Creme allo zinco

Lo zinco è un metallo di transizione, con vaste applicazioni tecnologiche sia da solo che in lega. Uno dei luoghi in cui si trova in natura è il corpo umano, dove dopo il ferro è l’oligoelemento presente in maggiore quantità. Lo zinco è famoso soprattutto in quanto costituente di creme emollienti, antiarrossamento e antinfiammatorie. Alzi la mano chi non ha mai usato, almeno una volta, una crema allo zinco sul sederino del proprio pargolo/a. Lo zinco possiede numerose altre proprietà: favorisce i processi di cicatrizzazione delle ferite, aumentando la velocità di guarigione e interviene in numerosi processi legati all’assorbimento e all’azione delle vitamine, particolarmente quelle del complesso B. Dato che è uno degli elementi meno tossici per il corpo umano, usare creme non dovrebbe dare problemi di eccesso, anche se naturalmente è bene non esagerare perché potrebbe inibire l’assorbimento di altri oligoelementi. Tuttavia lo zinco è legato a numerosissimi processi dello sviluppo e del funzionamento del corpo umano, per cui una sua carenza può dare gravi problemi. In commercio si trovano numerose creme a base di questo elemento; di solito viene utilizzato come solfato o come ossido. Nelle preparazioni commerciali, allo zinco viene aggiunto un mezzo disperdente (un olio o acqua a seconda dei casi) assieme ad altre sostanze, vitamine o aloe ad esempio, e agli immancabili profumi. Le creme per il culetto in particolare sembrano essere tutte a base oleosa. La madre di tutte le creme allo zinco oleose è la Pasta di Hoffman, un preparato galenico costituito al 50% da ossido di zinco e al 50% da olio d’oliva. Le indicazioni d’uso della farmacopea sono (l’avreste mai detto?) le dermatiti da pannolino e anche le piaghe da decubito. Accanto a questa c’è poi la Pasta all’acqua, costituita da 1/4 acqua, 1/4 glicerina, 1/4 talco e 1/4 zinco ossido, quindi senza olio. Queste creme vengono generalmente preparate dal farmacista nel proprio laboratorio, anche se forse è possibile tentare la preparazione casalinga da parte dei più volonterosi. Una cosa che non tutti sanno è che l’ossido di zinco (utilizzato anche come pigmento bianco per le vernici) rientra in molte preparazioni di creme solari, dove viene utilizzato come vera e propria ‘barriera fisica’ per le radiazioni luminose e ultraviolette. Addirittura girovagando in rete per i forum di mamme si trovano casi in cui vengono utilizzate creme allo zinco come creme per la protezione solare. Questo sostanzialmente perché la pasta oleosa allo zinco, essendo molto densa e collosa, è in grado di resistere a lungo sulla pelle del bimbo/bimba che gioca nella sabbia e si butta nell’acqua. Il suggerimento arriva un po’ in ritardo sull’estate, e personalmente non sono in grado di consigliare l’uso (anche perché vado al mare il minimo indispensabile). Se però qualche giovane genitore utilizza normalmente (o ha scoperto l’uso questa estate sotto l’ombrellone) creme antiarrossamento come creme barriera per la protezione solare ce lo faccia sapere. Sarà utile saperlo per l’anno prossimo!

[Ugo Finardi – Chimico, ricercatore CNR]

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