I denti dei bambini, la carie e il digrignare

Crescita e altri problemini: tutto quel che bisogna sapere sui denti dei bambini da 0 a 12 anni

Sono tantissime le domande che i neogenitori vorrebbero fare a un esperto quando spuntano i primi dentini. Matteo Bonifacino si occupa da vent’anni di piccoli pazienti ed è papà di due bambini. Gli abbiamo chiesto cosa c’è da sapere. 

Per evitare la paura

A che età andrebbe fatto il primo controllo dal dentista? “La vita dei denti dei bambini si divide in due – risponde il dottor Bonifacino – C’è una prima fase che va dalla nascita fino allo sbucare dei dentini da latte e una seconda fase, che inizia a 30 mesi e va avanti fino a quando si conclude la prima dentizione.

Tra le due fasi non c’è un passaggio netto e neanche un’età stabilita per i controlli. Tuttavia è molto importante che i bambini non arrivino in studio con qualche problema, almeno la prima volta, perché assocerebbero il dentista al dolore o allo spavento. Conviene programmare una prima occhiata intorno ai tre anni, da fare assieme a mamma o papà, per prendere confidenza con l’ambiente e mantenere con i denti un rapporto giocoso e amichevole”.

L’igiene orale

Lo spazzolino dei bambini è più un giocattolo che un vero strumento di igiene. Il dentifricio alla fragola a noi adulti fa un po’ impressione. “La pulizia dei denti è importantissima. Cominciare presto serve soprattutto a educare il bambino all’igiene” continua il dottor Bonifacino che conosce bene le resistenze dei più piccoli. 

“Nei neonati è sufficiente pulire le gengive, la lingua e i primi denti anche solo con una garza pulita bagnata d’acqua. Dai 30 mesi, a dentizione conclusa, è invece necessario lavarsi con uno spazzolino specifico per bambini, ogni volta che si mangia e almeno tre volte al giorno”. 

Lo spazzolino per i primi denti deve essere manuale (meglio evitare quello elettrico), con setole morbide specifiche per bambini.

E il dentifricio? “Non è necessario, soprattutto per i bambini molto piccoli che tendono a ingerirlo per errore o per il gusto. Se si usa, meglio scegliere quelli dedicati ai piccini”. 

Gravidanza e allattamento: sfatiamo qualche mito

Si dice che l’allattamento rovini i denti della mamma. È vero? “Non esiste alcun collegamento tra gravidanza, allattamento e metabolismo del calcio.

Il calcio necessario, sia durante la gravidanza che nell’allattamento, non viene preso dai denti della mamma, ma dal sangue e, se necessario, dalle ossa lunghe, come quelle delle gambe o delle costole. Le neomamme devono stare attente all’osteoporosi e raggiungere il giusto apporto di calcio con un’alimentazione corretta”. 

Discorso a parte va fatto invece per le gengive.

“La gravidanza, a causa dell’importante produzione di progesterone, può provocare la crescita delle gengive. Si chiama gengivite gravidica e regredisce in modo fisiologico qualche settimana dopo il parto”.

La caduta dei denti da latte

Intorno ai sei anni i bambini arrivano fieri a mostrare le loro finestrelle, deliziati da fatine, topini e monetine trovate sotto il cuscino. “I primi denti a cadere sono gli incisivi, verso i sei anni di età. A dodici anni si conclude la dentizione definitiva. L’età però non è fissa e ha una variabilità di due anni”.

Un anticipo o un ritardo di 24 mesi si può considerare fisiologico. “Oltre i due anni invece può essere la manifestazione di un problema. Se i denti tardano molto a cadere bisogna intervenire per toglierli”. 

Cosa bisogna fare quando i dentini si muovono ? “Assolutamente nulla – continua il dottor Bonifacino -. Il cambio dei denti ha un proprio decorso e non bisogna intervenire, ma bisogna aiutare il bambino ad affrontarlo con serenità.

