Meghan Markle, la nascita più attesa

Meghan Markle sta per partorire, alcuni dicono che il bambino sia già nato. Ecco una piccola lezione imparata dalla gravidanza più spiata dell’anno.

Meghan Markle sta per partorire, anzi forse ha già partorito, in realtà a noi sembra in attesa da tutta una vita. Ma cosa ci ha insegnato questa gravidanza? Come sempre quando si parla di vip, reali, attori o cantanti la curiosità è tantissima. Che sia il matrimonio o l’arrivo di un bebè i siti di gossip impazzano, le scommesse fioccano e i giudizi sono all’ordine del giorno. A pensarci bene, è l’estremizzazione di quello che succede ad ognuno di noi nei momenti topici della vita, solo in maniera più grande e con tutto il mondo, anziché tutto il quartiere, pronto a dire la sua.

Tutto il mondo è paese

Sul bambino o bambina di Meghan e Harry si è già detto tutto. Ogni azione, parola, vestito viene studiato per individuare anche il più piccolo segno. Sarà maschio, femmina? Partorirà in ospedale o in casa? Si farà seguire da un’ostetrica o da un ginecologo? Tutti a dire la propria. Anche quando il consiglio altrui proprio non serve. Soprattutto quando si è in un momento così delicato in cui tutte le energie dovrebbero essere dirette al proprio benessere e non a schermare giudizi e dicerie. Quasi tutte lo hanno provato, ogni scelta, anche la più privata, che sia sul modo di partorire, sull’allattare o no il proprio bambino, sull’utilizzo di fascia o passeggino farà risentire qualcuno: la vecchia zia, il panettiere, la signora in coda alla Posta o la Regina.

Una bolla da non far scoppiare

Quando si aspetta un bambino si vorrebbe poter vivere nella propria bolla il più a lungo possibile, vedere altre persone solo se lo si desidera, rilassarsi e stare bene. Ancora di più dopo il parto, quando gli ormoni sono in subbuglio, il senso di smarrimento è tanto, il sonno e il dolore la fanno da padroni e ci si vorrebbe chiudere in casa, lasciando fuori dalla porta tutto il resto. Se i Reali sono obbligati alle foto di rito a sei ore dal parto, noi abbiamo gli amici e i parenti intorno al letto dell’ospedale, quando siamo all’apice della nostra stanchezza. Quello che manca è il rispetto per il momento sacro che una mamma sta vivendo. In cui si ha bisogno di silenzio e ascolto dei propri bisogni. Nessun parente che invada la casa (a meno che non venga a portare cibo o che si presti a dare una mano concreta), nessun giudizio su quanto tempo il bambino stia in braccio, se si sia già attaccato al seno, su quanto latte abbia o non abbia la mamma.

Questi comportamenti, che di naturale non hanno nulla, sono visti a volte come gli unici possibili e la mamma che cerca protezione, intimità per se e il proprio bambino viene considerata quasi come un’aliena. Percorsi più soft, accompagnamenti con doule ed ostetriche, parti più naturali talvolta in casa o casa maternità, un puerperio rispettato senza la corsa ad apparire subito in forma e con la pancia piatta fanno apparire le neomamme come strane e un po’ hippy. E quindi scattano altri giudizi, come sempre non richiesti.

kate middleton post parto
kate middleton post parto

Chi ha paura della Regina?

Ecco cosa ci hanno insegnato Meghan ed Harry, imparare a viversi gravidanza e post parto in pace, facendo ciò che ci fa stare bene. Scegliendo il modo in cui partoriremo pensando solo a noi, senza farci influenzare da genitori, nonni e amici. Vogliamo il parto in casa? Prendiamocelo. L’epidurale? Facciamocela fare. Vorremo allattare al seno? Bellissimo! Solo latte artificiale? Anche questa è un’ottima scelta. Torniamo a decidere noi. E se ci riescono loro con Nonna Betty, ce la possiamo fare anche noi! Stay strong.

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