I suoi primi giochi: come giocare con i bambini più piccoli

da | 9 Nov, 2022 | Lifestyle

Come giocare con i bambini più piccoli: i consigli dell’educatrice per sperimentare e crescere con i giochi

Come scegliamo i giochi per i bambini piccoli? Quando ci prendiamo il tempo di osservare in silenzio un bambino che gioca, sia esso un piccolissimo o più grandicello, siamo proiettati in un momento senza tempo, dove la concentrazione tocca livelli altissimi e non c’è spazio per distrazioni.

Giocando i bambini non passano il tempo, ma lo impiegano attivamente costruendo la percezione e la conoscenza che hanno del mondo. Il gioco, infatti, sviluppa le competenze motorie, sensoriali e cognitive del bambino fin dai primi mesi di vita, e favorisce la crescita della sua autonomia e della sua individualità.

Ma quindi come giocare con un bambino piccolo?

Lo abbiamo chiesto all’educatrice Grazia Gorretta. “Dalla nascita fino a circa 12 mesi il bambino si relaziona in modo globale col il mondo esterno: ovvero con tutto il suo corpo. 

Vive il cosiddetto stadio senso-motorio, in cui la conoscenza del mondo avviene attraverso l’azione. Fin dalla nascita il neonato possiede le capacità percettive che gli consentono di recepire i primi messaggi sensoriali (caldo, freddo, ruvido, pesante…) e riconoscere alcuni oggetti. In pochi mesi passa poi dall’applicazione inconsapevole di riflessi innati alla ripetizione volontaria di gesti, riproducendo ciò che ha scoperto sul proprio corpo, poi nell’ambiente circostante, applicando schemi noti a situazioni nuove e, poi, variando di proposito le azioni per sperimentare gli effetti”.

Alla fine di questo stadio il bambino inizia ad anticipare l’effetto delle sue azioni e si costruisce una prima rappresentazione della realtà. Dai 2 ai 6 anni si passa infatti allo stadio pre-operatorio, in cui il bambino riesce a immaginare la realtà senza per forza averla davanti agli occhi: tipici di questo periodo sono la capacità di imitazione, la presenza del gioco simbolico e la comparsa del linguaggio.

L’adulto deve essere accogliente, attento osservatore; deve predisporre l’ambiente in cui il piccolo si muove affinché sia sicuro. Ma non bisogna imporre niente: non ci sono tappe predefinite per compiere determinate cose. La cosa importante è rilassarsi e godersi la magia di un bambino che cresce”.

La relazione corporea nei primi mesi

Nei primi mesi di vita i sistemi di regolazione del bambino (temperatura, respirazione, ritmo cardiaco) dipendono dal contatto con la madre. Tenere i bambini a contatto con il proprio corpo aiuta proprio questo tipo di apprendimento. Ma anche permettere loro di esplorare lo spazio, lasciando libertà di movimento, qualsiasi sia il loro grado di movimento (anche solo scalciare con i piedini!) è importante.

In questi mesi è utile, ad esempio, predisporre un angolo della casa con una coperta morbida dove lasciare i bambini liberi di muoversi, possibilmente a piedi nudi – i piedi sono ricchi di percettori e immagazzinano tantissime informazioni utili al movimento. “Man mano che acquisiscono la capacità di rotolare su un fianco, il genitore potrà anche predisporre la coperta vicino a una superficie su cui il bambino può appoggiare i piedini in sicurezza e imparare a spingersi – aggiunge Grazia -. Sarà stimolante anche spargere sul tappetto oggetti di diversa consistenza – una pallina morbida, una spazzola, un tubo di carta – che il bambino osserva e, a un certo punto, decide di raggiungere e afferrare”.  

A tutto senso tra 4-6 mesi

Questi sono i mesi in cui i sensi si aprono ai mille stimoli della realtà: annusare, toccare, assaggiare sono le attività principali dei bambini. Infinite possibilità di scoperta sono racchiuse in un semplice cesto dei tesori.

“Un qualsiasi contenitore da riempire di oggetti quotidiani, scegliendo forme, materiali e colori diversi: un cucchiaio di legno da cucina, un pennello per il trucco, uno spazzolino da denti, un rotolo finito di carta igienica, una palla da tennis.

