Nuove parentele

Gentile avvocato, sono la mamma divorziata di due bambini e convivo con un uomo che ha a sua volta due figli. Stiamo pensando di sposarci e ci chiediamo quali saranno i nuovi rapporti all’interno della famiglia allargata. Ad esempio, potremo prendere decisioni riguardanti i figli dell’altro? Essendo uno dei due decisamente più benestante dell’altro, ci chiedevamo anche come stanno le cose dal punto di vista dell’eredità: una volta sposati, tutti e quattro i bambini hanno gli stessi diritti? La ringrazio per la sua risposta. Valentina.

Cara Valentina, da quanto mi ha scritto non mi è dato sapere se il suo compagno sia divorziato o, semplicemente, abbia posto fine a una precedente convivenza: in entrambe le ipotesi, comunque, presumo che la separazione (legale o di fatto) sia stata recepita in un atto che ne disciplina le condizioni. Queste condizioni continueranno a sopravvivere anche nell’eventualità che lei ed il suo compagno vi sposiate. I figli, quindi, continueranno a vivere con la madre (come immagino avvenga adesso) e il padre li potrà vedere secondo il regime di visita a suo tempo concordato. È chiaro che, quando sarete tutti insieme, la quotidianità le consentirà non di sostituirsi alla madre, ma di comportarsi come un qualunque adulto che ha in custodia due minorenni: ne avrà quindi la responsabilità, seppur circoscritta ai periodi che trascorrerete insieme, ma tutte le decisioni fondamentali che riguarderanno la loro vita dovranno sempre essere adottate congiuntamente dai rispettivi genitori. Lo stesso, naturalmente, accadrà per i suoi figli. Per quanto riguarda la questione “eredità”, il vostro eventuale matrimonio non inciderà sull’asse ereditario: i suoi bambini continueranno a essere figli solo suoi e del suo primo marito, così come i bambini del suo secondo marito saranno figli solo dello stesso (e non suoi). Quindi, in caso di morte di uno dei genitori, i figli (solo i propri) acquisiranno la metà del patrimonio ereditario; l’altra metà spetterà al coniuge. Solo un testamento potrebbe modificare questo equilibrio ove il de cuius prevedesse un lascito a favore dei figli del coniuge: ma in questo caso bisogna fare ben attenzione a non ledere la cosiddetta quota di legittima (per intenderci, la percentuale dell’asse ereditario riservata ai figli propri e all’eventuale coniuge), perché i titolari avrebbero tutto il diritto di impugnare il testamento davanti agli organi giudiziali.

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