L’acqua del rubinetto, sempre la migliore da bere

Quanto è buona da bere e quanto poco ci fidiamo! L’acqua del rubinetto italiana è una delle migliori per qualità in tutta Europa 

Gli italiani amano l’acqua in bottiglia. Al punto da esserne i primi consumatori in Europa, i secondi al mondo dopo il Messico. Eppure, c’è un’alternativa, che presenta anche molti vantaggi: è l’acqua del rubinetto, meno cara, meno inquinante, più comoda e con la possibilità, all’occorrenza, di essere “trattata” in modo da conferirle il gusto desiderato. Ciò che forse è meno noto è che l’acqua del rubinetto italiana è una delle migliori per qualità in tutta Europa e che, fatte salve le note criticità delle reti di distribuzione in alcune zone d’Italia, è un’acqua molto controllata. Scopriamo allora tutti i vantaggi dell’acqua del sindaco.

L’acqua del rubinetto è sicura

Secondo la ricerca “L’acqua nelle abitudini degli italiani” realizzata da Lifegate per Culligan in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Eumetra, il 67% degli italiani preferisce l’acqua in bottiglia, pur essendo consapevole del suo impatto economico e ambientale. Il motivo principale? L’acqua confezionata è considerata più sicura. Eppure, l’acqua del rubinetto è sottoposta a controlli. Come l’acqua in bottiglia, quella che sgorga dai lavelli, definita “a uso umano”, deve rispettare i parametri indicati da una specifica normativa. Si tratta del Decreto Legislativo 31/2001, che stabilisce i valori massimi delle sostanze che possono trovarsi disciolte in acqua e fornisce i parametri di sanitizzazione, ovvero di utilizzo del cloro, che fa sì che l’acqua di acquedotto arrivi nelle nostre case priva di contaminazioni. Che ciò avvenga è garantito dai controlli periodici effettuati dalle Asl e dalle aziende che gestiscono la distribuzione dell’acqua.

Più sicura di quella in bottiglia

Quella in bottiglia deve sottostare ai parametri di un’altra normativa, il Decreto Ministeriale 10 2 2015 che, per quanto riguarda la concentrazione ammessa di alcune sostanze, ha maglie più larghe di quelle indicate per l’acqua del rubinetto. Dunque l’acqua di rubinetto è sottoposta a parametri più rigidi. Questo non significa, ovviamente, che l’acqua in bottiglia sia meno buona o meno sicura dell’acqua di casa. Significa che alcune acque in bottiglia, se fossero sottoposte alla normativa delle acque del rubinetto, non risulterebbero potabili, per esempio perché hanno una concentrazione troppo alta di solfati che alla lunga potrebbero intasare le tubature domestiche.

Più conveniente

L’acqua del rubinetto è meno cara dell’acqua in bottiglia. I conti sono presto fatti: l’acqua imbottigliata costa circa 30 centesimi al litro mentre quella di rete ha un costo medio di 1,5 euro al metro cubo, cioè mille litri. Mediamente l’acqua in bottiglia arriva a costare mille volte di più dell’acqua di acquedotto.

Meno inquinante

Gli italiani consumano in media 206 litri di acqua in bottiglia all’anno. Legambiente e Altroconsumo hanno calcolato che nel 2016 in Italia sono stati imbottigliati 14 miliardi di litri di acqua. Sono due miliardi di litri di acqua in più rispetto al 2010. La produzione è destinata in larghissima parte al consumo italiano. 8 miliardi di bottiglie di plastica all’anno. L’impatto sull’ambiente di così tanta plastica è elevatissimo.

Il consumo pro capite di acqua in bottiglia in Italia comporta 1 milione 165 mila tonnellate di anidride carbonica emesse, da un lato, per la produzione della plastica e dall’altro per il trasporto delle bottiglie. Per non parlare dello smaltimento. Soltanto il 15% delle bottiglie in plastico vengono riciclate, il resto finisce nei termovalorizzatori. Oppure, peggio, in discariche più o meno legali, il che significa dispersa nell’ambiente, soprattutto nei mari.

Come piace a noi

Molte famiglie non bevono l’acqua del rubinetto perché non ne apprezzano il gusto, perché la trovano troppo “pesante” o semplicemente perché preferiscono l’acque gasata. C’è una soluzione: installare un depuratore domestico. Si tratta di sistemi che trattano l’acqua in maniera con sistemi filtrazione, osmosi inversa, addolcimento o addizione di anidride carbonica per chi ama l’acqua frizzante. Sono impianti che hanno un costo e richiedono una manutenzione periodica, ma che permettono di usare l’acqua di rubinetto “aggiustata” secondo il nostro gusto. Il depuratore toglie anche i dubbi sull’uso dell’acqua di rubinetto nell’alimentazione dei bebè o di chi soffre di particolari problemi di salute per cui necessita un’acqua controllata.

Gli usi

A ben vedere, la riprova della bontà dell’acqua del rubinetto è data dall’uso che ne facciamo: beviamo l’acqua in bottiglia ma generalmente cuciniamo con l’acqua del rubinetto. In generale, possiamo dire che l’acqua di acquedotto ha caratteristiche standard che la rendono potabile e sicura per la salute umana. In particolari condizioni di salute, può essere necessario che l’acqua abbia determinate caratteristiche e concentrazioni di sostanze. Come sempre, è meglio rivolgersi al medico per farsi consigliare qual è l’acqua più adeguata alla situazione specifica. 

Il problema dell’ultimo miglio

La qualità dell’acqua del rubinetto è garantita per legge, ma soltanto fino all’ingresso nelle nostre case. Dalla bontà e salubrità dell’acqua lungo “l’ultimo miglio”, cioè il tratto  che va dal contatore al rubinetto, siamo noi i responsabili. Alcuni problemi si possono risolvere. Si può sollecitare l’amministratore perché faccia la manutenzione periodica delle tubature e delle vasche di accumulo dell’acqua condominiale. In casa sta a noi tenere sempre pulito il lavandino e la spugnetta dei piatti per evitare retrocontaminazioni di germi e batteri che potrebbero finire nel circolo dell’acqua domestica. Se si sceglie di installare un depuratore, il consiglio è quello di informarsi bene, scegliendo un operatore serio e specializzato. Dopodiché ci si procura borracce e borraccette, per adulti e per bambini: essere attenti all’ambiente è, anche, l’ultima moda!

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