Il bambino, sperimentando materiali e forme differenti sviluppa la capacità motoria e affina la sensorialità, e soprattutto troverà moltissimi modi di relazionare i vari oggetti tra loro”.

E in questa fase il genitore cosa deve fare? “Deve semplicemente esserci. Non deve forzare in alcun modo le azioni del bambino, non deve porgergli gli oggetti, mostrarne l’utilizzo, ma deve lasciare la libertà di esplorazione. Quello che è fondamentale è che sia presente, che parli con il bambino o la bambina, che cantino insieme. Basta questo.”

Tra 8 e 12 mesi: abilità sempre più complesse

Questa è la fase in cui i bambini iniziano a assaggiare cibi diversi dal latte materno e al tempo stesso acquisiscono nuove capacità motorie e ampliano la gamma delle loro sensazioni: possono quindi sperimentare giochi più complessi.

Il gioco dei travasi

Una volta acquisita la postura seduta si dispongono sul pavimento diverse ciotole contenenti differenti materiali travasabili -ceci, pastina, lenticchie, farina- e alcune ciotole vuote. Con una piccola tazza o un cucchiaio il bambino sarà incoraggiato a travasare i diversi materiali dalla ciotola piena a una ciotola vuota. Questa attività impegna la percezione sensoriale e la coordinazione motoria fine.

Lavagna di sabbia

Basta riempire un vassoio, o una teglia da pizza a bordi bassi, con farina di mais o di grano e proporla al bambino come fosse una lavagna vera, ma su cui scrivere col dito. Come una classica lavagnetta magica, con il vantaggio della stimolazione sensoriale.

ll grande riccio

Infilare oggetti piccoli dentro oggetti grandi e esercitarsi su forme e dimensioni è una delle attività principali in questa fase dello sviluppo dei bambini. Uno dei più divertenti giochi da fare in casa è quello del “grande riccio”. Sarà sufficiente prendere uno scolapasta, capovolgerlo e mostrare al bambino come inserire degli spaghetti in tutti i buchini. In poco tempo avrà costruito un grande riccio di grano a cui potremo dare insieme un nome.

Dai 18 mesi in poi: lo faccio anche io!

Intorno ai 18 mesi i bambini iniziano a imitare le azioni che vedono nel contesto quotidiano: cullare, dare da mangiare, dormire e bere, fino ad arrivare nella fase del gioco simbolico, intorno ai 2 anni. “Con i mattoncini di conoscenza acquisiti fino a questo momento i bambini costruiscono piccole storie: cucinano, parlano al telefono, puliscono, imboccano il proprio peluche.

È il periodo in cui esplode il linguaggio e i bambini spesso accompagnano il loro giochi con le parole. È fondamentale – sottolinea Grazia – che l’adulto in questa fase stia al gioco, pronto a mettersi nei panni del bambino, pronto alla relazione creata dalla fantasia del bambino, senza imporre il proprio punto di vista”. Un atteggiamento importante per strutturare le competenze sociali ed emotive del bambino, che, proprio in questa fase, prendono sempre più forma.

La scatola dei travestimenti

Un bellissimo gioco in questo periodo: bastano una vecchia parrucca di carnevale, un mantello, una camicia da notte, un cappello, un paio di occhiali. Un contenitore dove il bambino o la bambina sa che potrà pescare e inventare sempre nuove storie è il regalo migliore per questa fase della crescita. Soprattutto se i protagonisti delle sue storie saranno loro con i genitori, nonni, amici.

Anche le attività quotidiane sono un gioco 

Tra i giochi per bambini più efficaci, c’è quella della simulazione. “Apparecchiare, stendere i panni sono esperienze che danno un ruolo al bambino e arricchiscono il bagaglio delle scene che potrà costruire nei suoi giochi. Dire a un bambino ‘porgimi una molletta verde, passami quel calzino nero, portami un cucchiaio piccolo’ trasforma queste semplici azioni quotidiane in piccole sfide”.

E poi, in generale, cerchiamo di dedicare tempo bello ai nostri figli, rispettare i loro spazi, aspettarli mentre raccolgono una foglia, guardare insieme una fila di formiche al lavoro in un’aiuola sono azioni che gettano le basi per costruire persone che hanno fiducia in se stesse e che hanno rispetto degli altri”.

di Valentina Orsi

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