I contraccettivi: facciamo il punto

Dai più classici alle nuove sperimentazioni; quelli da tenere sempre a portata o quelli che “una volta e non ci penso più per un po’”; quelli per i giovanissimi e quelli per l’allattamento: sono tantissimi i metodi contraccettivi tra cui scegliere, ed è bene conoscerli, perché il sesso è più bello se protetto.

I contraccettivi meccanici

Per contraccezione – spiega Giulia Losito, ostetrica libera professionista di Torino, che da anni conduce incontri di educazione alla sessualità e affettività nelle scuole- si intende l’insieme di tutti i metodi volti ad impedire l’incontro tra la cellula uovo e gli spermatozoi. I metodi classici si suddividono tra metodi ormonali e di barriera o meccanici.

Tra i metodi di barriera, ecco il preservativo, che tutti conoscono. Ne esistono di taglie, colori, materiali e gusti diversi. Va indossato ad inizio rapporto, con cura, e rimosso immediatamente dopo. È economico, facilmente reperibile e alla portata di tutti, soprattutto di adolescenti, maschi e femmine. Con una certa attenzione e se utilizzato correttamente ha un’efficacia sufficientemente alta, dall’85 al 98 % circa, e soprattutto è l’unico metodo che protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili. Di contro però il lattice può non essere gradito a tutti o provocare fastidi; inoltre va indossato esattamente prima del rapporto, il che può essere scomodo in alcuni casi; e ancora, se non conservato ed utilizzato correttamente può accidentalmente rompersi.

Altro contraccettivo meccanico è il diaframma: il metodo non ormonale tutto femminile, da gestire completamente in autonomia, che sta tornando di moda ultimamente. Si tratta di un cappuccio di un materiale molto morbido che va applicato sul collo dell’utero insieme ad un gel spermicida. Non deve essere indossato appena prima e rimosso subito dopo, ma può avere qualche ora di tolleranza. Non è monouso come il preservativo, ogni donna può averne uno ed autogestirlo, indossarlo, rimuoverlo, detergerlo e conservarlo. Ne esistono diverse taglie ed è soprannominato il “metodo delle ostetriche”, poiché viene prescritto in seguito ad una valutazione e prevede una certa confidenza e consapevolezza con il proprio corpo, che un’ostetrica può agevolare. Il diaframma è efficace solo se posizionato correttamente insieme al gel spermicida altrimenti rischia di non essere sufficiente; però dopo averci preso la mano diventa comodo, economico, ecosostenibile e non implica l’uso di sostanze chimiche o ormoni.

I contraccettivi ormonali

Tutti i metodi ormonali richiedono la prescrizione medica ed un’accurata valutazione della salute, dello stile di vita e della presenza di eventuali fattori di rischio. Al contrario delle credenze diffuse un tempo, però – commenta l’ostetrica- nella stragrande maggioranza dei casi non richiedono “pause per depurare” il corpo o periodici esami di controllo. Sicuramente può essere utile valutare in itinere la comodità e il gradimento del metodo utilizzato”.

La pillola estroprogestinica è la più famosa, commercializzata negli USA alla fine degli ’50 e poco dopo in Italia, attualmente utilizzata da più di 100 milioni di donne al mondo, e ha contribuito in modo sostanziale alla liberazione sessuale e all’emancipazione femminile. Si tratta di un mix di ormoni femminili, estrogeni e progesterone, che se assunti regolarmente inibiscono l’ovulazione, mettendo di fatto a riposo le ovaie. Ne esistono molti tipi e le formulazioni di ultima generazione utilizzano dosaggi ormonali molto bassi. “Diversi miti circolano intorno alla pillola: che faccia ingrassare, che causi il calo della libido, la verità è che deve calzare a pennello come un vestito, pertanto ogni donna che lo desideri può cercare la formulazione con il minor numero di effetti collaterali”. Se assunta correttamente l’efficacia contraccettiva è alta (92-99%), è un metodo reversibile (ovvero una volta interrotto l’utilizzo la fertilità viene ripristinata), se la donna è in buona salute ha bassi effetti collaterali. La pillola va assunta correttamente, stesso orario tutti i giorni. Si tratta di ormoni sintetici e associata ad alcuni fattori di rischio come fumo, sovrappeso, cattiva alimentazione, emicrania con aura può aumentare il rischio di fenomeni cardio vascolari. L’assorbimento è intestinale, quindi attenzione a sindromi intestinali, vomito, ma anche alcolici e antibiotici.

Altro contraccettivo ormonale è il cerotto, con funzionamento simile alla pillola, ma il mix di ormoni, anziché essere assunto per via orale, viene liberato attraverso un cerotto transdermico direttamente nel circolo sanguigno, che può essere applicato in diverse parti del corpo, 1 volta a settimana per 3 settimane al mese. Stesse controindicazioni della pillola; però il cerotto bypassa l’intestino, evitando così tutti gli effetti dovuti ad un cattivo assorbimento. Anche l’anello vaginale prevede il rilascio di un mix di ormoni direttamente attraverso la mucosa vaginale, con un anello di morbido silicone medicale che viene inserito in vagina una volta al mese e rimane inserito per 3 settimane. Non va rimosso né per i rapporti sessuali né per le altre funzioni fisiologiche, quindi diminuisce fortemente il rischio di dimenticanze. È comodo, non si sente, non si perde, però richiede un minimo di consapevolezza e confidenza con il proprio corpo. Le controindicazioni sono le stesse della pillola, ma i dosaggi ormonali ancora più bassi.

