Toulouse-Lautrec a Torino

A Palazzo Chiablese, nel centro di Torino, va in scena fino al 5 marzo la mostra “Toulouse-Lautrec. La Belle Époque”, una raccolta di quasi duecento opere del celebre artista francese, provenienti dalla collezione dell’Herakleidon Museum di Atene. Un allestimento suggestivo, che tra colori, ambientazioni, foto e video ci porta nell’atmosfera di un caffè parigino di fine Ottocento, tra un bicchierino di assenzio e uno spettacolo di can can.

Henri de Toulouse-Lautrec è un personaggio dai tratti curiosi, che ispira simpatia nonostante i lati oscuri e i trascorsi peccaminosi, come l’alcolismo e la frequentazione degli ambienti più degradati dell’epoca. In mostra si scopre il lato umano più fragile, le vicende sfortunate che lo hanno portato a rompersi entrambe le gambe quando era ragazzino per due banali incidenti, fratture che non guarirono mai a causa della grave malattia delle ossa da cui era affetto. Henri aveva il busto di un adulto su gambe da bambino, era alto un metro e mezzo, non poteva praticare molte delle attività più amate dai giovani nobili dell’epoca, come andare a cavallo.

Era nato da una famiglia nobile ma abbandonò i privilegi della sua condizione agiata di provincia per immergersi totalmente nell’arte e nello stile di vita bohémien in voga tra gli artisti parigini dell’epoca. Nella capitale francese si divertì a ritrarre la vita notturna del vivace quartiere di Montmartre, mostrando le sale da ballo affollate e i caffè-concerto. Nei disegni e manifesti, dallo stile inconfondibile, rappresentò i più celebri protagonisti e le atmosfere dei palcoscenici di fine Ottocento. Alcuni li ritroviamo in mostra, rappresentati nelle stampe litografiche che tanto ci sono familiari o in disegni un po’ caricaturali, come la cantante Yvette Guilbert, che chiamava affettuosamente il pittore “il mio piccolo mostro”. Nell’esposizione entriamo in contatto anche con una dimensione più intima composta da numerosissimi disegni, originali, divertenti e spontanei, piccoli schizzi che, apprendiamo, funzionavano per Henri come distrazione durante le lunghe e noiose sedute di terapia.

“Quando la mia matita si muove, bisogna lasciarla andare, niente di più!” è una delle sue frasi celebri. Che possa diventare un incentivo per incoraggiare i nostri piccoli appassionati di disegno? La personalità dell’artista emerge in tutta la sua umanità anche nella sezione dedicata ai cavalli, una grande passione. Interessante anche la sezione sulla tecnica della litografia: grazie ai pannelli didattici e all’esposizione degli strumenti del mestiere, si capisce il procedimento che porta alla realizzazione delle famose stampe. Divertente, per finire, lo spaccato sulle riviste satiriche con vignette che offrono, a un occhio attento, uno spaccato insolito su scenette di vita del tempo. Tra le curiosità dell’allestimento, verso la fine del percorso ammiriamo anche un filmato d’epoca che mostra le fasi di costruzione della Torre Eiffel. Lasciamo questo piccolo viaggio con la sensazione che, se da un lato la mostra è piuttosto tecnica per il tipo di opere presentate, non mancano gli spunti per far volare la fantasia in un’atmosfera d’altri tempi davvero fiabesca. Informazioni su www.mostratoulouselautrec.it.

[Brunella Manzardo]

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