Sull’arca di Noè: tra parco e bioparco, qui possiamo vedere gli animali

È un rapporto tumultuoso quello che lega l’Italia agli zoo. I parchi di antica concezione sono “in via di estinzione”, insieme ai loro spazi angusti e alle condizioni spesso inadatte a tutelare il benessere degli animali. Ma è sempre alto l’interesse per guardare da vicino (e dal vero) gli amici piumati o quattrozampe o con la coda prensile. Tant’è che lungi dallo scomparire, i parchi che ospitano gli animali sono aumentati di numero. Oggi i migliori si classificano come bioparchi e hanno nuove filosofie, nuove concezioni, nuove attrattive e – soprattutto – un nuovo rapporto con gli animali.

Addio gabbie (o quasi)

Gli “ospiti”, per cominciare, non sono più chiusi in gabbia, ma vivono in condizioni di semilibertà, in giardini proporzionati e allestiti per riprodurre al meglio il loro habitat di origine. Questo significa che gli animali non sono sempre e sicuramente visibili: si mostrano, ma per intravederli bisogna pazientare, saper osservare e magari avere un pizzico di fortuna. Il diverso rapporto con le risorse naturali si percepisce anche nel numero di specie. Più della quantità (o della spettacolarità fine a se stessa) il buon bioparco punta sulla qualità, sulla ricerca e sulla tutela delle specie e dei soggetti, che spesso vivono in cattività perché non potrebbero essere reintrodotti nell’ambiente naturale o perché fanno parte di specie protette e a rischio di estinzione. Il bioparco affianca sempre la visita del pubblico ad attività di ricerca ed educazione e aderisce a circuiti internazionali di tutela, come l’europeo EAZA (European Association of Zoos and Aquaria).

Il più innovativo d’Italia

La perla dei bioparchi si trova a pochi chilometri da Torino, per la precisione a Cumiana e cresce di anno in anno. Si chiama Zoom e ha regalato porzioni di savana, ma anche di Antartide e di tundra (solo per dirne alcune) alla placida pianura padana. Una superficie enorme in cui trovano spazio tigri, giraffe, struzzi, ippopotami, lama, tartarughe giganti, i simpatici lemuri, pinguini e gibboni. Tutti suddivisi nei loro habitat di appartenenza e con una curiosità: ci sono piscine aperte al pubblico dove fare il bagno e osservare da una prospettiva inusuale (sott’acqua) ippopotami, pinguini e migliaia di pesciolini cicladi. Il bioparco offre appassionanti dimostrazioni guidate sulla vita delle specie ospitate ed è costruito con una scenografia spettacolare. È da visitare, approfittando anche delle offerte presenti sul sito www.zoomtorino.it che abbinano soggiorno in hotel e ingresso al parco (e, volendo, anche una visita alla nuova Torino dall’anima turistica e savoiarda).

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Il più grande d’Italia

Il più grande d’Italia è uno zoosafari: impostate Fasano come destinazione sul navigatore e vi troverete a Fasanolandia (www.zoosafari.it), che deve la sua celebrità ai centoquaranta ettari di superficie che ospitano qualcosa come millesettecento esemplari di duecento specie diverse. C’è di tutto e di più, da visitare a piedi oppure con la propria auto, con punti di osservazione e un’area speciale dedicata a ospiti un po’ più complicati per essere lasciati allo stato brado, come rettili o pesci (è la Sala Tropicale). Ci sono anche i trenini per vedere da vicino le scimmie, i rinoceronti e gli ippopotami. Non manca un’area più recente ribattezzata “SeaLion Aquarium”, dove si assiste alle esibizioni dei pinguini e dei leoni marini. Se la gita è organizzata da una scuola, sono assolutamente da provare le attività didattiche.

Un giro in auto al fianco dei rinoceronti

La prima cosa da dire è che fa davvero impressione: nel Safari Park di Pombia (www.safaripark.it), in provincia di Novara, ci si muove in alcuni habitat di animali rimanendo a bordo della propria vettura. Si procede, in una sorta di serpentone da Ferragosto in autostrada, lungo una lingua d’asfalto che va a zig-zag tra i grandi abitanti della savana, sostanzialmente placidi e sonnacchiosi. Ma quando un rinoceronte (magari bianco) ti guarda negli occhi, l’idea di dover fare un Cid con lui, beh, un po’ agita. E poi zebre, serpenti, un acquario con tantissime vasche. Insomma: ce n’è, con tanto di parco acquatico annesso per chi vuole svagarsi tra gli schizzi.

