La sessualità in allattamento: quando gli ormoni remano contro

Dopo il parto solitamente si parla di allattamento, sonno interrotto, vaccini, svezzamento e scelta dei pannolini, sempre in bilico fra l’ecosostenibilità dei lavabili e la comodità degli usa-e-getta

Ma di sesso quando si parla? Mai, quasi mai o molto poco. Eppure nei gruppi di mamme è il primo argomento del “dietro le quinte”. Un tema molto sentito dalle carissime puerpere.

“Mai più avrei pensato che”. La parola alle mamme

“Mai più avrei pensato di arrivare a provare così poca attrazione verso il mio compagno – ammette una neomamma appena trentenne – e dire che è sempre stato un aspetto molto piacevole della nostra relazione. Mi sembra di avere la testa concentrata su altro, mi sento fisicamente, emotivamente e col pensiero tutta verso il mio bimbo”.

Le altre mamme annuiscono, solidali o almeno comprensive. “Dopo il parto la percezione del mio corpo è molto cambiata – interviene un’altra ragazza con la bimba in fascia -. Ora, con l’allattamento è come se il seno fosse concepito solo per nutrire. Come se fosse di proprietà della piccola, mentre lì sotto… non so. Dal momento del parto mi sento più inibita, come se fossi chiusa. Non riesco a vivere benissimo la fisicità di mio marito”.

A volte il problema è il sovraccarico. “Per me  è proprio una questione di rimpossessarmi del mio corpo – dice una neomamma -. Ho una bimba di 3 anni e due gemelle di un anno, ne ho praticamente una sempre attaccata, che sia al seno, alla gamba, al collo. In quei pochi momenti in cui sono sola, desidero fortemente restare sola e non che sia un’altra persona, un adulto questa volta, a godere del mio corpo! A parte ovviamente la stanchezza, per cui nei pochi momenti liberi non desidero altro che dormire, farmi una doccia o leggere un libro”.

“Lasciamo stare – conclude la mamma di tre maschietti -. Mi diverto di più a sferruzzare davanti a un bel film!”. Insomma, il tema è caldo. Una volta aperto il vaso di Pandora, si andrebbe avanti a parlarne per ore.

La consapevolezza del papà

Al papà, che è anche compagno, marito e amante, le neomamme chiedono solo un po’ di pazienza, tanta comprensione e molte coccole. Soprattutto coccole, di quelle tenere e senza secondi fini! E poca insistenza.

Solitamente gli uomini sono meno stanchi (non allattano e la notte dormono più della neomamma, quasi sempre). Soprattutto sono meno “sballati di ormoni”. Sono però i primi ad accusare la scarsa intimità e questo influisce sul loro umore, al punto da sentirsi esclusi o estromessi dalla diade mamma-bambino.

Pochi sono i casi in cui è il padre a presentare ansia e scarso desiderio sessuale. Conviene parlarne con serenità, chiarendo che è solo un periodo della vita e che le cause dell’allontanamento sono soprattutto biologiche e non emotive.

I papà sono abbastanza consapevoli del fatto che è solo questione di tempo. O perlomeno lo sperano.

È una questione di corpo o di testa?

“Il post parto è sicuramente un momento molto delicato per le coppie, sia per l’intimità che per la sessualità – spiega Alessandra Mattiola, counsellor e consulente sessuale. Per le donne è anche una questione di corpo, infatti gli estrogeni sono al minimo e peggiorano l’umore, mentre aumenta la prolattina che inibisce il desiderio sessuale. Quindi più l’umore è basso, più la neomamma si sente stanca e scompare il desiderio. Ma è anche una questione di testa, perché quando nasce un bambino la coppia è molto impegnata nella cura e concentra tutta l’attenzione sul nuovo arrivato, rendendo difficile l’intesa e le certezze acquisite. Nella donna si aggiunge il timore di non essere più come prima e di aver subito delle modifiche nel proprio schema corporeo interno; la percezione della propria scarsa seduttività ed eroticità porta un sentimento di inadeguatezza e aumenta la scarsa fiducia in sé”.

Sforzarsi o assecondare le non-voglie?

“La sessualità per molte coppie è associata a un mantenimento di un buon rapporto espresso nelle piccole cose: collaborare nelle faccende di casa, per esempio, crea un clima positivo e rende il rapporto di coppia più gratificante – continua Alessandra Mattiola – senza dimenticare di nutrire il proprio rapporto attraverso la comunicazione e l’ascolto reciproco. In molte coppie emerge una stretta connessione tra comunicazione e sessualità”.

La comunicazione è al primo posto come elemento fondamentale per gettare le basi di un rapporto sano. “Il dialogo serve come strumento di comprensione e per sostenere la relazione, che, essendo mutata, ha bisogno di essere ridiscussa e rinegoziata”.

Nessun senso di colpa, ovviamente, e nessuna insistenza o violenza, ma magari un po’ di sforzo per cercare di ritagliare del tempo a due, un tempo di qualità, qualunque sia la natura.

Lasciate passare otto settimane 

Quando ci si trova davvero davanti a un problema? “Il tempo che intercorre tra il parto e il ritorno all’attività sessuale è tra le sei e le otto settimane. Si può verificare quella che viene definita ‘comorbilità’, ovvero la presenza di più sintomi in contemporanea come lo scarso desiderio, la secchezza vaginale (dovuta al calo degli estrogeni), la difficoltà di eccitazione e il dolore alla penetrazione”.

La coppia con un bimbo appena nato, che vive la fase del “nido pieno”, non deve cristallizzarsi. “Col passare dei mesi si riprende l’intimità e la gioia della sessualità e questo mantiene un solido legame, sia emotivo che fisico, della coppia. Nei casi in cui questo non avvenga è importante chiedere aiuto”.

L’ultima parola viene dalla mamma di due bimbi, il più piccolo di quasi due anni: “Ragazze, ve lo devo dire: quando si smette di allattare torna tutto come prima, anzi meglio! Torna la dimensione e la voglia di coppia, torna il desiderio e il piacere, credetemi!”.

E lieto fine fu.

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