Questo l’ho fatto io. Che bello riscoprire la manualità con i bambini

Dire che i bambini di oggi, salvo qualche eccezione, hanno scarsa manualità è ricorrere a un eufemismo.

È sempre più frequente incontrare bambini di otto o nove anni che non sanno fare un nodo, mettersi un paio di scarpe o addirittura versarsi un bicchiere d’acqua. Non parliamo poi di usare le mani per costruire qualcosa che non siano i lavoretti scolastici.

Il nostro stile di vita non favorisce lo sviluppo della manualità, perché siamo sempre di corsa, quel che ci serve lo compriamo, se qualcosa si rompe lo buttiamo. Anche l’attività fisica – sport a parte – è sostituita sempre più spesso da quella virtuale.

Eppure costruire o riparare qualcosa è fonte di grande soddisfazione, perché ci fa sentire autonomi e autosufficienti, sviluppa la creatività e l’intelligenza pratica.

Lavorare insieme è stimolante

Lavorare insieme ed esercitare la manualità in compagnia stimola la coesione del gruppo e favorisce le capacità di collaborazione.

L’estate è un buon periodo per cominciare: siamo più rilassati, si può stare all’aperto, le vacanze offrono l’occasione per passare più tempo insieme.

Preparare il pane, allestire un piccolo orto, fabbricare un’altalena, cucire una bambola o un pupazzo di stoffa, riparare la bicicletta: le possibilità sono infinite.

Per trasformare queste attività in un’opportunità educativa, occorre tenere presente qualche regola.

Insegnare la manualità: anche chi è bravo deve cominciare con cose facili

Cominciate da qualcosa di facile. Sia che siate bravi con le mani, sia che non lo siate, questa regola vale sempre.

Se siete bravi, è molto facile cedere alla tentazione di fare tutto voi, o quasi, relegando i bambini nel ruolo di spettatori, o tutt’al più di assistenti.

Se non avete mai preso in mano un martello, il tentativo di costruire una casa sull’albero finirà probabilmente tra grandi risate, ma potrebbe anche rivelarsi un’esperienza molto frustrante.

Certo, il processo in campo educativo è più importante del risultato e gli errori servono a imparare (questo vale a tutte le età), ma alla fine un risultato bisogna ottenerlo, magari non proprio perfetto.

Progettate e sperimentate insieme 

La proposta può venire da voi o dai figli, ma la cosa importante è pensare insieme alle possibili procedure e ai possibili risultati. Una mangiatoia per gli uccelli si può fare in tanti modi, usando materiali diversi.

Non bocciate subito le idee dei bambini, lasciateli provare: se la cosa non funziona se ne accorgeranno da soli.

Se conoscete le tecniche potete insegnargliele, specialmente se occorre usare attrezzi potenzialmente pericolosi, ma senza trasformare l’esperienza in una pedante lezione e senza bloccare sul nascere la ricerca di altre possibili soluzioni, che magari possono rivelarsi efficaci.

In molti casi è meglio il genitore “imbranato”, che sperimenta insieme ai bambini e sa ridere dei fallimenti.

Se vi servono idee, ne trovate qualcuna qui.

Dividetevi i ruoli

Per un genitore la tentazione di dare consigli e, molto spesso, di agire al posto dei figli può essere irresistibile. Bene: resistete.

Il messaggio implicito che trasmettete in questo modo è che i figli sono degli incapaci o che senza il vostro aiuto non sono in grado di fare niente.

Se poi siete abitualmente “interventisti”, i bambini finiranno per chiedervi aiuto in continuazione, senza mai mettersi in gioco, con gli immaginabili effetti sull’autostima.

Con la divisione dei ruoli, uno sega e l’altro martella, uno taglia e l’altro cuce, e poi magari ci si scambia.

Non date giudizi

I continui “bravissimo!” sono quasi sempre esagerati e non permettono ai bambini di autovalutarsi in modo corretto, esattamente come le continue critiche o peggio le prese in giro.

Molto meglio evitare i giudizi e, alla fine, valutare insieme il risultato.

Se il tavolino è un po’ sbilenco o il pupazzo è venuto strabico, se il pane è duro o la ruota della bici dopo mezz’ora è di nuovo a terra, pazienza: ci si ride sopra e il giorno dopo si riprova.

Sarà un modo per conoscere le proprie capacità e i propri limiti, per mettersi alla prova, ma anche per imparare che per ottenere buoni risultati occorrono impegno e tenacia.

Divertitevi

Costruire insieme può essere molto divertente se non ci si fa condizionare troppo dall’efficientismo e dal mito del risultato perfetto (che non vuol dire fare le cose tanto per farle).

Per un bambino accendere un fuoco e cuocerci sopra una salsiccia o costruire un’altalena con un ramo e due cordini può essere un’esperienza esaltante.

Ma anche per un adulto, se sa tornare un po’ bambino.

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