Il Safari di Ravenna

In ossequio a quella che è una tendenza sempre più diffusa, anche il Parco divertimenti di Mirabilandia (www.safariravenna.it) ha voluto estendere la sua offerta alla possibilità di osservare da vicino gli animali di tutto il mondo. Un’occasione garantita dal Safari di Ravenna, struttura sostanzialmente simile alle “cugine” sparse per l’Italia, con la possibilità di percorrere quattro chilometri in cui fare incontri con le specie più varie. La cartina parla chiaro: a bordo dell’auto, si può sfilare accanto a leoni, tigri, ippopotami, giraffe, zebre, bisonti, cammelli e struzzi. Ci sono poi la fattoria, il rettilario, ma anche l’isola dei babbuini, dove soggiornano i nostri “antenati”. Da non perdere la nursery, con tutte le strutture necessarie per cambiare i nostri, di cuccioli.

Sul Garda tutto nacque con Pippo!

Nella zona del lago di Garda, per la precisione a Bussolengo (provincia di Verona), c’era una volta una vecchia fattoria. Insomma, un’azienda agricola il cui proprietario – l’architetto Alberto Avesani – pensò di trasformare negli anni Sessanta in un’area faunistica. Cominciò dunque a raccogliere animali della zona per allevarli e mostrarli al pubblico. Poi ci fu qualche animale del circo di passaggio. Alla fine nacque l’idea del parco zoologico, ribattezzato Parco Natura Viva (www.parconaturaviva.it), che aprisse le sue porte anche ad animali esotici. Inaugurato nel 1969, ha visto varie “espansioni” coltivando sempre di più la sua anima scientifica. Il primo a mettere zampa al Parco Natura Viva fu Pippo, un ippopotamo, che dal 1969 (e anche prima) divenne la mascotte della struttura fino al gennaio del 2009. Fu donato da un circo e ha battuto svariati record di longevità. Oggi, a seguire le sue orme – nel senso stretto della parola – ci sono antilopi, pappagalli, armadilli, serpenti, caimani, cani della prateria e tutto ciò che la fantasia può suggerirvi. Di Pippo, invece, resta una statua, proprio all’ingresso del parco.

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Specie protette lungo il corso del Brembo

Una storia a sé la merita (e la racconta) il Parco Faunistico Le Cornelle (www.lecornelle.it), che si trova in provincia di Bergamo e più precisamente in Valbrembo. La struttura viene fondata nel 1981 sulla sponda orientale del fiume Brembo e vanta una superficie di 126 mila metri quadrati di verde a disposizione degli animali e di chi vuole conoscerli. Proprio al fiume – in particolare al nome che il dialetto locale dà ai sassi levigati dalla corrente – deve il suo nome e ancora oggi, per chi vuole avvicinarsi agli animali di tutto il mondo, rappresenta un ponte ideale. Nel parco si entra e ci si muove a piedi, osservando i “padroni di casa” attraverso barriere e staccionate volutamente basse. Anche qui, come in altri parchi d’Italia, c’è grande attenzione per i nuovi nati e non mancano le occasioni didattiche per avvicinare i piccoli a specie animali altrimenti difficili da osservare. Addirittura, come nel caso della tigre bianca, è l’unica possibilità: in natura sono estinte. Altra specie rara è il leopardo delle nevi. In tutto, le tipologie di animali ospitate sono centoventi. Ad aprile sono arrivati anche gli elefanti, ospitati nell’oasi di Pinnawala, nome scelto come omaggio all’orfanotrofio per elefanti asiatici dello Sri Lanka.

A Roma uno dei parchi storici

Si trova nella capitale, neanche a dirlo, un pezzo di storia d’Italia. Il Giardino Zoologico di Roma (www.bioparco.it) vanta un passato illustre: nasce nel 1908 con lo scopo di creare un luogo di attrazione e spettacolo, per mezzo della grandiosa collezione faunistica. All’epoca, la concezione di zoo era ben diversa da quella attuale e aveva uno scopo ludico piuttosto che educativo e scientifico. Collocato nel parco di Villa Borghese, conobbe il successo già nel 1911, con animali rari e particolari su ispirazione dello Zoo di Stellingen (Amburgo) considerato all’epoca il massimo della modernità e spettacolarità. Già allora, le gabbie erano poche e gli animali vivevano in zone circondate da fossati. Vicende alterne (e le guerre) portano a un declino da cui si uscì solo verso gli anni Ottanta. Oggi, il bioparco di Roma dà il suo contributo alla difesa delle specie a rischio collaborando a importanti progetti internazionali. Attualmente ospita circa duecento specie animali fra mammiferi, uccelli, rettili e anfibi provenienti dai cinque continenti. Da maggio tra gli ospiti c’è Gladio, una tigre del Bengala arrivata in condizioni critiche di salute e tornata perfettamente in forma. Per i bimbi, attrazioni a perdita d’occhio (compresi gli orsi e le scimmie più piccole del mondo). E c’è anche un’area dedicata dove festeggiare il compleanno.

