Scuole: esempi di cittadinanza attiva con i comitati di genitori

Quarantunomila edifici scolastici, metà dei quali in stato di degrado. A questi si aggiungono gli edifici distrutti dai terremoti del 2016. L’Italia non brilla per la qualità delle aule, delle palestre e dei refettori dove bambini e ragazzi trascorrono buona parte della giornata. Esiste una fondazione, Mission Bambini, che ha preso a cuore il problema. “Due anni fa abbiamo cominciato a ragionare su quella che ci sembrava una vera e propria emergenza – racconta Alberto Barenghi, responsabile dell’Ufficio progetti della Fondazione Mission Bambini -. Da un lato c’è l’abbandono scolastico: in Italia il 15% degli alunni lascia precocemente la scuola, una percentuale tra le più alte d’Europa. Dall’altra ci sono gli edifici da mettere in sicurezza o anche solo da manutenere per renderli luoghi di permanenza gradevoli e accoglienti. Ci siamo chiesti come intervenire e abbiamo pensato che una buona risorsa da attivare fossero gli stessi comitati di genitori”.

 

Così, nell’ottica di un progetto di cittadinanza attiva, Mission Bambini ha dato vita a un bando attraverso il quale premiare con un sostegno economico le iniziative nate per favorire la riqualificazione della scuola. “Complessivamente fino ad ora abbiamo selezionato trentaquattro istituti. Mission Bambini ha erogato fondi per acquistare materiali e attrezzature, mentre i genitori si sono attivati per pulire, riammodernare, curare giardini e fare piccoli interventi di ristrutturazione”. “Abbiamo ridipinto la scuola, pulito il giardino, fatto sistemare la guaina del tetto che perdeva, aggiustato e ricomperato alcune strutture rotte o rovinate – racconta Arianna Turchi, mamma e volontaria, portavoce dei genitori che hanno collaborato alla sistemazione della scuola materna ‘Il Flauto Magico’ di Bologna -. È stato faticoso trovare famiglie disponibili. Molti hanno ritenuto che lavorare per la scuola avrebbe significato fare il gioco dell’amministrazione comunale che si sottrae ai suoi doveri, ma noi abbiamo creduto che i cittadini siano chiamati a intervenire in prima persona quando l’intervento pubblico si fa carente. Non è sostituirsi allo Stato, ma fare politica dal basso, attivare forme di partecipazione, di senso civico, di desiderio di fare qualcosa per i propri bambini. E anche soddisfare la voglia di stare insieme. Ora la scuola è bella, colorata, pulita. I rapporti con il dirigente scolastico sono cordiali e la collaborazione è reciproca. I bambini hanno preparato un cartellone di ringraziamento e tutto il progetto ha lasciato un segno in quelli che saranno gli adulti di domani. Queste esperienze di impegno civico neutralizzano la rassegnazione e ci rendono più forti”.

 

Asili aperti alla fragilità

Con l’emergenza creata dal terremoto del Centro Italia, Mission Bambini ha concentrato il suo impegno nella ricostruzione di due strutture per l’infanzia: una scuola materna a Norcia (inaugurata il 22 dicembre 2016) e una cucina con mensa per adiacente scuola a Cittareale, vicino ad Amatrice.

 

Attenta a 360 gradi al mondo della scuola, nel 2016 ha anche sostenuto la sperimentazione di didattica digitale, acquistando lavagne multimediali, LIM, per gli alunni di diverse scuole primarie. Ma c’è un altro bel progetto in corso: i Nidi aperti al territorio. In Italia solo un bambino su tre frequenta il nido e le strutture sono poche, soprattutto al Sud. Mamme e papà lavoratrici spesso non sanno a chi affidare i piccoli. Per venire incontro a questa esigenza, Mission Bambini da oltre dieci anni sostiene economicamente i nidi che si trasformano in luoghi di partecipazione sociale e che offrono almeno un quarto dei posti a bambini in condizioni di fragilità sociale. Un bel progetto a cui si può aderire, sia come asilo nido interessato, sia come donatori e famiglie. Tutte le informazioni si trovano sul sito www.missionbambini.org.

 

 

Chi è Mission Bambini

Quando un industriale, un ingegnere, un nonno di cinque nipoti mette in piedi un ente benefico, quel che ne viene fuori è, quasi inevitabilmente, qualcosa che funziona. Goffredo Modena, imprenditore con una forte passione per il sociale, è il fondatore e presidente di Mission Bambini, fondazione umanitaria senza scopo di lucro nata nel 2000 per dare un aiuto ai bambini in situazioni di povertà e di malattia, senza istruzione o vittime di violenze fisiche e morali. Mission Bambini opera con concretezza e trasparenza; il suo bilancio è certificato per assicurare chiarezza nella gestione dei fondi raccolti. Si può partecipare alla vita associativa, proponendosi come volontario. Donare il 5×1000 dell’imposta sui redditi è un gesto semplice che non costa nulla. Nella dichiarazione dei redditi è sufficiente firmare all’interno della casella “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale” (Onlus) e riportare il codice fiscale della Fondazione Mission Bambini: 13022270154. La raccolta del 2017 sarà destinata a contrastare l’abbandono scolastico.

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