Caterina e un incontro magico in una notte di pioggia

13 Nov, 2020 | Lifestyle, Persone

Caterina si trova nel bel mezzo di un’idea geniale: un progetto che mette in relazione le persone e crea una supernova di saperi

Novembre 2019. Un anno fa. Il 22 per la precisione. Sera. Caterina si veste di nero, afferra l’ombrello ed esce di casa per raggiungere un posto che non conosce; piove a dirotto. Piove da ore e le pozzanghere ormai si uniscono tra loro creando trappole acquatiche, pronte a sollevarsi in spruzzi contro i passanti.

Se succede, torno a casa, torno alla mia triade: tisana, libro, plaid giallo. Se succede… ma non succede. Arriva a destinazione sana e salva. Caterina è emozionata, prova gratitudine anche. Incontrerà persone conosciute e sconosciute, un centinaio di persone unite da un legame particolare; sono tante, cento, ma gel igienizzanti, mascherine, distanziamento erano, all’epoca, ancora roba del futuro. 

La rete al femminile

La serata inaugura un weekend organizzato dalla Rete al femminile, nata alcuni anni fa a Torino, diffusasi in una ventina di città italiane, dedicata alle donne libere professioniste. Finalmente Caterina può incontrare le reticelle (si chiamano così, tra loro) arrivate fin qui: le triestine, le milanesi, le napoletane e così via. Le reticelle si scambiano molto, in presenza nelle rispettive città, e a distanza, nel gruppo Facebook: confronto, formazione, progetti, collaborazioni, sostegno, consapevolezza.

Con una quota d’iscrizione annuale, si può partecipare alle attività cittadine e nazionali, conoscere altre professioniste, creare sinergie. Quando entra nel locale lungo e stretto in cui si tiene l’evento, che questa sera è di puro networking e ballo, si sente per un attimo timida come alle feste delle scuole medie.

Le luci basse, la musica alta, il buffet affollato. Va verso il fondo del locale, lascia che gli occhi si abituino alla penombra e le orecchie ai suoni che escono dalle casse e pensa: beh, mi sa che qui resto poco, forse domani, durante le sessioni di formazione, sarà più facile chiacchierare e conoscere le altre, qui, ora la vedo difficile.

Sta snocciolando tra sé e sé questi pensieri, quando si volta e vede una donna con una collana colorata, gli occhiali da vista infilati tra i capelli ricci, le labbra che accennano un sorriso. Le ispira simpatia. Sfidando i decibel, Caterina attacca bottone.

Ed è così che Caterina conosce Adriana Migliucci, romana, che alla fine della serata le lancia un altro invito, per un’altra serata di incontri e di scambio, dicendole: ti va di partecipare al prossimo evento del mio progetto Stesi dalle tesi? 

Mantenere acceso lo stupore

Caterina, adorando le reti e gli intrecci, ha accettato e qualche settimana dopo si è trovata nel bel mezzo di un’idea geniale che l’ha conquistata.

Adriana organizza e conduce gli incontri di Stesi dalle tesi ovunque, al chiuso, all’aperto e, da quando c’è la pandemia, anche online: i suoi eventi mettono in relazione persone che abbiano voglia di raccontare, in modo simpatico, intrecciato alla vita, la propria tesi di laurea. Chi partecipa come pubblico interagisce con i protagonisti della serata con domande, chiacchiere e seguendo le modalità che Adriana ogni volta propone per facilitare gli scambi.

Caterina si è innamorata di questo progetto perché è una sorta di supernova di saperi, scoperte, incontri, momenti piacevoli da passare insieme a persone nuove. Ha ascoltato a bocca aperta e occhi sgranati una giovane donna raccontare la sua tesi sulla pet-therapy nelle case di cura, un architetto parlare dell’esperienza di ricerca in Giappone, e una donna in carriera entusiasmarsi nel ricordare la propria tesi di laurea sugli Indiani d’America.

Caterina ha fatto domande, ha riso, ha sentito il suo animo nutrito, il suo sapere espanso, ha visto persone con occhi luccicanti di meraviglia, ha percepito passione, scoperto professioni e aneddoti curiosi.

E ora che è di nuovo novembre e si sente un po’ soffocare dalle nuove restrizioni, pensa: grazie, a chi crea le reti, grazie alla mia Rete al femminile e alla mia amica Adriana, al suo Stesi della tesi, grazie a chi coltiva spazi che danno un senso libertà, anche quando non possiamo muoverci molto, perché muoversi è soprattutto mantenere acceso lo stupore nei tempi cupi e farlo insieme, con persone conosciute e persone nuove. 

rete al femminile

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