Bike to School, a scuola in bicicletta

Bike to School è un’iniziativa nata a Torino che invita genitori e insegnanti a pedalare insieme per la salute di bambine e bambini

Gli alunni che si dirigeranno a scuola con mezzo privato sono in aumento: è quanto emerge a inizio anno scolastico.

Una ricerca ha stimato che il 57% degli studenti sceglieranno mezzi privati (auto o moto) a discapito dei mezzi pubblici, meno sicuri e meno facili da prendere, con gli accessi contingentati per le misure anti Covid-19. 

In diverse città italiane, come Torino e Milano, che risultano tra le più inquinate d’Europa, questo cambiamento è preoccupante. Le campagne di rilevamento della qualità dell’aria hanno dimostrato che nel 99% dei campioni dell’aria, la concentrazione di biossido di azoto supera i valori raccomandati dall’OMS.  

E gli effetti negativi sulla salute sono innegabili, soprattutto dei più piccoli.

Nasce la “critical mass” colorata

Guardando in positivo, c’è di buono che le piste ciclabili sono in aumento un po’ ovunque, e così i genitori che scelgono le due ruote per spostarsi da casa a scuola. La crescita della mobilità alternativa è importante, perché decongestiona la città e rende la vita migliore per tutti, anche per gli automobilisti che, al crescere del numero dei ciclisti, si trovano strade più libere e meno imbottigliamenti da traffico. 

Bene dunque che nascano nuove iniziative per insegnare a usare la bicicletta. A lanciarne una dedicata ai bambini è Diego Vezza, papà e vicepresidente dell’associazione Bike Pride. Di fronte all’emergenza traffico-del-mattino ha creato il primo “Bike to School” d’Italia. Una sorta di pedibus su due ruote. Il quartiere in cui si sperimenta è il San Paolo di Torino.

“Ho sempre portato i bimbi a scuola in bici – racconta Diego Vezza – e come me c’erano anche altre mamme e papà, con cui ci incrociavamo e basta.

Un giorno mi sono detto: perché non farlo insieme? Per ovvi motivi non era possibile incrociare orari e tragitti quotidianamente.

Ho pensato allora di organizzare un appuntamento mensile in cui andiamo tutti insieme. Lo scopo è quello di renderci visibili sulle strade e creare una piccola massa critica che serve a sensibilizzare i genitori, gli insegnanti e l’amministrazione.  

Vogliamo dare una spinta al cambiamento della mobilità urbana, soprattutto in città inquinate come la nostra”. 

Bike to school include di solito almeno sei famiglie. Si parte da un luogo prestabilito dove si fa colazione insieme, per ci si muove in gruppo, lentamente, verso la scuola.

Il percorso stabilito è di 2 chilometri e prevede tappe intermedie per coinvolgere altri partecipanti provenienti da zone diverse.

Durante il tragitto il gruppo pedala in modo compatto, stando accanto ai più piccoli (il codice della strada infatti consente di pedalare a fianco dei bambini sotto i 10 anni).

Una “massa critica” colorata che, divertendosi, porta per le strade palloncini colorati e bici di ogni dimensione. 

Via alle zone scolastiche

L’obiettivo di Bike to School è anche quello di liberare dalle auto le aree davanti agli ingressi delle scuole, per garantire la sicurezza e contribuire a una migliore qualità dell’aria.

“Siamo in attesa della imminente istituzione delle zone scolastiche – spiega Diego Vezza -. Poco prima di raggiungere l’ingresso della scuola il nostro piccolo gruppo di ciclisti è costretto a fermarsi per via delle auto in doppia fila che ostacolano persino il passaggio a piedi.

In strada c’è un divieto di accesso durante gli orari di entrata e uscita della scuola, ma pochi lo rispettano.

Per questo abbiamo chiesto all’amministrazione della città l’assegnamento di un centinaio di persone che ricevono il reddito di cittadinanza  e che dovranno prestare alcune ore di servizio pubblico per regolamentare il traffico davanti alle scuole.

A differenza dell’esperienza già avvenuta con i volontari, gli addetti dovranno essere istruiti dalla Polizia Municipale”. 

Riprendere in mano la città

Il movimento Bike to School vuole dare un contribuito significativo per restituire le strade alle persone, anche nella grandi città, e far vivere il proprio quartiere ai ragazzi in modo diverso e più consapevole.

“Attraverso la ciclabilità urbana, bambini e ragazzi imparano a essere autonomi e a muoversi in sicurezza sulla strada.  I genitori li supportano e trasmettono fiducia nei loro confronti.

Alcune scuole hanno dimostrato che i bimbi che arrivano in bici o a piedi sono in grado di tracciare il percorso casa-scuola. In questo modo acquisiscono più in fretta il senso dello spazio e delle distanze e imparano a conoscere meglio le strade e il quartiere”.

Quest’anno, con gli ingressi scaglionati, l’iniziativa Bike to School potrebbe trovare qualche difficoltà.

“Proveremo ugualmente a organizzare il nostro appuntamento mensile, ma soprattutto continueremo a incentivarlo tra le famiglie che vogliono scegliere la bici per spostarsi quotidianamente”.

Una buona pratica da diffondere anche in altre città italiane: l’associazione Bike to School Torino propone un piccolo vademecum per tutti coloro che sono interessati a ripetere l’iniziativa nel proprio quartiere.

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