Gemelli alla scuola materna: si va insieme o separati?

Che si fa per l’ingresso in società dei gemelli? La questione è molto simile a quella che affrontano i genitori che hanno più di un figlio. Quella che ti mette di fronte al fatto che i miracoli non si possono fare e che la sopravvivenza avrà la meglio su qualsiasi raffinata riflessione. Con i gemelli, maggiore o uguale a due, vale la stessa spietata legge. Noi genitori però siamo ostinati e alla riflessione non ci rinunciamo.

Affrontiamo il tema con una psicologa esperta in materia e tre coppie di genitori i cui figli stanno frequentando i primi anni della scuola materna.

Differenziare per crescere

“È un tema complesso e molto dibattuto” spiega la Dott.ssa Elisa Tenti, Psicoterapeuta e socia IPI. “Oggi gli studi anche longitudinali sui gemelli, rilevano la necessità di separare i gemelli all’ingresso della scuola, anche quella  dell’infanzia. Tutto doppio da affrontare. Sicuramente un impegno non da poco per i genitori, ma personalmente ritengo ne valga la pena. Lo sviluppo psichico ed emotivo dell’individuo si struttura e consolida proprio in questi primi anni di vita. I gemelli, oltre a condividere spesso tutto il tempo, condividono lo stesso stadio evolutivo, la maturazione affettiva e l’immaginario. Molto di più per i gemelli monozigoti, ma riguarda anche i gemelli eterozigoti, magari maschio e femmina. La differenziazione è necessaria per sviluppare un’identità completa. Classi differenti vuol dire maestre, compagni o altre mamme che non chiedono tutti i giorni “e tu chi sei?”. Essere gemello, ci tengo a sottolineare, è una parte di identità che non deve essere annullata, ma non deve diventare una gabbia.

Insieme o separati?

Cosa suggerire dunque a genitori che devono fare questa scelta? “Non credo ci sia una ricetta unica. Alle volte non è chiaro cosa possa essere il meglio per i nostri figli e cosa è il meglio per noi genitori. Se ripensiamo ai nostri ingressi a scuola, magari affiorano ricordi di pianti e solitudine e possiamo essere spinti e pensare che affrontare insieme le prime difficoltà possa proteggere dalla sofferenza. Ci sono tuttavia due aspetti da considerare: la sofferenza e le esperienze servono per diventare grandi. E’ importante che i bambini sperimentino la possibilità di affrontare i problemi, per vivere l’esperienza della loro efficacia. L’altro aspetto è che questa efficacia deve poter essere sperimentata contando sulle proprie forze, altrimenti sarà sempre condizionata alla presenza dell’altro”.

Opportunità da esplorare

La teoria suggerisce dunque di dividere i gemelli. Ma è sempre possibile? Ci sono scuole, come quella scelta da mamma Michela, organizzate in classi omogenee per età quindi tutti i bambini della stessa età sono insieme. “Mio marito ed io abbiamo constatato, insieme alle maestre, che il loro rapporto è sempre più forte e sta funzionando”, racconta Michela. “Anch’io credevo che dividerli fosse necessario. Oggi credo che valuterò nuovamente in futuro”.

Mamma Rosanna ci racconta di aver accolto con favore la possibilità di separare i gemelli a scuola solo perché l’offerta formativa prevedeva i laboratori, le attività facoltative e il riposo per classi omogenee di età. “Ho trovato interessante – aggiunge  Rosanna- il parere di una gemella ormai adulta, separata a scuola dalla sorella, che rilevava come tenere insieme la coppia possa diventare vantaggioso se il personale scolastico è preparato in maniera specifica a valorizzare l’individualità di una coppia di gemelli inserita nella stessa classe”.

E dopo la materna?

Mamma Federica, che ha un bimbo alle elementari e due gemelli alla materna, ci propone uno sguardo interessante verso il futuro. “Alla materna abbiamo scelto classi separate, e siamo contenti. Ma quando andranno alle elementari forse non sarà possibile gestire due bambini in classi diverse. La sezione A esce dal civico 2 e la B dal 4, immaginate le corse? Gli orari sono sempre gli stessi, uscite, entrate, riunioni, feste, gite”. E non dimentichiamoci che presto, a riguardo, avranno da dire la loro!

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