Il momento dei giochi TO

Da che mondo è mondo si gioca, ma i giochi sono anche figli del loro tempo. Mai come oggi si è avuta una scelta così vasta; come coniugare modernità di idee e materiali anti-chi? Come scegliere i giocattoli di una volta fatti con nuovo design? Ci siamo divertiti a curiosare in quattro meravigliosi regni della fantasia, guidati dall’esperienza di giocattolai esperti, capaci di orientarci nella scelta.

Datemi un mattoncino e costruirò il mondo
La bellezza di un gioco da costruire, smontare, riassemblare: ore e ore trascorse senza mai stancarsi. Parola d’ordine: pezzi semplici e resistenti, possibilità di personalizzazione pressoché infinita. Dario Debernardi è l’anima di Arsludica, storico negozio di giocattoli con due sedi, in piazza Pasini 7 a Torino e in viale Fasano 36 A a Chieri (www.arsludica.com). Dario ci racconta la storia del giocattolo partendo dai grandi classici: gli intramontabili Playmobil e i LEGO. Non si contano le declinazioni dei mattoncini e degli scenari che sono stati creati, dal castello alla clinica veterinaria, dai pompieri al maneggio e alla fattoria. Le variazioni sono tantissime, moderne nei materiali e nelle forme e adatte anche ai più piccini.

Già a un anno d’età – racconta Dario – i bambini cominciano ad apprezzare il gioco degli incastri. Spesso si divertono a lanciarli e a succhiarli più che a costruire, ma è sempre un piacere osservarli mentre scoprono la manualità e i colori”. Il primo approccio alle costruzioni? “Pezzi giganti, tipo il Qubò o gli Animal Links di Quercetti. Intorno ai due anni, con lo sviluppo dell’intelligenza logica e spaziale, la scelta si fa ovviamente più ampia”. Perdersi nel vastissimo reparto LEGO del negozio è un’esperienza da fare ed è bello portare con noi i bimbi, per camminare fra le corsie e scoprire l’infinita fantasia dei LEGO City, Duplo e Friends, ma anche del Meccano e delle costruzioni made in Torino.

Quali sono le novità di quest’anno?Geomag sorprende per le costruzioni magnetiche pink e glitter: un regalo originale per le bimbe che amano inventare e costruire – dice Dario -. Sono proprio le bambine a giocare sempre di più con le costruzioni. Amano tutto quanto ha a che fare con gli animali e i personaggi femminili: in particolare con le LEGO Friends e i nuovi Playmobil della serie Clinica Veterinaria”. Sono molto richiesti anche i giochi creativi. “Esistono novità veramente originali e innovative che permettono di realizzare con le proprie mani oggetti diversissimi, dal diario al portagioie, dalla tiara ai salvadanai”.

Di giochi educativi e modellismo
La cultura digitale piace, ma non tralasciamo, man mano che si cresce, le attività creative e manuali. Sollecitiamo i nostri bambini a giocare e li vedremo divertirsi con passatempi semplici che ci ricordano la nostra infanzia o quella dei nostri genitori. Diego Carena di Stupeficium, il negozio di via Pollenzo 69 a Bra (CN), che vende anche online sul sito www.stupeficium.com, ci guida nel mondo dei giocattoli educativi anche per piccolissimi.

Non è mai troppo presto per regalare un gioco educativo. Ne esistono di bellissimi adattati anche ai più piccini: costruzioni soffici e giochi da bagno sono alcuni esempi adatti fin dalla nascita. Ci sono i doudou che accompagnano i primissimi giorni, i libri morbidi, gli animaletti trainabili e i sonaglini. Regalano intelligenza, creatività e spensieratezza”. Man mano che si cresce ci si può mettere alla prova con il modellismo. Stupeficium ha un’attenzione particolare per i giochi che spingono a fare attività genitori-bimbi insieme. “Il piccolo modellista potete star sicuri che non si annoierà mai – racconta Diego -. Ci sono i set di costruzione Toifoc, per realizzare edifici con veri mattoni e cemento, adatti dai 6 anni: si realizzano casette, castelli e tutto quello che la fantasia può suggerire. E poi ci sono i torni per creare vasi di argilla, set per assemblare bambole e peluche e set per creare gioielli”. Mille modi per giocare e divertirsi, anche per gli appassionati di motori. “Le Mini 4Wd giapponesi, macchinine a batteria, sono semplici da montare e poi ci sono i mezzi radiocomandati per guidare, come i grandi, automobili sportive e trattori. La scelta è ampia, i bambini vanno matti per i modelli più semplici, ma si arriva fino a quelli a benzina, che consiglio dai 12 anni in su”.