Ci sono bambini che quando un dentino si muove smettono di mangiare da quel lato della bocca, smettono di lavarsi i denti o addirittura fanno fatica a parlare. Bisogna aiutarli a comportarsi normalmente”.

La prevenzione della carie

La carie è uno dei principali motivi per cui i bambini corrono dal dentista. La prevenzione è un mix di buona alimentazione e attenta igiene orale.

“Gli zuccheri si attaccano alla placca, indeboliscono lo smalto e causano la carie – spiega il dentista -. Non sono solo le caramelle a causare la carie, ma anche i succhi e le bevande zuccherate, a cui i bambini si abituano con grande facilità e che bisognerebbe bandire dall’alimentazione, perché sono proprio dannose”. 

Zuccheri o non zuccheri, i denti vanno lavati con cura e regolarità. “Esiste una predisposizione genetica alla carie e in quel caso i bambini devono essere monitorati con costanza. In questi casi si può intervenire con una integrazione di fluoro, in gocce o caramelle”. 

Se non ci sono predisposizioni particolari, invece, non è necessario prendere integratori o dentifrici al fluoro.

“In pochi lo sanno, ma l’acqua del rubinetto viene fluorizzata proprio per prevenire la carie dentaria della popolazione: è stato osservato che nelle zone vulcaniche o con acqua ricca di fluoro i problemi di carie sono molto inferiori che in altre zone”.

Digrignare i denti 

Mamme e papà che tutto sentono e tutto sanno, a volte sono spaventati nel sentire digrignamenti durante il sonno dei bambini. “Esistono fasi di digrignamento e sono fisiologiche, legate principalmente al delicatissimo ritmo di veglia sonno nei bambini”.

Ci sono periodi di grande stress, di novità e cambiamento, di insicurezza e di crescita accompagnati dal digrignamento dei denti. 

“La tensione notturna del morso tendenzialmente si risolve crescendo, con la dentizione definitiva. Con i denti da latte, il digrignamento non crea danni.

Il bruxismo diventa invece patologico, sempre e solo dal punto di vista odontoiatrico, con i denti permanenti, poiché la tensione del morso non lascia il giusto spazio ai denti per crescere”.

L’apparecchio: quale e perché

Gli interventi ai denti dei bambini si distinguono a seconda della dentizione, se è quella da latte o quella definitiva. Fino agli undici anni si parla di odontoiatria intercettiva, con interventi correttivi, poiché la dentatura si sta ancora sviluppando. Si cerca di correggere la crescita o di modificare alcune cattive abitudini, come il dito in bocca che a lungo andare può provocare danni. 

Dopo i dodici anni, quando il cambio dei denti è completo, l’intervento di correzione dei denti può essere definitivo. Anche gli apparecchi, se necessari, seguono la natura: le placchette che si mettono e tolgono possono essere correttive della crescita dei denti o del morso. L’apparecchio fisso per spostare e raddrizzare i denti si mette solo dopo”. 

Evitare il trauma

Nonostante i miglioramenti di assistenza e cura, nell’immaginario dei bambini l’appuntamento con il dentista non è mai piacevole. Perché?

“Oggi le terapie e gli interventi sono effettuati senza dolore. Quando è necessaria, l’anestesia va praticata in modo giocoso e senza fretta. A volte ci mettiamo anche tre sedute per arrivare a fare un’anestesia ai bambini, perché hanno bisogno di prendere confidenza, di rilassarsi, di capire cosa hanno davanti. Non è più come una volta, quando i bambini venivano addormentati per poter lavorare anche su cinque carie contemporaneamente. 

Oggi i bambini non sentono dolore, ma sono svegli e lucidi, per cui dobbiamo essere molto pazienti, calmi e brillanti per evitare di traumatizzarli”.

Proprio per questo motivo si insiste tanto perché la prima visita dal dentista non sia dovuta a un problema. Evitare di associare il controllo dei denti al dolore è il primo passo.

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