L’oasi sull’isola, piena di animali

La nostra isola maggiore, la Sicilia, ha un bioparco. Si trova vicino a Palermo, nel paese di Carini (www.bioparcodisicilia.it) ed è una struttura nata per contribuire alla custodia degli animali più a rischio. Anche in questo caso, è uno zoo che si allontana dal concetto di “museo vivente” e che oggi promuove programmi di educazione e di sensibilizzazione del pubblico, soprattutto dei più piccoli. Sono oltre sessanta le specie di animali ospitate, ma c’è spazio anche per il giardino botanico e un’area per un viaggio nel tempo. La “Terra dei dinosauri” si snoda lungo un percorso con oltre venti modelli ricostruiti a grandezza reale, dal Tyrannosaurus Rex allo Stegosaurus, dall’Oviraptor al Brachiosaurus.

L’aperitivo col panda

Ruggiti di leoni, occhi brillanti di tigri, attività notturne degli orsi: li vedrete e sentirete tutti nelle visite notturne che periodicamente organizza il Giardino Zoologico di Pistoia (www.zoodipistoia.it). O, in alternativa, potete puntare su un più mondano aperitivo con il Panda Rosso. Il giardino è un vero bioparco che dal 1970 ospita circa quattrocento specie diverse in quattordici ettari di terreno. Lemuri del Madagascar, leoni, tigri, lupi, linci, elefanti indiani, giraffe e orsi bruni e una grande area dedicata ai pinguini africani fanno parte di un’offerta didattica bella e appassionante. All’interno troverete anche aree picnic, ristorante, bar, un parco giochi e uno staff cordiale, appassionato, esperto e cortese.

La tigre siberiana, bella e rara

“Questo parco appartiene agli animali”. Il cartello all’ingresso del Parco Faunistico La Torbiera (www.latorbiera.it), tra il Lago Maggiore e il Parco del Ticino, parla chiaro: questo è un luogo di osservazione e conservazione di alcune specie a rischio di estinzione. Il Parco si trova in una zona di torbiere, intorno a un laghetto dove si snoda una passeggiata di circa due chilometri immersa nel verde e nel silenzio. Nulla dà l’impressione di essere rinchiusi in un’area delimitata; il contatto con gli animali e la loro natura è coinvolgente. Ci sono esemplari rari o rarissimi, come la tigre siberiana, il leopardo dell’Amur e il panda minore. E poi gatti selvatici, linci, scimmie, capibara, gibboni, lupi, sciacalli, cervi e caprioli. I daini vivono in libertà e si possono accarezzare. A disposizione dei visitatori un’unica area con ristorante, bar, servizi e spazio picnic, anche al coperto.

Un angolo di ecosistema alpino

Niente leoni, niente savane, niente effetti speciali. Il Parc Animalier d’Introd (www.parc-animalier-introd.it), vicino ad Aosta, ospita solo animali delle Alpi: marmotte, cervi, stambecchi, camosci, cinghiali, caprioli e rapaci. È un angolo di ecosistema alpino, dove flora e fauna sono preservati dalle recinzioni e vivono sotto gli occhi dei visitatori. Insomma, uno “slow park” dove passeggiare nel silenzio, aguzzare la vista, ascoltare i rumori del bosco, osservare fiori, godere della frescura. In alcuni recinti ci si può avvicinare agli animali. A disposizione dei visitatori due parcheggi, uno per auto, a pochi passi dall’ingresso, l’altro poco distante, più ampio e adatto anche ai camper. Per i bambini c’è un parco giochi e per tutti un’area picnic attrezzata.

L’antico orso e i nuovi nati

Allo Zoo Punta Verde (www.parcozoopuntaverde.it) di Lignano Sabbiadoro (in provincia di Udine) fiocchi rosa e azzurri per gli animali che nascono nel parco, e non sono pochi, ma un festeggiamento speciale si fa all’orso bruno, l’animale più anziano ospitato nel parco: vive lì dall’apertura avvenuta 38 anni fa. I bambini adorano guardare le zebre esotiche e le giraffe, i leoni e le pantere, ma adorano in egual misura gli ampi e curati spazi in cui possono giocare, con tanto di quiz che tengono impegnati i più grandicelli e aree all’ombra adatte ai piccolini. Il Parco si trova in zona di vacanze e ha numerose convenzioni con alberghi e strutture turistiche: controllate le numerose offerte per uno sconto sul biglietto d’ingresso.

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Lo standard europeo del buon bioparco

I migliori bioparchi sono associati all’EAZA, la European Association of Zoos and Aquaria, un’organizzazione che fornisce gli standard per l’ospitalità e promuove la cooperazione e la conservazione delle specie animali. Dell’EAZA fanno parte: Zoom Torino, Parco faunistico “La Torbiera”, Parco Natura Viva, Parco Zoo Punta Verde, Giardino zoologico di Pistoia, Parco Zoo Falconara, Parco faunistico Le Cornelle e Bioparco di Roma. Tra gli acquari: Acquario di Genova e Stazione Zoologica Anton Dohrn e il parco Zoomarine (Wikipedia).

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