Caterina e il “clima” nella coppia

da | 21 Dic, 2022 | caterina, Lifestyle, Persone

“Amore, ma secondo te che cosa possiamo fare per questa situazione mondiale disastrosa?” Alla fine di quest’anno, Caterina è determinata a salvare la loro storia d’amore dal menefreghismo climatico dell’Atleta

Succede un giorno che nella sua ricerca su libri interessanti e ben scritti che parlino di riscaldamento globale, Caterina si imbatta in un titolo accattivante: “Sex and the climate”, di Stefano Caserini, ingegnere ambientale. Nel libro Caserini indaga “le connessioni fra le variazioni climatiche e i sentimenti o il desiderio di congiunzione intellettuale e fisica fra gli esseri umani” in un modo esilarante, scientifico (si scoprono un sacco di cose, spiegate bene), costruttivo, positivo. Alla base del libro c’è il riconoscimento dell’amore e della relazione come bisogni essenziali degli esseri umani e l’intuizione che la consapevolezza di questa verità possa esserci d’aiuto nel contrastare il disastro generato dal modello di consumi che stiamo perpetrando. E che è alla base della maggior parte delle emissioni surriscaldanti. Amatevi di più, consumate meno, è uno degli inviti con il quale l’autore chiude la sua trattazione. Ma il percorso che fa per arrivarci è pieno di perle, come la pagina in cui racconta l’atmosfera “terribilmente sexy” che si crea nelle città in cui è diffusissimo l’uso della bicicletta. O i passaggi in cui si interroga sull’aumento dei fulmini (come fenomeni atmosferici) e su un’eventuale correlazione con un aumento dei colpi di fulmine tra persone. O ancora, quelli in cui consiglia come chiacchierare di cambiamenti climatici durante un primo appuntamento, quando il lui o la lei con cui si esce è “allarmata” o “cauto” o “negazionista”. Insomma: una serie di connessioni stupende, a tratti esilaranti, tutte con fondamento scientifico e con una dose adeguata di poeticità.

Come stare a mollo nella fonduta

Conclusa la lettura, Caterina si è chiesta: e noi due, l’Atleta ed io, come siamo messi? Quanto ci condiziona il cambiamento climatico e quanto lo possiamo cambiare, come coppia? Le saltano subito all’occhio il luogo e il tempo dell’impatto del surriscaldamento globale sul loro equilibrio. È luglio, luglio di quest’ultima torrida estate. Sono in montagna, a casa dell’Atleta.

È sera: il soggiorno è inondato dal sole del tramonto, che d’inverno è una luce di miele mentre d’estate è come stare a mollo nella fonduta. Caterina è insofferente, inquieta. Ha lasciato la città sperando di trovare un po’ di fresco e adesso si aggira per casa come una leoparda delle nevi in uno stabilimento balneare a ferragosto, gli artigli pronti a graffiare l’Atleta che minimizza: sì, fa un po’ caldo, ma in città di più, ho comprato una specie di Pinguino, vedrai che così riusciamo a dormire, guarda, lo accendo anche adesso. Non l’avesse mai fatto: la specie-di-Pinguino raffreddatore, oltre a essere brutto, è troppo rumoroso per Caterina che ha il sonno leggerissimo e un’ipersensibilità ai rumori.

La notte arriva e l’Atleta dormirà il sonno degli atleti, capaci di addormentarsi con qualsiasi clima. Caterina, prima che lui crolli, cerca – per calmarsi e per non accendere un conflitto di coppia – di spostare il problema dal “loro” problema al problema globale. 

Nomadi digitali climatici

Amore, ma secondo te che cosa possiamo fare per questa situazione mondiale disastrosa? Non sei preoccupato? Non senti il bisogno di agire? A parte il fatto che non è colpa mia, dice l’Atleta. Non sono io che ho creato questa situazione. E per quei pochi anni che ci restano da vivere (ehm, hai 51 anni, Atleta!), non ho nessuna intenzione di sbattermi per contrastare il cambiamento climatico. E si addormenta. Caterina è invece più sveglia e furente che mai.

Con la situazione, con l’Atleta, con il Pinguino che ronza ma non raffredda. La notte rallenta il tempo, la temperatura non cala di un grado, Caterina si alza nervosa e stralunata, prende un foglio e scrive le domande che l’assillano più del caldo: che cosa posso fare, in generale e nei prossimi cinque giorni? L’idea di lavorare a casa dell’Atleta, è improponibile, fa troppo caldo. Tornare in città? Ancora peggio. Diventerà una nomade digitale climatica?

La loro storia sopravviverà a questo ennesimo fattore di difficoltà? E il sesso? È evidente che non si possa fare sesso quando preferisci stare sveglia a graffiare un foglio di parole al buio che in un comodo letto… Lo spazio sul foglio è quasi finito. Sono le tre di notte. Ci vuole qualche affermazione dopo tante domande. Caterina respira. E prende una decisione, una per volta, intanto per domani: forse può andare nel bosco, dove sì, non c’è internet, ma ci sarà un po’ di fresco. E tra tutti i libri che si è portata, comincerà proprio da quelli sul clima. Comincerà da “Possiamo salvare il mondo prima di cena” di Jonathan Safran Foer.  Poi “Il tempo e l’acqua” di Andri Snær Magnason, e così magari capirà meglio le cause, le sfumature, le implicazioni, le conseguenze, le possibili azioni. 

Cambiare la rotta

Caterina sente il bisogno di studiare, di leggere, di capire come declinare il suo lavoro in una direzione che possa essere utile a contribuire a cambiare la rotta di questa tragedia climatica. Questa prospettiva le toglie almeno una piccola parte di ansia e il bosco, le letture, l’idea di lavorare per migliorare le cose con gli strumenti che ha a disposizione sono un cuscino mentale più morbido e più fresco su cui posare la testa. Non riuscirà a salvare il mondo prima di domattina, Caterina.

Ma è determinata a salvare la loro storia d’amore dal menefreghismo climatico dell’Atleta, dal proprio allarmismo e anche dalla bruttezza del povero Pinguino. Dal canto suo, lo sa, l’Atleta, ci metterà tutta la pazienza e l’amore del mondo per occuparsi della sua rosa, anche se la sua rosa non è un fiore, si chiama Caterina, e – strana specie di rosa – quando fa caldo diventa un cespuglio di spine.  

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