La vera dieta mediterranea: ma quanto è diffusa in Italia?

La dieta mediterranea è uno stile di vita adatto a grandi e bambini, che garantisce salute e benessere. Ma quanto è davvero diffusa in Italia?

Pizza, pasta e pancetta, una temibile tripletta. Ma com’è possibile che i nostri figli siano tra i più cicciottelli del mondo quando viviamo in un paese famoso per il suo stile di vita sano? Che fine ha fatto la dieta mediterranea? Possibile che proprio dove è stato inventato il regime alimentare che fornisce tutti i 114 nutrienti di cui abbiamo bisogno e garantisce salute e longevità, questo stesso regime sia caduto in disuso?

I dati diffusi da alcuni studi scientifici non lasciano dubbi: l’Italia deve invertire il suo stile di vita e di alimentazione se vuole tornare a essere un paese virtuoso, sano.

Meno diffusa di quanto si pensi

Ma andiamo con ordine. Uno studio dell’European Journal of Public Health, dal titolo Socioeconomic and psychosocial determinants of adherence to the Mediterranean diet in a general adult Italian population, si è chiesto proprio questo: quante persone praticano la dieta mediterranea in Italia? Il dato che ne è venuto fuori è preoccupante: al Nord solo il 41 per cento, al Sud si sale di poco (42,1), merito forse della cucina tradizionale di “nonna”, mentre al Centro un misero 16,8 per cento. Incredibile. Lo studio poi pone l’attenzione sul fatto che in Italia mangiano davvero “mediterraneo” soprattutto adulti e anziani, istruiti e consapevoli.

Perché non è affatto una dieta povera, anzi. Il cambio di tendenza può essere ricercato in due epoche che hanno influenzato molto i consumi degli italiani. Prima, il boom economico degli anni Sessanta che ha portato da noi il fast food americano. E più di recente la crisi economica del terzo millennio che ha spinto molti connazionali verso alimenti di qualità inferiore.

La “vera” dieta mediterranea

Eppure i dettami della dieta mediterranea sono pochi, facili e talmente salutisti da farla inserire nel 2010 dall’Unesco nei patrimoni dell’umanità.

È un vero e proprio stile di vita, perché indica anche il dormire bene e il fare movimento tra i suoi princìpi cardine. Alla base della piramide alimentare ci sono tante verdure, frutta e cereali (meglio se integrali).

Salendo, troviamo latte e derivati con pochi grassi (come lo yogurt), con 2-3 porzioni da 125 ml. L’olio extravergine di oliva a crudo (3-4 cucchiai al giorno). Altri grassi buoni vengono dalla frutta a guscio e dalle olive, 1-2 porzioni da 30 g.

Verso il vertice, ci sono le proteine, tra le quali dovremmo favorire il pesce e i legumi con almeno 2 porzioni alla settimana ciascuno, il pollame (2), le uova (da 1 a 4), i formaggi (massimo 2 da 100 g, 50 se stagionati).

Vanno consumate con moderazione le carni rosse (1-2 porzioni da 100 g alla settimana), mentre quelle processate (affettati e salumi) sarebbero quasi da eliminare (1 porzione a settimana da 50 g al massimo). Infine i dolci, una tantum (ahimé!)

Marco Bianchifood mentor della Fondazione Umberto Veronesi, chef di talento, volto televisivo e autore di numerosi libri, anche sui suoi social cerca di dare indicazioni precise sui benefici di una dieta quanto più mediterranea possibile.

“Perché la prevenzione di alcune patologie – racconta – passa prima di tutto dai nostri piatti. Il cibo può diventare veicolo di sostanze tossiche che, accumulate nel tempo, possono dare origine a patologie di tipo oncologico o cardiocircolatorie, del sistema digerente, neurologico o metabolico”. Basta pensare che il 70% dei tumori ha come causa diretta lo stile di vita. Il 30% è correlato a sostanze nocive presenti a tavola, il 30% al fumo, il 5% a obesità e sedentarietà e solo il 3% allo smog. 

Giusta per i bambini

A questo punto la domanda che assilla noi genitori è: cosa diamo da mangiare ai nostri bambini? La biologa nutrizionista Marta Gentili spiega: “La risposta sarebbe molto facile: la dieta mediterranea è perfetta anche per i più piccoli. È indispensabile, poi, affrontare l’obesità in ambito pediatrico, perché i dati sono allarmanti. Nel corso del convegno dello European Childhood Obesity Group del 2017, si è evidenziato che su circa 6 milioni di bambini tra i 4 e i 14 anni, il 42% è in sovrappeso. Di questi, il 9,3 è obeso.

L’Italia è al secondo posto per la diffusione dell’obesità infantile tra i maschi (21%) e quarto tra le bambine (14%) e negli ultimi quarant’anni la percentuale di bambini obesi è triplicata. L’8% di loro non fa la prima colazione e il 33 la fa, ma inadeguata.

Il 36% dei piccoli consuma ogni giorno bevande zuccherate e gassate, mentre sono ridotte le porzioni di alimenti fondamentali come frutta e verdura”. Un’alimentazione salutare ed equilibrata deve fornire all’organismo tutti gli elementi necessari al suo funzionamento. Insomma, bisogna tornare alla dieta mediterranea, ma quella vera!

Articolo scritto da Elisabetta Russo

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