Che tipo di genitore con smartphone sei?

Se qualcuno di voi ha già fotografato questa pagina per mandarla via WhatsApp ad amici o parenti, grazie: abbiamo fatto centro! Si parla di voi, genitori dotati di telefono cellulare, che non potete più vivere senza questa estensione della vostra (e nostra) dimensione corporea.

Inutile che ora cerchiate di appoggiarlo lontano con lo schermo in standby: sappiamo tutti su quale sentiero stiamo per incamminarci. Ma non vogliamo scatenare una caccia a colpevoli e innocenti. Siamo tutti sulla stessa banda. Cioè. Scusate. Sulla stessa barca.

Una barca che ondeggia in mezzo ai marosi dell’incoerenza, con genitori rigidissimi sulla data di consegna alla prole del primo telefono cellulare e al tempo stesso attaccati al piccolo schermo illuminato.

Quella dello smartphone è una battaglia che si combatte su due fronti: il fronte dei figli e quello personale. E non è detto che il primo sia il più difficile da affrontare. Ora armatevi di sincerità. E dite a quale categoria appartenete.

Il genitore con smartphone TALIBAN

Non ci sono riferimenti religiosi in questa categoria. È solo metodo. Nella casa del genitore telefonicamente integralista regna il “no” a qualunque sovrautilizzo delle nuove tecnologie. A volte, anche all’utilizzo minimo.

E così, se da un lato ci si salva dalle esagerazioni connesse al dominio dello smartphone sul genere umano (avete presente la chat dei genitori?), dall’altro si rischia un po’ l’emarginazione.

Ma nulla che non sia recuperabile con una bella pizza tutti assieme, organizzata con un giro di telefonate da numero fisso. Magari con apparecchio a rotella e qualche nostalgia del duplex.

Ovviamente quando siete ospiti della famiglia taliban potete anche risparmiarvi la domanda sulla password del wi-fi. Al massimo potete sperare di intercettare quella dei vicini.

VOTO: 10 alla coerenza
DIFFICOLTA’: alta
DOTAZIONE: un Nokia 3310 con al massimo il gioco del serpente e le impostazioni del produttore. Compresa la suoneria

GG genitore con smartphone1

Il genitore con smartphone HOBBIT

Mezzo uomo e mezzo elfo, il genitore hobbit appartiene alla categoria di mamma (o papà) che cerca una democristiana via di mezzo tra la censura totale e il Samsung-liberatutti.

Il cellulare in famiglia si usa, ma con moderazione. Non durante i pasti. Spento durante i compiti. E soprattutto, per i piccoli di casa, non si porta assolutamente a scuola.

È la posizione che raccoglie più applausi da chiunque si accosti all’argomento. Ma comporta un certo dispendio di energie, perché è il frutto di trattative continue (e solo i genitori sanno quanto possono essere logoranti) o di attenti turni di vigilanza.

Soprattutto, richiede un impegnativo ruolo di esempio da parte dei “grandi”: se tu non puoi esagerare con il cellulare (ma lo stesso discorso può valere per i videogiochi o per il tablet), io devo fare lo stesso.

E qui entrano in gioco tattiche di guerriglia come sessioni di Facebook notturne, pause più o meno lunghe in bagno (a seconda di quanto sia coinvolgente la chat sui compiti di geometria per il giorno dopo) e risposte via WhatsApp a domande poste svariate ore prima e che adesso rischiano di svegliare l’interlocutore nel cuore della notte.

VOTO: 8 all’impegno
DIFFICOLTA’: medio alta
DOTAZIONE: un iPhone rigenerato ma al passo coi tempi. Alcuni hanno addirittura Telegram

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Il genitore con smartphone STAGIONALE

Qui è necessaria una premessa: in questo caso non è soltanto la tecnologia a influenzare il comportamento. Sono anche – e soprattutto – le stagioni. Una specie di licantropia che va a mesi alterni, che rende sostanzialmente innocuo chi ne è affetto nei mesi di “bassa”, tanto da lasciar pensare che appartenga a una categoria protetta, per poi scatenare la vita social-digitale nei mesi di “alta”.

