglio le gocce, lo sciroppo o le supposte? 

Il paracetamolo è disponibile in diversi formati: le gocce (anche aromatizzate alla fragola o in altri gusti) sono adatte ai bambini con meno di un anno. Per comodità ci sono altri formati (bustine solubili, compresse, sciroppo) che vanno ugualmente bene. E’ un farmaco da banco che si acquista in farmacia senza presentare la ricetta del medico e che dovrebbe essere sempre disponibile in casa. 

Esistono anche le supposte, ma è meglio somministrare il farmaco per bocca. L’assorbimento del farmaco tramite le supposte è molto variabile, per cui sono da utilizzare solo nei rari casi in cui il bambino non riesce a “mandar giù” in altro modo.  

Contro la febbre sono assolutamente controindicati altri farmaci, come l’acido acetilsalicico (cioè l’aspirina), i cortisonici e (mai, mai, mai) gli antibiotici senza prescrizione del medico.

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