Caterina e le nevi perenni

Arriva, da qualche anno, ogni aprile, quel momento in cui Caterina evita pure il freezer di casa per non vedere e toccare ghiaccio o altro materiale che abbia una anche lontana parentela con la NEVE. Quel momento coincide con l’arrivo delle fragole a 7 euro al mercato del quartiere, con la sensazione di troppo caldo che dà il piumino invernale, con l’effetto serra in automobile e l’esplosione di margherite nelle aiuole di città. Arriva quel momento di rigetto della neve, perché dopo quattro mesi di weekend dedicati allo sci, di viaggi A/R verso la montagna a 140 all’ora in autostrada per poter vivere la relazione con l’Atleta non soltanto al telefono, Caterina ha voglia di fare altro, vedere colori diversi dalle trenta sfumature di bianco delle piste e dalle venti tonalità di azzurro del cielo, mangiare cose diverse da polenta e fonduta, togliere calzamaglia dolcevita termica e protezione 50 dal naso.

 

Caterina ha voglia di riparare la bici, di andare a correre al parco il sabato mattina, dei giri in bici con i figli che diventano sere passate a giocare a ping pong e mangiare patatine al circolo Arci La Birba. Eppure, mentre in città – o comunque sotto i 1500 metri – la primavera scoppia di salute e gioia, lassù, dai 2000 in su, la neve non molla la presa anche se è aprile. I tondelli delle seggiovie macinano ancora presenze ed emettono lo stesso “dliiin” come se non dovessero smettere mai. Lassù, sul ghiacciaio, sulle Alpi, l’Atleta passa ancora la sciolina sugli sci da gara dei bambini, perennemente impegnato sulle nevi perenni, in una stagione sciistica apparentemente senza fine. Tanto più che quest’anno Pasqua cade a metà aprile e lassù si scia anche quando quaggiù le più coraggiose girano già senza calze.

 

Ma arriva quel momento, eccome se arriva, e mentre l’Atleta continua a infilare, ogni mattina, pantaloni neri e giacca rossa da allenatore, la protezione 50 sul naso, la calzamaglia, Caterina ritira gli scarponi da sci nello scatolone che finirà in cima allo scaffale più alto dello sgabuzzino e mette in pole position i sandali, ispirandosi alle puntate di Sex and the City (con tutte le serie che sono uscite negli ultimi anni, Caterina guarda sempre e solo Sex and the City) in cui “le ragazze” – dai 35 anni in su – vanno a Central Park a bere caffè e mangiare cibo greco da strada, con le spalle scoperte. E, quando si è assestata bene nella primavera, Caterina inizia a dire all’Atleta: quando rinnovi l’assicurazione della moto? Ti ricordi che bella la giacca di pelle che abbiamo comprato insieme l’anno scorso? Dovresti vedere che meraviglia il mercato che brilla di tutti i colori! Tutte frasi propiziatorie per il passaggio alla versione primavera-estate del loro amore: quella vissuta andando al mercato delle pulci il sabato mattina, girando in moto per le colline, comprando fragole, pomodori e fiori… ancora per quindici giorni l’Atleta li vedrà solo nelle foto whatsapp di Caterina, ma dopo Pasqua, andranno finalmente a prenderle insieme, tenendosi per mano e senza guanti. E il ghiaccio che vedranno sarà solo quello dello spritz nei bar del centro.

 

[Marina Gellona]

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