Affidamento esclusivo

Sono una mamma di tre bambini, sposata da 3 anni. Il primo figlio l’ho avuto da una precedente relazione finita nel 2004. Non ho mai regolato con il mio ex compagno la situazione in tribunale pensando che non ce ne fosse bisogno. Ma mi sbagliavo perché lui non si è mai occupato del figlio dal punto di vista economico, della scuola,  delle cure mediche, del vestiario, della sua educazione. Non gli ho mai negato di vederlo, infatti lo prende per due weekend al mese e quindici giorni estivi, anche se per la maggior parte del tempo lo lascia con i nonni. Nel frattempo ha avuto un altro figlio e si è comprato casa, ma anche questa relazione è finita e lui non si occupa neanche di quest’altro figlio né del pagamento del mutuo. Il giudice ha dato l’affidamento esclusivo alla madre e gli ha imposto il versamento di una bella sommetta di mantenimento.
Cosa potrei ottenere io, considerando che in questi anni il bambino è stato cresciuto in tutto e per tutto da me? C’è la possibilità di avere noi l’affidamento del bambino? La ringrazio

Cara mamma,
anche se i rapporti tra ex coniugi o tra ex compagni paiono essere ottimi o addirittura idilliaci, è sempre bene regolamentarli con un atto scritto omologato dal Tribunale, specialmente quando ci sono dei figli: mai dovesse esserci un disaccordo su una questione, la soluzione sarà certamente più rapida e meno dolorosa. Venendo al suo caso, potrà rivolgersi al Tribunale dei Minori illustrando la vostra situazione familiare ed economica, pregressa e attuale. Il fatto che il suo ex compagno abbia creato – e nel frattempo abbandonato – una nuova famiglia poco la riguarda: non potrà addurre questa giustificazione per chiedere l’affidamento esclusivo o, comunque, per allontanarlo dal suo bambino; almeno fintanto che il padre trascorra del tempo col figlio. Istanza questa che, invece, potrà rivolgere nel caso in cui il padre scompaia dalla vita del bambino: se neanche si facesse vedere, allora sì che ben potrebbe chiedere l’affidamento esclusivo (badi bene, a lei e non anche al suo attuale marito).
Purtroppo non mi fornisce molte informazioni (mi riferisco all’eventualità che anche voi abbiate acquistato una casa insieme, se lei lavora, se il padre di suo figlio lavora e se anche il suo attuale marito abbia un impiego), per cui mi posso limitare ad alcune considerazioni generiche. È pur vero che nulla le viene versato a titolo di contributo al mantenimento del bambino (non so se lei lo abbia mai chiesto) ma, quanto meno, gli viene garantita la vicinanza fisica, cosa molto importante per il ragazzo. Potrà chiedere e ottenere un contributo rivolgendosi al Tribunale, che lo commisurerà allo stipendio e al tenore di vita del papà. Allo stesso modo potrà chiedere e ottenere una precisa regolamentazione del regime di visita, secondo quelle che sono le prioritarie esigenze del bambino. Se un domani il padre non dovesse rispettare le richieste del Tribunale, non versasse alcunché e non rispettasse gli orari di visita, se, insomma, scomparisse, allora avrebbe buon gioco per proporre domanda di affidamento esclusivo.

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