Escher per bambini

“Il mio lavoro è un gioco: un gioco molto serio” affermava Escher, uno dei più grandi grafici del Novecento. Un gioco di estrema precisione e di immensa creatività che ha molto a che fare con la matematica, anche se lui dichiarò di non aver mai raggiunto la sufficienza in questa disciplina. Il giovane Maurits Cornelis non era uno studente brillante, lasciò la facoltà di architettura per dedicarsi alla grafica e all’incisione che sviluppò in un modo originalissimo e inconfondibile. La sua è una voce solitaria, non fu infatti mai in contatto con le correnti artistiche dell’epoca e rimase quasi estraneo ai tumultuosi eventi del secolo scorso.

La mostra pisana è un’occasione imperdibile per conoscerlo meglio e per apprezzare la sua produzione anche meno nota. E’ allestita a Palazzo Blu, sul lungarno a dieci minuti a piedi dalla stazione. Una volta entrati, le opere coinvolgono in un percorso avvincente ma piacevolmente lineare che riserva ai piccoli un’audioguida ben fatta per scoprire il magico mondo dell’artista olandese e dei suoi incantesimi grafici.

Cento opere di Escher

Prorogata fino all’11 febbraio, la mostra “Escher, oltre il possibile” propone un centinaio di opere dell’artista olandese che illustrano tutto il suo percorso, dal 1917 al1963, dalle immagini più famose, geometriche e quasi ossessivamente ritmiche, ai bellissimi paesaggi italiani e mediterranei, per lui – che veniva dalle lande piatte dei Paesi Bassi – grande fonte di ispirazione. Era sempre la natura alla base delle ricerche che lo portavano ad indagare e fermare in un istante le sue continue trasformazioni o a rendere con estrema sensibilità la trama di un bosco, il dettaglio di un fiore, il riflesso in uno stagno.

Architetture impossibili

La visione spiazzante di Escher è al culmine nelle architetture fantastiche che sfidano le regole della prospettiva e pongono interrogativi sullo spazio: scale che salgono ma scendono, acqua che scorre verso il basso per ricadere dall’alto, pavimenti che sono anche soffitti e finestre che si affacciano su un enigmatico “altro mondo” datato 1947. Di fronte alle perplessità di chi commentava le sue opere, Escher rispondeva semplicemente “Noi non conosciamo lo spazio […] ne facciamo parte, ma non ne sappiamo nulla”.

Laboratorio per bambini

La mostra è ricca di suggestioni e stimoli per grandi e piccini che potranno poi rielaborarli in famiglia. La cooperativa Kinzica propone inoltre un percorso di un’ora e mezza dedicato ai più piccoli: una visita guidata che si conclude un’esperienza creativa. D’altra parte l’arte è un gioco, parola di Escher.

Per evitare la coda snervante con i pargoli, è possibile acquistare i biglietti dal sito col servizio di prevendita (costo 1,50 euro a persona), consigliabile nel fine settimana.

Indirizzo

Lungarno Gambacorti, 9 - Pisa

Prezzo

Basso

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