Caterina e la parola segreta

Nel nome di Caterina è nascosta una parola segreta. Segreta anche per colei che lo indossa, il nome. È dovuta andare lontano dalla vita di ogni giorno per scoprirla. È successo a Firenze, dove, a fine inverno, era fuggita per recuperare un po’ di luce in un momento in cui si sentiva avvolta nella nebbia della sua relazione sentimentale con l’Atleta. Cercava, a Firenze, luce e colori, ha trovato un suono, una melodia, una piccola nota nuova.
Tutto questo è accaduto in un pomeriggio infinito, che dal mezzogiorno l’ha portata alla sera, inclinando le ombre delle parole sul quaderno che Caterina porta con sé nei viaggi, in un caffè in riva all’Arno.

È stato difficile, prima di tutto, ammettere di essere scivolata, quasi senza accorgersene, in una vita che a un certo punto le stava stretta, molto stretta, scomoda, soffocante e che, in parte, per amore (e poco amor di sé), Caterina si era fatta sempre più piccola, si era plasmata sempre di più sulla vita della persona con cui stava. L’ho fatto davvero? L’ho fatto davvero. Per questo non sto più bene. Non sono più io. Non è quello che voglio.
Forse, a volte, bisogna proprio andare altrove per rendersi conto di dove si è, di come si sta.
E ascoltare musica. Quel verso di Caterina di De Gregori, che dice: “le tue spalle da uccellino in un vestito troppo piccolo”, a un tratto, ha detto la verità. Il vestito è troppo piccolo. E questa Caterina-uccellino non canta più.

Con l’Atleta, ora ex fidanzato a distanza di Caterina, le cose sono andate oltre. Oltre il possibile. Oltre il desiderabile. Oltre Caterina. Lui non vuole progetti. Lui non vede un futuro insieme e vicini, nello stesso luogo. E non c’è spazio di negoziazione. E non c’è più voglia di essere compresi e di comprendere e di tenersi insieme in uno stesso cuore. Ma come: da un giorno all’altro? In un certo senso sì, in un certo senso no.
È difficile dire dove, quando finisca l’amore. L’amore a un certo punto finisce e basta. Difficile dire se la convivenza, quel progetto di avvicinamento spaziotemporale tra Montagna e Città tra Lui e Lei, che tanto ha desiderato Caterina, dal quale non poteva più prescindere, sia stato davvero la spaccatura che si è aperta tra i loro cuori… o se, viceversa, è la spaccatura tra i loro cuori a non aver portato a una convivenza, a un progetto comune. È andata così.

Ma non è solo questo, che Caterina ha visto a Firenze e negli occhi dell’Atleta al ritorno. Quando un amore va in pezzi, si aprono gli occhi su tante cose. E le orecchie. Caterina, ascoltando De Gregori, lo sa. Ha trascurato la propria voce. L’espressione di sé. In senso profondo. In senso letterale. Allora eccolo lì, il desiderio nuovo, nato, anche, dal naufragio sentimentale. L’ha visto nel suo nome. C-a-n-t-a, Caterina canterina. Ha pensato: lo voglio. Voglio cantare. Voglio imparare a cantare.
E, scritta in rosa sull’agenda, giovedì 5 aprile c’è la prima lezione di canto.

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