Un viaggio in Giappone con i bambini

Il Giappone con i bambini è un viaggio comodo e tranquillo, più facile di altri. Tra cibi gustosi, futon rasoterra, templi zen e bagni termali

“In Giappone coi bambini? Che coraggiosi che siete!”. Il primo commento che si riceve quando si dice di voler partire per la terra del Sol Levante è questo. Ma non è vero, fare un viaggio in Giappone con i bambini significa organizzare una vacanza comoda e tranquilla, sicuramente più di molti altri Paesi.

Il periodo migliore per visitare il Giappone

Il clima del Giappone cambia tantissimo da nord a sud. Un po’ come in Italia, a Nord gli inverni sono rigidi e lunghi, con abbondanti nevicate soprattutto nelle zone montuose. L’estate è breve e mite, contrariamente al Centro, che ha inverni brevi ed estati calde e umide. A Sud l’inverno non è troppo freddo, ma l’estate è lunga e umidissima.

A differenza dell’Italia, ci sono molte piogge da maggio a luglio, e anche la possibilità di tifoni tra agosto e ottobre.

Il periodo ideale per un viaggio in Giappone con i bambini (o senza!) è quindi l’inizio della primavera o la fine dell’autunno. 

Treni velocissimi e guida all’inglese

Il Giappone è una nazione molto lunga: si estende per circa 3.500 km. Grazie però alla infrastruttura super-efficiente, spostarsi da una parte all’altra del Paese è comodo e veloce, soprattutto se si scelgono gli itinerari più battuti.

La rete ferroviaria offre un ottimo servizio. Ci sono gli Shinkansen, treni velocissimi che collegano le città principali toccando anche i 600 km all’ora, ma anche i treni meno veloci che servono le zone più periferiche sono ottimi e puntualissimi. I biglietti ferroviari sono cari, tuttavia i bambini non pagano fino ai 6 anni. Tra i 6 e gli 11 anni la tariffa è dimezzata.

Per allontanarsi dalle grandi metropoli e addentrarsi nel Giappone più rurale (e meno turistico) è decisamente meglio noleggiare un’auto. La Toyota ha una rete capillare di punti noleggio con automobili di ogni taglia e dimensione. E’ possibile prenotare il mezzo di cui si ha bisogno prima di partire, scegliendo il punto di ritiro e quello di consegna. Al momento della prenotazione si può chiedere anche il noleggio dei seggiolini. Occhio però: in Giappone la patente italiana non è valida, per cui bisogna avere quella internazionale (si ottiene in una ventina di giorni circa).

Attenzione anche al pedale dell’acceleratore: gli automobilisti vanno pianissimo e tutto il Giappone ha un atteggiamento molto fiscale sul rispetto dei limiti. Il senso di guida è all’inglese, contrario al nostro, e ci vuole qualche giorno per prendere confidenza con il volante, le svolte e le rotatorie.

Il Futon, la gioia dei bambini

Le case tradizionali giapponesi sono bellissime e ideali per i bambini così come sono. Solitamente sono costruite in legno, sia all’esterno che all’interno, tranne che nelle grandi città, ovviamente. C’è la cucina e alcune stanze grandi, completamente vuote, dove per dormire si stendono i futon.

Le pareti sono scorrevoli, con telai di legno e carta di riso. Quando sono aperte lasciano spazi liberi per il gioco, le corse e capriole. L’arredamento è minimal: c’è un tavolino basso per prendere il the e per mangiare. Gli armadi sono quasi sempre incassati a muro.

I futon, grandi materassi da terra, sono ottimi per i bambini di qualunque età. Una volta provati li vorrete per sempre a casa, dicendo definitivamente addio al lettino con le sbarre. 

La sorpresa del bagno 

Verificate sempre che nella casa ci siano ventilatori o aria condizionata se viaggiate in estate. Se riuscite cercate anche le zanzariere, non solo per le zanzare, ma anche per i tanti animali che abitano le campagne giapponesi!

La vera attrattiva delle case (ma anche delle stazioni, dei ristoranti o degli autogrill) sono… i bagni! Stare davanti a un Wc giapponese è come ritrovarsi per sbaglio davanti a un film in cirillico. Nelle zone più turistiche ci sono persino i disegnini che facilitano l’utilizzo, altrimenti si va a tentativi, rischiando spruzzi in ogni direzione e altezza. 

Per i bambini è uno spasso. Non esiteranno un attimo ad attivare musica e ventilatore mentre cercate di fare una innocua pipì. Ma tanto è tutto pulitissimo, per cui è tutto più facile.

Dove mangiare in Giappone

Se siete persone che amano sperimentare, allora il Giappone è il posto giusto per un semplice motivo: dei menù giapponesi non si capisce nulla e non sempre ci sono foto che permettono di capire con sufficiente certezza cosa si sta ordinando.

Il pasto è un po’ più complicato per i vegetariani e vegani (il brodo è quasi sempre di carne o pesce), ma gli onnivori possono provare zuppe e fritture, spaghetti saltati o brodosi, da condire con salsa di soia, miso o wasabi piccante.

