Frutta prima dei pasti. Perchè? Lo spiega la dieta sequenziale

Quando si parla di alimentazione il confine tra informazione e pubblicità è nebuloso, sicuramente poco chiaro e spesso contraddittorio.

Nutrizionisti e chef, ormai quasi stelle del pop, si contendono lo scettro dell’originalità e dell’alimentazione equilibrata, puntando ora sul gusto “tradizionale”, ora sul gusto “moderno”, “giovane”, “cosmopolita”, “etnico”, del “cucinato come una volta”, del “preparato come facevano la mamma e la nonna”.

Questo show sull’alimentazione può essere divertente, ma alla fin fine nasconde solo un fatto: i produttori cercano di conquistare fette di mercato più ampie, accaparrandosi pareri esperti di dietologi, medici e nutrizionisti, di giornalisti dal palato sensibile, di esperti di marketing e di cuochi guru.

Non facciamoci ingannare: l’obiettivo comune è vendere, non informare, né avvisare i consumatori degli effetti deleteri che alcuni alimenti hanno sul nostro corpo e sulla salute.

Cibo crudo e cibo cotto

Poco si discute, per esempio, sul rapporto tra cibi crudi e cibi cotti (la vita è cruda, intesa come processo biologico). Poco si parla della compatibilità con il nostro apparato digerente e le sue capacità digestive, poco si parla della sequenza dei cibi che ingeriamo (il crudo allevia gli effetti indesiderati del cotto, come la leucocitosi digestiva) e raramente l’effetto psichico del cibo è preso in considerazione.

Un approccio differente viene da Giuseppe Cocca, medico, igienista, esperto di alimentazione vegana e crudista, che propone la “dieta sequenziale”, un compromesso, un’unione di ciò che dovrebbe essere la dieta umana (frugivora e composta da frutta, alcuni tipi di verdura, frutta secca e semi) con ciò che la dieta umana è diventata per cultura, abitudine, consumismo e conformismo.

Un percorso graduale per non distaccarsi in modo drastico dai sapori a cui siamo abituati.

Non tutto è cibo

Giuseppe Cocca ha classificato il cibo in tre grandi gruppi, che soddisfano le nostre necessità più profonde: cibo istintivo, cibo emotivo e cibo logico. Nella dieta sequenziale il corretto approccio al cibo è “posso mangiare quello che voglio”, nella consapevolezza che non tutto il cibo nutre correttamente le nostre cellule e non tutto quello che mangiamo è, per noi e la nostra specie, cibo. “Occorre sapere (ed essere consapevoli) che attraverso il cibo alimentiamo le nostre cellule e non semplicemente il nostro stomaco – dice Giuseppe Cocca -. Quello che mangiamo inizia a far parte di noi solo nel momento in cui viene assorbito. Quando è assorbito finisce nella parte extracellulare diventando nutrimento cellulare”.

La dieta corretta è frugivora, la stessa che condividiamo con le scimmie antropoidi. Ma è difficile da praticare. Lo schema della dieta sequenziale è un compromesso semplice: la frutta, consumata come primo alimento, soddisfa il bisogno di cibo istintivo. La frutta è il nostro cibo elettivo, quello che meglio nutre le nostre cellule, con il minor dispendio energetico per la digestione. Anche la verdura cruda ha la stessa funzione.

Dopo il crudo, il cotto

Segue poi, in questo schema, la verdura cotta, che ci aiuta nella transizione, nel passaggio, tra il piatto di frutta e verdura cruda e il piatto cucinato. Infine il piatto cucinato: per Cocca è il piatto a cui siamo legati sotto il profilo emozionale e culturale, è legato ai nostri ricordi, è il piatto che ci cucinava la nonna da bambini. Con la cucina si soddisfano le nostre necessità emotive legate al cibo, la nostra parte logica: “Lo mangiamo perché convinti che quella portata ci farà stare bene e perché è buono”. Sono criteri soggettivi con i quali giudichiamo il cibo, quello che ci piace e quello che riteniamo ci faccia bene.

La sequenza: frutta – verdure crude – ortaggi cotti – piatto della tradizione, oltre alla colazione prevalentemente a base di frutta fresca, nella sua semplicità, riesce a migliorare in modo straordinario la nostra salute apportando cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, due porzioni di verdure cotte e solo due porzioni assimilabili ai nostri primi o secondi”.

Una dieta semplice da seguire, che non stravolge la vita e rende notevolmente più sani. Da provare!

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