In pratica: durante le vacanze, da dicembre a gennaio e soprattutto da giugno a settembre, il genitore stagionale scatta, irrefrenabile, insieme alle occasioni di condividere foto su Facebook della famiglia (o solo dei pupi) in tuta da sci, al mare, in bici, a colazione, a bordo di un surf. Foto come se non ci fosse un domani.

E poi comunicazioni dettagliate sulle chat di famiglia, con la scusa di aggiornare nonni e zii. E pure su quelle che di famiglia non sono – tipo ufficio, amici del tennis, genitori della classe – per scatenare quella sana invidia di chi guarda, rosica e poi commenta mellifluo.

Oppure per ingenerare quel meccanismo di imitazione che in poche vibrazioni del cellulare finisce per intasare la memoria del dispositivo e prosciugare la batteria.

Questo atteggiamento si riflette nelle regole date ai figli: oggi chiusura totale, domani moderato riformismo, fino ad arrivare alla stagione del “tempo delle mele”, dove la mela assume tutto un altro valore quando è una mela Apple.

VOTO: 6 stiracchiato. Potrebbe fare, ma non è costante nell’impegno
DIFFICOLTA’: bassa
DOTAZIONE: non proprio l’ultimo modello, ma se nel caso su Amazon fosse in offerta…

GG genitore con smartphone3

Il genitore con smartphone MARADONA

Attenzione, siamo in presenza di un elemento piuttosto diffuso e decisamente pericoloso. Nonostante un’apparenza innocua, la dipendenza da social e da tecnologia digitale è evidente. È un vero spacciatore di notifiche.

A rimanere impigliati, soprattutto, sono i piccoli di casa. Non ancora soggetti attivi, forse, ma di sicuro già complementi gettonati. Foto del bimbo mentre dorme, foto con gli animali, foto del primo giorno di scuola con la cartella, foto dei compiti e sguardo imbronciato. A basket, a judo, a lezione di musica. Mentre mangia e mentre si lava i denti. E poi selfie, selfie e selfie come se piovessero.

Siamo di fronte al cliente ideale di qualunque rivenditore di telefonia. Attenzione, però: non un pollo, ma un esperto, in grado di cambiare gestore ogni tre mesi riuscendo a strappare condizioni contrattuali sempre migliori. Un vero “Maradona della flat”.

L’effetto sulla prole è deflagrante. Il cellulare all’ultimo grido è compagno abituale più ancora di un animale domestico. E l’effetto-contagio tra amici è elevatissimo. Quando vostro figlio (o figlia) tornerà a casa chiedendo di averne uno anche lui, state pure tranquilli – nel senso di siatene certi – che a ogni vostra opposizione risponderà “Ma tizio/caio ce l’ha già! Gliel’hanno regalato al Battesimo”.

VOTO: 4.0
DIFFICOLTA’: nessuna, basta avere la app giusta
DOTAZIONE: “Sono Mark Zuckerberg, veda un po’ lei”

Bonus track: i nonni digitali

Quattro categorie più una variabile imprevedibile. L’effetto-nonni. Che rispettano la loro appartenenza a una generazione precedente e potrebbero arrivare pure alcuni rimbrotti sul fatto che vostro figlio “è sempre attaccato a quel coso”.

Qualche volta però il genitore mette il freno e il nonno diventa uno spacciatore di app. Oppure, il genitore oppone resistenza e la nonna regala.

A questo punto, mettetevi il cuore in pace, la battaglia è persa. Non resta che combattere nelle retroguardie o patteggiare la resa finale, mettendo un like al post su Instagram in cui vedrete vostra madre mangiare un bombolone alla crema in compagnia di vostro figlio. E nemmeno vi avevano invitato!

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