A tavola le bacchette

In Giappone si mangia con le bacchette, per cui meglio fare un po’ di pratica prima di partire. Difficilmente si trovano le posate nei ristoranti. Per i bambini si vendono bacchette “facilitate” che si tengono con due anellini da infilare nelle dita. Una volta scesi su territorio nipponico potete acquistarle e portarle in giro per tutto il viaggio. 

Una buona soluzione per risparmiare, per fare comodi picnic o ancora per pranzare durante gli spostamenti è cibo impacchettato pronto per l’asporto. C’è un reparto specifico in tutti i grandi supermercati. Ci trovate fritture di ogni formato, vaschette di sushi fresco, paninetti di riso con il ripieno, spesso arrotolati nelle classiche alghe verdi. Al supermercato, subito dopo le casse si trovano quasi sempre delle aree attrezzate per sedersi e consumare il cibo in tranquillità.

Da provare anche le scatole di spaghetti liofilizzati con condimenti vari in bustina, da rianimare istantaneamente con acqua calda. Ora si trovano anche in Italia, ma in Giappone ce n’è di ogni tipo. 

Il galateo giapponese

I giapponesi sono molto contenuti nei comportamenti. Qualunque persona educata tende a essere silenziosa, accogliente ma piuttosto formale, gentile e mai invadente.

C’è una certa tolleranza, per cui i giapponesi difficilmente si lamentano dei comportamenti occidentali lontani dalle loro abitudini. Tuttavia altrettanto difficilmente si sentono bambini giapponesi schiamazzare per la strada o nei locali. Anche solo per rispetto di questi usi e costumi, è opportuno intrattenere i nostri figli con giochi tranquilli e poco rumorosi, almeno nei luoghi affollati.

Un’altra differenza rispetto all’Italia riguarda l’allattamento, che in luogo pubblico non è apprezzatissimo. Capita spesso che le donne indichino alla neomamma il punto di allattamento più vicino. Il che è utile anche per un altro motivo: pur essendo facilissimo trovare pannolini in Giappone, non sempre i bagni sono dotati di fasciatoio.

I templi meravigliosi

I templi Zen sono luoghi meravigliosi di un mondo quasi extraterreno, ovviamente aperti a chiunque, di qualunque età. Nei templi regna l’ordine perfetto. Tutto è a posto, tutto è al momento giusto, tutto è curato nel minimo dettaglio. Inutile dire che ogni “rumore” esterno pare davvero fuori luogo.

I monaci accolgono con grande affetto i bambini, ma è bene spiegare ai nostri cuccioli che il tempio non è un luna park, soprattutto durante i momenti di preghiera o nelle cerimonie. Ma tu prova a tenerlo un bambino italiano vicino ai laghi con le carpe, ai ruscelletti o negli splendidi giardini zen!

Gli onsen: i bagni termali

Ugualmente bellissimi e pulitissimi sono i bagni termali. Non si può andare in Giappone senza entrare in un onsen! Gli onsen sono, appunto, i bagni termali che possono essere pubblici o privati, all’aperto o al chiuso.

Kinosaki, nel centro del Giappone, è una delle cittadine termali più famose. Vanta sette grandi stabilimenti, diversissimi uno dall’altro, oltre a tanti piccoli onsen privati e a qualche fontana di acqua bollente. Le vasche sono piene di acqua più o meno calda e sono affiancate da fonti di acqua fredda. Spesso ci sono vasche esterne e docce con shampoo e sapone per lavarsi.

Agli onsen si accede con biglietto singolo (o con un abbonamento giornaliero, per visitarne più di uno). Uomini e donne sono sempre separati, ma i bambini (che di solito non pagano) sono ben accetti sia con le mamme che con i papà. Se l’acqua è troppo calda i bimbi aspettano a bordo vasca. E anche qui bisogna sapersi comportare, prestando molta attenzione alle regole igieniche. Guai se un asciugamano tocca l’acqua! Mentre il senso del pudore è molto libero: si entra e si esce tutti nudi.

Adottare una scuola: il Giappone rurale

Se gli onsen sono bellissimi da vedere, anche per la cura messa nella progettazione e nell’arredamento, in Giappone esiste un’altra dimensione molto vicina al Paradiso: le terme libere. Un’altra zona termale del Paese di trova all’interno della penisola di Kii, intorno a Hongu. Oltre ad alcuni piccoli stabilimenti poco turistici, c’è Kawayu Onsen, lungo il fiume che da il nome alla sorgente termale. Qui il fiume è freddo, ma scavando sulla riva… ecco sgorgare acqua bollente e con le pietre è possibile creare vasche piccole, controllando la quantità di acqua fredda in entrata e quindi anche la temperatura dell’acqua in vasca.

giappone bambini

La zona intorno al fiume è rurale e i villaggi poco battuti dai turisti. A Shingū-shi c’è una bella esperienza da andare a conoscere se si passa nei dintorni: Yuki affitta una casa tipica giapponese, con una stanza da letto, una grande sala e cucina. Coltiva frutta e verdura biologica e produce pane che offre ai suoi ospiti; ma soprattutto ha preso in gestione, insieme ad altre vicine, la scuola del villaggio, un tempo chiusa, dove oggi vengono seguiti i bambini della zona. Pernottando da Yuki si contribuisce al finanziamento della scuola e di questa bellissima iniziativa di autogestione.

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