L’impianto sottocutaneo è un bastoncino di un materiale atossico contenente un progestinico (quindi privo della componente estrogenica), che viene applicato sottocute tramite una piccola incisione nell’avanbraccio e rimane in sede per ben 3 anni.  Agisce come gli altri metodi ormonali, inibendo l’ovulazione e creando delle condizioni ambientali sfavorevoli alla fecondazione. L’efficacia contraccettiva è altissima, pari al 99%. Essendo privo di estrogeni non influenza il rischio cardiovascolare, quindi è adatto anche a donne ipertese, diabetiche, in sovrappeso e che soffrono di emicrania. Purtroppo, mentre all’estero, soprattutto in Gran Bretagna, è coperto dal servizio sanitario nazionale ed è diventato il metodo contraccettivo d’elezione per le adolescenti proprio per la copertura a lungo termine, in Italia è ancora poco diffuso e un po’ costoso.

Altro metodo ormonale è la spirale: ne esistono di due tipi, quella al rame o quella medicata. La prima è un piccolo supporto di rame ricoperto di plastica, una volta inserito in utero produce delle reazioni biochimiche che rendono l’ambiente sfavorevole al passaggio degli spermatozoi e impediscono l’impianto dell’ovulo fecondato. Attualmente è stata quasi del tutto soppiantata dalla versione medicata, ovvero contenente ormoni, con funzionamento simile all’anello vaginale o all’impianto sottocutaneo. Viene inserito in utero dal medico e dura, se tollerato, fino a 5 anni; l’efficacia contraccettiva è del 98%. È un metodo indicato per le donne che hanno già partorito e l’applicazione può essere leggermente dolorosa per alcune. La spirale può aumentare il rischio di infezioni e poiché va inserito attraverso il collo dell’utero può causare crampi e aumento del flusso mestruale.

I metodi naturali

Sono metodi che non utilizzano dispositivi o strumenti per impedire il contatto tra spermatozoi e cellula uovo in modo artificiale, ma semplicemente mirano ad individuare il periodo fertile così da poter evitare rapporti in quei giorni. Il metodo sintotermico combina l’osservazione di più segni, come le caratteristiche del muco cervicale e della temperatura basale al mattino per ricostruire in modo più o meno accurato il periodo fertile e quindi evitare rapporti a rischio.

PRO: implica auto-osservazione, consapevolezza ed ascolto del corpo; secondo alcuni studi se effettuato correttamente ha un’efficacia contraccettiva maggiore del 90%. CONTRO: richiede un certo training, va appreso con insegnanti qualificate ed è applicabile da donne con cicli regolari. Implica l’astinenza per un certo periodo di tempo.

Contraccezione in allattamento

L’allattamento intensivo, tipico dei primi mesi, inibisce naturalmente l’ovulazione, per via della prolattina, l’ormone di “cura della prole” che comunica alle ovaie che “non c’è spazio per altri cuccioli!”. È il motivo per cui molte donne sperimentano l’amenorrea, ovvero l’assenza di mestruazioni, per molti mesi dopo il parto, soprattutto se allattano molto di notte. Mano a mano però che le poppate diventano meno frequenti si ripristinano i livelli ormonali abituali e prima o poi riparte l’ovulazione. Pertanto, se non si pianifica una nuova gravidanza, occorre utilizzare un contraccettivo. Quelli tra cui scegliere in allattamento sono: il preservativo (utilizzato però in associazione ad un buon lubrificante a case acquosa, poiché l’allattamento in alcuni casi porta con sé secchezza vaginale); il  diaframma;  la spirale medicata e l’impianto sottocutaneo (una buona soluzione se non si pianificano gravidanze nel lungo termine) o  la mini-pillola, che contiene solo il progestinico, senza estrogeni, lo stesso principio attivo della spirale e dell’impianto, e che può quindi essere utilizzata con sicurezza in allattamento.

I nuovi metodi

Il National Institute of Child Health and Human Development sta sperimentando un nuovo metodo ormonale, questa volta dedicato agli uomini. Si tratta di un gel contenente due ormoni sintetici che inibiscono temporaneamente la produzione di spermatozoi. Va applicato tutti i giorni e ha un’azione della durata di 72 ore. È in corso il test clinico al termine del quale, se ne viene confermata l’efficacia, avremo finalmente il primo metodo ormonale maschile.

Il Kth Royal Institute of Technology of Stockholm invece sta sperimentando un metodo naturale, senza ormoni e senza effetti collaterali. Si tratterebbe di una capsula a base di chitosano, una sostanza prodotta dal guscio dei crostacei e già utilizzato nei prodotti dimagranti. Il chitosano, applicato in vagina, si dissolverebbe creando una sorta di barriera temporanea che boccherebbe il passaggio degli spermatozoi, una sorta di diaframma naturale ed ecologico.

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