Un giorno di ferie retribuito per le lavoratrici con il ciclo mestruale

Che siano dolori o meno, bisogna ammettere che i giorni di ciclo mestruale sono strani. Il corpo è indaffarato, gli umori altalenanti, mal di testa, mal di pancia e gambe gonfie. Si ha pure molta fame. Shark and Shrimp, un’agenzia di marketing con sede al Cairo, ha introdotto un giorno di ferie retribuito per le dipendenti durante il periodo del ciclo mestruale.

Giornata off

Shark and Shrimp è la prima azienda che in Egitto concede questo diritto e permesso alle sue dipendenti. Le lavoratrici potranno usufruire della giornata off durante i giorni di ciclo mestruale e non dovranno portare alcun certificato. “Sta alle dipendenti scegliere quale giorno del loro periodo verra tolto”, ha commentato Rania Youssef, responsabile delle risorse umane dell’azienda. “Ci fidiamo al cento per cento delle nostre dipendenti e sappiamo che non abuseranno di questa possibilità”.

I dolori mestruali

La proposta è arrivata da un gruppo di giornaliste egiziane che già stavano sensibilizzando le imprese per promuovere il congedo mestruale alle donne. Le campagne di informazione sono state convincenti e Mohamed Naiem, amministratore delegato dell’azienda, ha deciso di introdurre questa politica aziendale dopo aver letto alcuni articoli medici sui dolori mestruali. “Inizialmente i dipendenti sono rimasti scioccati perché non è comune parlare liberamente di questi temi qui nel Medio Oriente e nella regione del Nord Africa”, ha spiegato Rania Youssef.

Il congedo

Il congedo mestruale, mestrual leave, è già abbastanza diffuso in Asia. Viene riconosciuto in Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Indonesia e Zambia. In Cina si dice che le donne con il ciclo e quelle incinte siano senza energia vitale, quindi spesso giustificano l’assenza dal lavoro. Nella Corea del Sud le donne possono avere diritto a una retribuzione aggiuntiva se non utilizzano il congedo mestruale a cui hanno diritto. In Italia è stato fatto un tentativo nel 2017 per introdurre una legge simile, ma non è passata.

Diritto o discriminazione

Anche il congedo mestruale apre un grande dibattito sulla parità di genere e di diritti. Da una parte c’è chi considera questa legge necessaria e civile in un mondo che considera anche le lavoratrici donne. C’è chi dice che nonostante i pari diritti, bisogna riconoscere che si è biologicamente diversi e che alcuni lavori possano essere faticosi in “quei” giorni, soprattutto per chi patisce di dolorei e fastidi importanti. D’altro canto invece c’è chi pensa che chiedere alle donne di stare a casa durante il ciclo possa creare ancora più disparità nel grande divario già esistente tra uomini e donne. Che può creare competizione tra le donne che restano a casa e quelle che rinunciano e, al momento dell’assunzione, tra uomini e donne. Intanto, però, sarebbe meraviglioso iniziare a togliere dal vocabolario di strada e d’ufficio quelle battutine come “hai il ciclo?” rivolte alle donne o agli uomini un po’ arrabbiati, o depressi o semplicemente stanchi.

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