La scienza è un gioco
Il vero must have è il gioco che invita ad avvicinarsi alla scienza. “La sperimentazione è alla base del pensiero scientifico – spiega Cinzia Soldano del Centro Gioco Educativo di Settimo Torinese in via Matteotti 3 (www.centrogiocoeducativo.it) -. Le possibilità di fare un regalo che avvicini alla scienza, incuriosisca e diverta sono tantissime. Partiamo dalle energie alternative: che ne pensate del kit per costruire una casetta che funziona realmente, con un piccolo pannello fotovoltaico sul tetto che accende la luce, fa funzionare il campanello e muove le pale del mulino? Oppure preferite un’automobilina elettrica che usa come carburante l’acqua salata? Sul versante della chimica ci sono giochi che permettono di scoprire i fenomeni naturali in tutta allegria, come i kit per cucinare assieme a mamma e papà e scoprire i separatori chimici di tuorlo e albume, i giochi per colorare gli alimenti, la vita dei batteri utili in cucina, il funzionamento del caglio. Il bello è che alla fine si mangia davvero!”. Immancabile nelle case dei futuri scienziati il Piccolo Chimico, che permette di fare centinaia di esperimenti diversi tra le mura di casa, tutti sicuri e divertenti, ma ci sono anche giochi più nuovi che uniscono il talento da geek alla creatività personale, come i kit per preparare profumi e saponi o i kit per giocare con i primi circuiti elettrici.

“In negozio si trova un’ampia offerta di giochi scientifici ed educativi adatti a tutte le età e apprezzati in ugual misura da maschi e femmine. Ma soprattutto si trova la nostra passione, l’astronomia – racconta Cinzia -. In passato abbiamo organizzato corsi per bambini e famiglie e abbiamo toccato con mano quanto stupore e quanta voglia di conoscere hanno i nostri figli. Ci sono bellissimi sistemi solari da costruire e colorare, mappamondi, mappe stellari, telescopi. Abbiamo anche un consulente in sede che risolve dubbi e dà informazioni ai novelli esploratori stellari”. Apprezzatissimo lo Star Theatre, un proiettore che riproduce la volta celeste sul soffitto e sui muri della camera, con una movimentazione lentissima ma sempre percettibile che concilia il sonno o aiuta a sognare a occhi aperti. È un regalo bello anche per gli adulti”. Un vero Natale spaziale.

Travestimenti e primi giochi di società
Da Cappuccetto Rosso (che ha due sedi, una in corso De Gasperi 14 H e una in via San Massimo 32 a Torino) banchetti da lavoro, attrezzi del mestiere e casette fanno bella mostra di sé. Se è vero che il gioco più antico del mondo è imitare, perché non cominciare a essere mamma e papà? “Il gioco di imitazione per eccellenza è sempre la cucina – dice la titolare Carlotta Boursier -. C’è un periodo in cui anche i maschietti cucinano a più non posso. Io propongo cucine nei toni neutri e rossi che sono regalate, direi in parti uguali, a bimbi e bimbe”. Interessanti ed educativi i set di cibi dal mondo che vediamo esposti: c’è la pizza, il sushi, ma c’è anche il set per preparare la merenda sana, con la fetta di pane, il prosciutto e la marmellata.

Ci innamoriamo di una chitarra a forma di cane e di un meraviglioso tamburo con dentro mini percussioni. Ma la cosa stupefacente è che cimbali, campanellini e maracas sono a forma di insetti: apette e coccinelle che risuonano deliziosamente. Carlotta li consiglia a partire dall’anno e mezzo. “Sono in plastica e non in legno per non risultare troppo pesanti o non sicuri per i più piccini. Dai due anni, via libera ai primi giochi di società. Ne esistono di appositamente studiati per i cuccioli duenni: partite brevi, mai superiori al quarto d’ora. I bambini si divertono un mondo, imparano a socializzare e a sviluppare il senso dell’attenzione: si va dal gioco dei tre porcellini in cui bisogna trovare lungo il percorso i vestiti del proprio personaggio, ai labirinti, dove con una matitina magnetica si deve far seguire la gara alle palline in ferro sotto la plancia”. Giocare creativo? No limits! È il meraviglioso gioco del “Facciamo che…”: pirati e principesse, infermieri e piloti, amazzoni e pompieri. Il bello sta proprio nel reinventarsi continuamente, trasformarsi in un turbine di stoffe e cappelli, baffi e diademi. “In Nord Europa e in Inghilterra soprattutto – racconta Carlotta – nelle camerette dei bambini c’è un cassone di legno, con dentro tutti i travestimenti. Un gioco semplicissimo, che rende indipendenti i bambini perché imparano a vestirsi e svestirsi in autonomia”. A noi di GG l’idea dello scatolone piace tantissimo: e a voi?

E ora si gioca!
Le vacanze di Natale sono il momento per eccellenza dedicato al gioco: si aprono i pacchetti, ci si diverte a montare piste e trenini, a far trotterellare anatre trainabili sul parquet. Condividere le ore di gioco è importante, ma ci sono alcune accortezze a cui non sempre si fa attenzione. Su tutte, questa: il gioco si fa insieme, ma ricordiamoci di lasciare la giusta indipendenza. Il detto “Sbagliando si impara” è più che mai vero, lasciamoli sperimentare e misurarsi con le proprie capacità. I nostri cuccioli saranno più che svelti nel correggersi da soli e saranno soddisfatti di esserci riusciti senza il nostro aiuto.

[Marta Vitale Brovarone]

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