Genitori uniti. Ovvero, come aprire una associazione

Ci siamo passati alla fine della scuola, quando volevamo dare una svolta all’apparente immobilismo del mercato del lavoro. Ci abbiamo ripensato dopo essere diventati genitori, per provare a migliorare la qualità della vita dei nostri pargoli. Ci hanno quasi costretto durante la materna, quando era molto più comodo delegare l’organizzazione delle attività extrascolastiche a un soggetto esterno. Qualche vicino di casa ha tentato di farci entrare nel gruppo d’acquisto collettivo o nel gruppo di quartiere per la pulizia del parco, ma è stato il comitato dei genitori alla scuola elementare che ha definitivamente spento ogni ambizione di associarci con nostri simili.

 

Condividere un obiettivo

È arrivato il momento di recuperare passioni ed energie, di provare a concretizzare un’idea e mettersi in gioco in prima persona per rispondere ai bisogni della comunità in cui viviamo. Perché un’associazione serve proprio a questo: a realizzare obiettivi che possono rispondere a interessi diversi (collettivi, sociali, culturali o politici) insieme ad altre persone che li condividono. Anche la Costituzione Italiana sostiene l’azione comune; l’articolo 18 ci ricorda che “i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”.

 

Associazione o impresa?

Perché costituire un’associazione e non una cooperativa sociale o un’impresa? L’associazione consente a un gruppo di persone di costituirsi come ente, in modo da organizzare attività in modo semplice e pratico e di instaurare rapporti con altre associazioni, enti pubblici e privati. La forma associativa non deve avere finalità commerciali in modo esclusivo o principale; rispetto a un’impresa, può occuparsi di settori molto diversi tra loro e senza investimento di grandi risorse. Si tratta di un impianto organizzativo agile, ma allo stesso tempo tutelato dalla legge vista l’importante funzione sociale che svolge.

 

Come si costituisce un’associazione

L’associazione liberamente costituita fa parte di quello che viene definito il Terzo Settore. Per costituirla serve uno statuto, una specie di “carta d’identità” che deve contenere riferimenti precisi all’assenza di fini di lucro, al principio di democraticità, alla elettività e gratuità delle cariche e alla gratuità delle prestazioni fornite dai soci. Deve inoltre indicare i criteri di ammissione e di esclusione degli aderenti, nonché i loro diritti e doveri.

L’atto costitutivo è il primo atto dell’associazione, in cui devono essere indicati il nome dell’organizzazione, lo scopo, eventuale patrimonio economico e sede, nonché i nomi dei soci fondatori.

Una volta redatti i documenti, è necessario che il legale rappresentante dell’associazione, di solito il Presidente, si rechi in una sede dell’Agenzia delle Entrate a chiedere il rilascio del codice fiscale associativo.

Subito dopo si può procedere alla registrazione di statuto e atto, un’operazione che prevede il pagamento di 200 euro come tassa di registro. Una volta terminata la procedura di registrazione e ottenuta una copia vidimata dell’atto costitutivo, l’associazione è ufficialmente costituita.

 

Che tipo di associazione scegliere

L’associazione ha forma diversa a seconda dello scopo e del tipo di attività che prevede. “Associazione generica” è la forma più semplice e più diffusa. È quella che spesso viene definita “culturale” poiché svolge la sua attività prevalentemente in campo culturale o artistico. C’è poi l’associazione di promozione sociale, che svolge attività di utilità sociale senza lucro, anche se può prevedere la retribuzione dei soci per lo svolgimento dell’attività. Associazione di volontariato è quella che svolge attività di carattere sociale, civile e culturale ed è caratterizzata da gratuità assoluta delle prestazioni fornite dai volontari (e anche dal divieto assoluto di retribuzione dei soci). Chi opera nell’ambito dello sport dovrà certamente dar vita a una associazione sportiva dilettantistica, che può costituirsi in modo semplice ed economico e ha significativi vantaggi fiscali e gestionali. Le Onlus svolgono alcune specifiche attività nel campo della solidarietà sociale. Hanno una gestione fiscale più complessa rispetto alle altre tipologie associative e vanno seguite da un commercialista.

 

Quante persone

Il minimo è tre. Qualsiasi associazione deve avere un presidente, un segretario e un tesoriere. Tra i soci viene eletto il Consiglio Direttivo, che costruisce il gruppo di lavoro esecutivo. Chiunque può diventare socio dell’associazione e proporsi per il Consiglio Direttivo, a patto che abbia pagato la quota richiesta (che può essere stabilita anche in una cifra simbolica) e che non abbia compiuto gravi atti a danno dell’associazione stessa. L’associazione può avere dei dipendenti (non soci) oppure dei collaboratori esterni occasionali o avvalersi dei servizi di liberi professionisti. In questo caso è possibile affidare piccoli incarichi anche ai soci, ma è opportuno che il riconoscimento economico non superi il concetto di rimborso spese.

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