Caterina e il viaggio nel femminismo (senza ritorno)

Oggi è giovedì e Caterina sta saltando in auto con scarponcini da montagna male allacciati e uno zaino riempito alla veloce con abiti e libri per il weekend (che cosa avrà dimenticato questa volta? Mascara? Canotta? Calze?).

Parte per raggiungere l’Atleta che sarà in modalità invernale fino a fine aprile, mentre in città sboccia un tripudio di magnolie giapponesi.

Ma da qualche giovedì a questa parte, verso la fine del tran tran di andate e ritorni stagionali dalla montagna, c’è una novità. Anzi: un’audionovità!

Caterina, che con le scoperte è sempre parecchio in ritardo sul resto dell’umanità, lei che scrive con la stilografica.

Lei che invia lettere di posta aerea dall’altra parte del mondo con buste bianche blu e rosse e carta velina, lei ha scoperto… gli audiolibri.

Ecco, non so voi, ma Caterina ha pochi spazi di approfondimento, scrive robe per lavoro e legge robe scritte da altri per lavoro e non ha molto tempo (non ha molta voglia) la sera, di prendere in mano un libro e rimettersi a leggere.

Così gli audiolibri le permettono di leggere senza occhi, di farlo mentre ha le mani posate sul volante e cento chilometri davanti a sé.

Un’epifania. Così le ore in auto risuonano delle parole di filosofe femministe, pensatrici della condizione delle donne nella società e analiste del patriarcato raccontate da Maura Gancitano e Andrea Colamedici nella loro collana che narra filosofe e filosofi del Novecento.

Judith Butler, Simone de Beauvoir, Doris Lessing sono solo alcune delle autrici che hanno riflettuto profondamente sui macigni che gravano sulle donne.

Con stereotipi, leggi, dinamiche di potere che ci schiacciano in quanto donne, distinte arbitrariamente dagli uomini in modi lampanti o subdoli ma in ogni caso discriminanti e ingiusti.

Epifania nell’epifania, Caterina si è riconciliata con la filosofia, oggetto dei suoi studi universitari poi lasciata da parte a favore della narrazione.

E invece: la filosofia le piace ancora.

Quella femminile, che anche nel suo percorso di studi era davvero poco proposta, poi, è proprio una scoperta e così le epifanie sono tre.

Caterina ascolta, elabora, impara, associa e piano piano si fa strada dentro di lei la voglia di saperne di più, di approfondire la questione femminista, lei che ha due figli maschi ai quali vuole spiegare bene.

Che il femminismo non è contro i maschi (anzi: è a favore di tutti) ma contro il maschilismo.

Che prevede una distribuzione del potere e dei diritti, delle opportunità e dei salari in funzione e in ragione di un genere e indovina di quale.

Ma ce n’è ancora bisogno, oggi, di pensiero e azione femminista?

Caterina ha letto di recente che nelle nostre Università ci sono 6 rettrici e 70 rettori, al governo ci sono 5 ministre e 13 ministri, 119 sono le donne nei ruoli direttivi della magistratura e 315 gli uomini.

Ecco, si direbbe che sì, ce n’è bisogno.

Prima degli audiolibri, Caterina si sarebbe stretta nelle spalle, confusa, avrebbe detto non so, tutta questa rabbia, mi spaventa, le distinzioni… ma era ignoranza o una coscienza addormentata.

Dopo gli audiolibri sulle filosofe femministe e dopo un altro audiolibro (ma anche libro di carta) sull’argomento intitolato Manuale per ragazze rivoluzionarie di Giulia Blasi, Caterina sa che la rabbia è fondata.

E’ benzina, è motore e mentre il viaggio in montagna è un costante andare e tornare, il viaggio nel femminismo è diventato necessario, appassionante e senza ritorno.

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