Un romanzo che parla di bambini coraggiosi ma senza voce nell’Italia post-unitaria: intervista a Daniela Carucci, autrice di Rospi
Il brigantaggio post-unitario è uno di quei capitoli della storia italiana che i libri di scuola tendono a sfiorare appena, o a raccontare dal solo punto di vista dei vincitori. Daniela Carucci, scrittrice e operatrice teatrale genovese con radici tarantine, ha scelto di guardarlo da un’angolazione diversa: quella dei bambini. Ne è nato Rospi, romanzo per ragazze e ragazzi dagli 11 anni in su, ambientato nell’Ottocento. Racconta di un gruppo di ragazzini del Sud che forma una banda – i Rospi, appunto – e si ribella a un mondo adulto che li ha abbandonati o che li ha messi gli uni contro gli altri. Un libro che mescola storia, emozione e umorismo, e che non ha paura di fare domande scomode ancora molto attuali.



































