Tutti a codare! Imparare a programmare da bambini

Imparare a programmare per molti genitori è un argomento lontano lontano. Ma la programmazione entra sempre di più nella vita dei bambini ed è importante come le lingue straniere

La nostra generazione non l’ha affrontata a scuola. Così quando ci parlano di “imparare a programmare” assumiamo l’espressione stranita di chi proprio non sa che cosa dire. Tuttavia la programmazione è un tema che entra sempre di più nella vita dei nostri figli. Lo troviamo nei programmi scolastici, nei corsi e persino nei giocattoli.

E’ materia scolastica dagli anni ’80

Negli anni ‘80 la programmazione è diventata una materia scientifica insegnata nelle scuole italiane. Non sempre e dappertutto, ovviamente. A macchia di leopardo. Qualche volta per merito di un docente coraggioso, altre volte per progetti più allargati e organizzati.

Ragazze e ragazzi hanno cominciato a confrontarsi con i mattoni principali di questo o quel linguaggio, mattoni che riflettono gli assi fondamentali della logica. In effetti la programmazione è utilissima per tante ragioni.

In primo luogo, è un vero e proprio strumento analitico, una cassetta degli attrezzi che insegna a ragionare in maniera sistematica e ad affrontare un problema complesso, scomponendolo in azioni e obiettivi più semplici.

Poi, proprio come il Meccano permetteva di comprendere il funzionamento di una gru e quindi (ipoteticamente) il modo giusto per costruirne una, la programmazione aiuta a capire come sono fatte le app del tablet che tanto ci piacciono, e in più ci permette di progettarle.

Si può cominciare da soli

La programmazione è il modo per costruire vere e proprie macchine pensanti. Un po’ come la pillola rossa di Matrix, la programmazione è la chiave che permette di dismettere i panni di “pigiatore compulsivo di schermi” e indossare quelli di creatore di soluzioni.

O se preferite, la programmazione è una bussola attraverso la quale imparare a leggere un mondo, e anche contribuire attivamente alla sua scrittura.

È auspicabile che la programmazione entri nelle scuole precocemente, fin dalla scuola elementare o media. Avviene in Inghilterra e in Finlandia. Difficile dire però quando avverrà (pochi anni? una generazione?).

Nel frattempo Internet, a misura di genitori e figli, mette a disposizione alcune strutture per imparare divertendosi. Le strade per avvicinarsi sono tante e tutte interessanti.

Linguaggi di programmazione per bambini

Non si può non partire da Scratch. E’ un linguaggio molto semplice, sviluppato dal Lifelong Kindergarten Group dei Media Lab del MIT di Boston. Scratch è un programma totalmente gratuito, con cui programmare storie interattive, giochi e animazioni, attraverso un linguaggio visuale molto intuitivo.

Si può iniziare da un tutorial o da un esempio, oppure partire da un progetto nuovo per creare la propria mini avventura interattiva o il primo videogame e infine condividere le creazioni con gli altri membri della comunità online. Si installa facilmente su qualsiasi computer (anche “anziano”).

Scratch - imparare a programmare

Se proprio non vi sentite di affrontare Scratch da zero, senza un tutor, tenete presente questa possibilità. In tutte le città di Italia sono organizzati i CoderDojo. Si tratta di giornate di programmazione dedicate ai più piccoli, con merenda, totalmente gratuiti e gestiti da volontari.

In Italia i CoderDojo attivi sono oltre 40. Si lavora sui linguaggi come HTML, Javascript e CSS, ovviamente si usa Scratch e si può anche imparare a programmare hardware con Arduino. Nei CoderDojo si lavora tutti insieme, ognuno accompagnato da uno o più tutor.

Affrontateli come se iscriveste i vostri bambini a un corso di inglese, con il plus di essere gratuito e divertente. Ce lo portereste di corsa, vero?  

CoderDojo - imparare a programmare

Inventa la tua App con Luke Skywalker

Il dipartimento del MIT che ha inventato Scratch, ha ricevuto un regalo da Google. Si tratta di Appinventor, un linguaggio di pprogrammazione per bambini (e non solo) che ha più o meno le stesse caratteristiche di Scratch, ma ha come strumento di riferimento il mondo degli smartphone e dei tablet con sistema Android.

Molto simile a Scratch, è il linguaggio Code.org (Learn Computer Science). Questo linguaggio lavora sul coinvolgimento dei bambini tematizzando giochi e attività e coinvolgendo veri giganti dell’entertainment, come Disney (grazie alle principesse di Frozen) e LucasFilm (con i personaggi di Star Wars). Giusto per dirne un paio. Un bell’incentivo per aiutare i bambini a imparare la programmazione all’interno di narrazioni a loro più vicine.

Per ragazze e ragazzi della scuola media

Per palati più adulti (a partire dalla scuola media) consigliamo l’interessantissimo Codecademy. Offre gratuitamente interi corsi di tutti i principali linguaggi di programmazione, online.

È in un inglese semplice. Così se si appassionano, abbiamo preso due piccioni con una fava: oltre al linguaggio delle macchine, fanno pratica della lingua internazionale.

codecademy - linguaggi di programmazione su scuola media

 

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