Lo svezzamento veg: alla scoperta del cibo dei grandi

Svezzamento veg
Lo svezzamento di un bambino è una tappa fondamentale della sua crescita. Molti sono i dubbi che dei genitori: quando iniziare? Con che cibi? Fare uno svezzamento classico o autosvezzamento? Preparare tutto in casa o ricorrere al baby food? Ogni famiglia sceglie la propria strada, perchè trovare una modalità che fa stare tutti sereni è già un ottimo punto di partenza. E se si decidesse di intraprendere uno svezzamento veg? Proviamo a fare il punto della situazione con la nutrizionista Francesca De Donà e capire con lei le differenze tra uno svezzamento onnivoro e uno vegetariano.

Svezzamento veg, un’alternativa possibile

Prima di tutto, è possibile fare uno svezzamento vegetariano? “Sì, è possibile. Nel 2016 l’Academy of Nutrition and Dietetic ha ribadito la sua posizione sottolineando che: le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane ben bilanciate sono adeguate a tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza ed allattamento, e se adeguatamente pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia […] e promuovono una crescita normale”.

L’importanza del nutrizionista 

Una famiglia che decide di seguire uno svezzamento vegetariano, deve intraprendere un percorso con un nutrizionista? “Non è obbligatorio, ma è sottointeso che per creare dei piani alimentari bilanciati è consigliato rivolgersi a un nutrizionista esperto. In questo modo i genitori possono essere indirizzati verso la scelta giusta degli alimenti ed eventualmente degli integratori. Esistono alcuni micronutrienti a cui fare più attenzione come la vitamina B12, omega 3 e DHA, vit D, il calcio e il ferro i cui fabbisogni devono essere coperti sia attraverso il cibo che con gli integratori. Sicuramente un consulto nutrizionale può essere utile per qualsiasi tipo di svezzamento, sia vegetariano che onnivoro”.

Un’alimentazione bilanciata sin da piccoli

Come spesso capita, la teoria è sempre più semplice della pratica. Nella realtà di tutti i giorni i genitori spesso non sanno come orientarsi tra dosi, quantità e nutrienti necessari. Specialmente a livello proteico si tende a pensare che “più è meglio”. Ma qual è il fabbisogno quotidiano di proteine per i bambini in fase di svezzamento? “Secondo i LARN del 2014, il fabbisogno proteico in un bimbo di sei-dodici mesi è di 1.32 gr/kg. A 1 anno si riduce a un gr/kg. Vuol dire che un bimbo in età da svezzamento, di peso medio tra gli otto e i nove kg, avrà un fabbisogno proteico di circa undici/dodici gr. Il solo latte materno fornisce tra i cinque e gli otto grammi di proteine. Non è quindi necessario introdurre alte dosi di alimenti proteici nella dieta. Al contrario nei bimbi piccoli il fabbisogno di grassi è elevato; questo vuol dire evitare i prodotti light dando invece il via libera ai grassi buoni come quello dell’olio extravergine di oliva spremuta a freddo, dell’olio di semi di lino (ricco in omega3) e della frutta secca”.

Legumi che bontà

Se si decide di eliminare la carne e gli altri derivati animali, quali sono le altre fonti proteiche per i bambini? “I cibi proteici vegetali per eccellenza sono i legumi e possono essere usati sin dall’inizio del divezzamento, facendo attenzione all’eliminazione della buccia per evitare un eccesso di fibra. Esistono in diverse forme: legumi decorticati (lenticchie rosse, piselli spezzati, ceci spezzati e fave), legumi secchi interi (dopo ammollo prolungato, cottura e rimozione della buccia), farine e fiocchi di legumi. Tra i cibi proteici vegetali esistono i derivati della soia come yogurt di soia bianca e il tofu bianco da consumare non più di una volta alla settimana . L’uso della soia è opzionale poichè la priorità dovrebbero essere prodotti autoctoni. Meglio poi evitare il seitan almeno fino all’anno di vita poiché a base di solo glutine di frumento”.

Poche semplici regole per uno svezzamento no stress

Quali sono i principali errori che i genitori compiono in fase di svezzamento? “Prima di tutto mi sento di dire ai genitori di vivere lo svezzamento con tranquillità e secondo la propria propensione. Nonostante l’esistenza di tante indicazioni, anche molto diverse tra loro, esistono semplici indicazioni che è importante seguire sempre:

  1. Meglio evitare uno svezzamento precoce prima del sesto mese e, se possibile, scegliere un momento di vita familiare tranquillo.
  2. Eliminare (o quanto meno ridurre il più possibile) sale, zucchero, miele e latte vaccino nel primo anno di vita.
  3. Non inserire troppi alimenti nuovi in un’unica volta, ma facendo passare se possibile tre-cinque giorni prima di un nuovo assaggio, per riuscire a gestire eventuali intolleranze.
  4. Meglio limitare al massimo il consumo di fibre nei primi due anni di vita del bambino
  5.  Scegliere alimenti buoni e di stagione e quando possibile prediligere il km 0.
  6. Se poi si decide per uno svezzamento totalmente veg, meglio consultare il pediatra o il nutrizionista e valutare un’eventuale integrazione di vitamina B12, che io consiglio sempre sia per la mamma che per il bambino.

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